Dopo l’iniziativa di Eni sui carburanti a prezzo massimo, sono in diversi che si sono accodati sì da non restare fuori del mercato e, sostanzialmente, avere un po’ di pubblicità gratis da parte dello Stato e dei media. Dopo altri grandi gestori come Ip, Q8, Tamoil, Esso, che si sono aggiunti o stanno per farlo, sono comparse le offerte “scontate” per le bollette energetiche: Eni Plenitude, Fastweb-Vodafone e altre che sicuramente si accoderanno. Hanno tutti compreso che è il momento, non tanto di fare sconti per venire incontro ai consumatori, ma di fare offerte commerciali più azzardate rispetto al solito. Ché di questo si tratta…e che nessuno creda in una qualche responsabilità sociale di queste aziende: sono fatte per fare soldi, anche se alcune hanno capitali pubblici, e questa è la loro missione. Non è capitalismo di Stato, ma logici e consequenziali movimenti che un mercato decide di affrontare per non negarsi a se stesso.
Tutto questo è positivo nel breve periodo. Diamo atto al governo di aver indotto questo sommovimento, sperando che dallo stimolo al mercato non stia cominciando a fantasticare di una propria gestione dello stesso. Quanto in corso è un atto di liberismo economico ma, siccome abbiamo più di un dubbio sul liberismo economico di governo e buona parte delle opposizioni, registriamo felicemente conferma che il mercato sa essere migliore di qualunque altro meccanismo economico a gestione statale.
Qui i decisori, oltre a cominciare a smantellare l’ambaradan di bonus di ogni tipo che si sono inventati per prendere tempo verso un obiettivo che loro stessi hanno ignorato, ci vorrebbe l’intelligenza economica di decidere, organizzare e pianificare il futuro.
I nostri decisori, hanno compreso che non saranno mai in grado di gestire un mercato energetico legato agli umori di una geopolitica verso la quale non possono far altro che prendere atto? Un bagno di realismo sul fatto che, per governare l’oggi e il domani, si può solo incidere sui consumi: far calare la domanda dei consumi energetici sì da far crescere l’offerta e abbassare i prezzi… pur se – e foss’anche – ci fossero chissà quanti altri conflitti modello quello attuale tra Usa-Israele e Iran.
L’attuale mercato energetico è condizionato troppo dall’alta domanda. Per farla calare senza progetti suicidi di non-mercato o illusioni che si possa andare avanti a vita coi bonus, occorre intervenire sulle infrastrutture. Invece di mille veicoli privati in circolazione, sarebbe opportuno che ce ne fossero due o tre pubblici in grado di sostituire non solo le necessità di questi privati, ma anche di utilizzare carburanti ecologici che per essere prodotti non necessitano di accordi con Teheran o Abu Dhabi. Mezzi pubblici che, per i risparmi a cascata che sarebbero indotti, potrebbero essere gratuiti o quasi per gli utenti. Aggiungendo una mobilità ciclabile urbana che non sia, come in buona parte delle città, secondaria a quella a scoppio.
Altrettanto discorso vale per le merci, trasferendo il loro trasporto dalla gomma alle rotaie.
E’ possibile che queste politiche, che non avrebbero effetti immediati (quanto spesso inconsistenti) sui prezzi, non consentirebbero ai politici di varia tacca di continuare ad urlarsi gli uni contro gli altri con l’illusione di catturare maggiori consensi (facendo finta che gli elettori che vanno a votare non calino drasticamente). Sono politiche a lungo respiro che – soprattutto – non prenderebbero in giro i consumatori facendo loro credere, per esempio, che non pagare il bollo auto non significhi l’aggravio di ulteriori imposte su altri contesti.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
