TERZO LIVELLO: DIFENDERE LA GENTE DAL SISTEMA CLIENTELARE

Sono sorpreso – in modo particolarmente spiacevole – dell’atteggiamento del mondo della politica messinese davanti alla sua ennesima brutta figura, per non dire peggio, a proposito dell’operazione Terzo livello.

 

Hanno parlato di situazioni impossibili, della condanna a un sistema elettorale falsato, di resistenze del vecchio regime. Si è detto insomma che con un livello di moralità così basso non si deve e non si può giocare al bravo consigliere comunale.

Nemmeno uno che si sia preoccupato della comunità, dei giovani senza lavoro, dei precari, dei disoccupati scavalcati dagli amici degli amici, degli operatori economici danneggiati dal sistema corruttivo, che l’abbia preso minimamente in considerazione. Il problema è il voto, il posto in consiglio comunale o nelle società partecipate, la sua agibilità, il suo permettere o meno pressing e assunzioni regolari.

Mi chiedo: ma quando un consigliere va a fare una visita ispettiva all’Atm o all’Amam di cosa discute? Quali carte legge? Quali interessi tutela? Visto che gli scandali vengono a galla nonostante le visite ispettive… Boh!

Che poi si costringa una comunità a vivere per 48ore ore sotto il sole per mancanza d’acqua, o che la viabilità è in tilt come i servizi sociali o la raccolta dei rifiuti, non sembra rilevante. Nessuno che abbia detto: “oggi non si regala più niente a nessuno, nè si cede il passo alla criminalità perchè è immorale costringere la gente a un sacrificio di questo genere“.

Conta solo il fatto politico, il posto in Consiglio o nelle Partecipate, questa perversa regolarità del Comune, il mito del sempre e comunque e il suo susseguente martirizzarsi con l’aria di chi nonostante tutto ce l’ha fatta anche stavolta.

Nel momento in cui intere zone della vita pubblica e amministrativa sono grigie, compromesse da infiltrazioni poco chiare, possibile sia sufficiente che la campanella suoni per l’inizio di una seduta di Consiglio comunale per considerare tutto regolare?