Al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 17 e 18 febbraio lo spettacolo CHI RESTA

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 17 e 18 febbraio Matilde Vigna, Anna Zanetti e Daniela Piperno accompagnano il pubblico in un viaggio “cosmico, scientifico, narrativo e visivo”, che vede in scena la stessa Vigna (due volte premio Ubu e premio Duse 2021 come attrice emergente) con Daniela Piperno, nome noto del teatro e cinema italiani.

Chi resta, questo il titolo, è la storia di una figlia che attraversa l’esperienza dolorosa della perdita madre ed è alle prese con le macerie della vita di prima e con una presenza /assenza che parla dallo spazio infinito e dalle profondità dei ricordi. Alla sua seconda prova da autrice e regista dopo il successo di Una riga nera al piano di sopra, Matilde Vigna è affiancata nell’ideazione del progetto e nella regia da Anna Zanetti.

In scena una distesa di macerie: polvere, regolite lunare, il suolo di un pianeta sconosciuto. Sotto questa coperta di cocci c’è Matilde con la sua voce (“mamma?”), prima fioca, che poi cresce e si fa sempre più forte. È di una giovane donna che non sarà mai madre e non è più una figlia, perché ha perso l’ultimo genitore e rimane sola a ricostruire una propria vita a partire dai frammenti della vita precedente. C’è un dolore che diventa protagonista – in assenza di un altro essere umano che reclami le sue cure e il suo tempo con urgenza – un dolore insopportabile, insostenibile, che riporta all’infanzia. I ricordi arrivano all’improvviso, inattesi, e si fanno concreti, perché la madre è sempre presente, tra le piccole cose della vita di prima, e adesso compare, come per magia, per aiutare la figlia a uscire dalle tenebre, apparentemente senza fine.

 

«Questo spettacolo non parla della morte, parla di noi dopo la morte» commentano Matilde Vigna e Anna Zanetti, «di chi resta, e di chi “va in cielo” come ci dicevano da piccoli, e compie quel viaggio misterioso e incomprensibile per chi rimane solo sulla terra».

 

Chi resta affronta anche il tema urgente e attuale della solitudine di una generazione, esperta ed efficace nella comunicazione, ma con evidenti problemi relazionali, responsabilità che la sommergono, una grottesca burocrazia post-mortem e un dolore che divora tutto.

 

Un lavoro dall’atmosfera a tratti cruda, a tratti onirica, sempre fortemente emotiva; di forte impronta ritmica, che alterna dialoghi serrati a immagini poetiche, affrontando il tema della perdita in maniera ironica. Le immagini racchiuse nel testo si sviluppano attraverso la relazione in scena tra due attrici, nella cornice di un paesaggio cosmico fatto di video, luci e sonorizzazioni.

 

Il testo è una scrittura originale costruita a partire da esperienze personali ma anche da numerose interviste, letteratura saggistica sulla morte in occidente (autori come Byung-chul Han, Philippe Ariès, Ines Testoni), narrativa (Paul Auster, Joan Didion, Annie Ernaux, Peter Handke) e la musica a tema spaziale di David Bowie, Jamiroquai, Beatles, Boards of Canada, Lucio Corsi, spallarossa, che rimanda al tentativo quasi infantile di cercare i propri morti tra le stelle.

Altri riferimenti letterari, cinematografici, teatrali e musicali che hanno arricchito questo lavoro sono: Simone de Beauvoir con Una morte dolcissima, Matteo Nucci e il suo Sono difficili le cose belle, Tre sorelle di Anton Čechov, Lo zoo di vetro di Tennessee Williams; e ancora Laura Imai Messina, Nancy Sinatra, Yojiro Takita.

 

Il 18 febbraio, dopo lo spettacolo, si terrà un incontro di presentazione del libro di Matilde Vigna Sopravviverci. Due pezzi sulla perdita, moderato da Sergio Lo Gatto, giornalista e curatore insieme a Debora Pietrobono della collanaLinea, frutto della collaborazione tra Luca Sossella Editore ed Emilia Romagna Teatro Fondazione ERT / Teatro Nazionale. Interverrà l’autrice con Daniela Piperno.