Un nuovo Provinciale per i Missionari Servi dei Poveri (Bocconisti) nel solco del beato Giacomo Cusmano

di Davide Romano 

La Provincia italiana “Maria Madre della Misericordia” affida la propria guida a padre Jude Thadevus Ambatt, rinnovando la fedeltà al carisma del “medico dei poveri”

C’è una continuità silenziosa che attraversa la storia della Chiesa: quella dei carismi che, pur cambiando volti e tempi, restano fedeli alla loro origine. È in questa linea che si colloca l’elezione del nuovo responsabile della Provincia italiana dei Missionari Servi dei Poveri “Maria Madre della Misericordia”, padre Jude Thadevus Ambatt.

La sua chiamata non rappresenta soltanto un passaggio istituzionale, ma un momento di responsabilità spirituale e pastorale. Guidare una comunità religiosa oggi significa, infatti, sapersi muovere tra le urgenze del presente e la fedeltà a una radice più profonda, quella del carisma fondativo.

E qui lo sguardo non può che tornare alla figura luminosa del Giacomo Cusmano, fondatore dei Missionari Servi dei Poveri. Medico prima ancora che sacerdote, Cusmano seppe leggere nella carne ferita dei poveri una vera e propria chiamata divina. Nella Palermo dell’Ottocento, segnata da miseria diffusa e abbandono sociale, egli non si limitò a curare i corpi, ma si fece prossimo alle persone nella loro interezza, riconoscendo nei poveri il volto stesso di Cristo.

Fu questa intuizione — tanto semplice quanto rivoluzionaria — a generare la sua opera. Non un’organizzazione assistenziale, ma una famiglia spirituale capace di vivere accanto agli ultimi, condividendone le fatiche e restituendo loro dignità. Il suo metodo era concreto: raccogliere il “boccone del povero”, coinvolgendo tutta la società in un gesto quotidiano di carità. Ma la sua visione era profondamente evangelica: fare della misericordia non un’eccezione, bensì uno stile di vita.

Da questa radice nasce e continua a vivere la Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri, che ancora oggi incarna quel carisma nella Chiesa e nel mondo. I religiosi sono chiamati a una vita sobria, essenziale, segnata dalla preghiera e dalla presenza tra gli ultimi. Non cercano visibilità, ma fedeltà; non protagonismo, ma servizio.

Il titolo della Provincia italiana, “Maria Madre della Misericordia”, esprime bene questa identità. Maria è per i religiosi non solo un riferimento devozionale, ma un modello concreto: donna del sì, capace di accogliere e donare senza misura. In lei si riflette quella misericordia che il beato Cusmano ha tradotto in opere e che oggi continua a ispirare generazioni di consacrati.

In questo orizzonte si inserisce il ministero di padre Jude Thadevus Ambatt. A lui spetterà il compito di custodire e rilanciare l’eredità del fondatore, mantenendo viva quella tensione tra contemplazione e azione che è propria della Congregazione. Un compito tutt’altro che semplice, soprattutto in un tempo in cui le povertà cambiano volto e chiedono nuove risposte.

Eppure, proprio qui si misura l’attualità del carisma cusmaniano: nella capacità di riconoscere, anche oggi, dove si nasconde quel “boccone” che attende di essere condiviso. Non solo pane, ma ascolto, presenza, speranza.

Così, nel passaggio da un governo all’altro, ciò che resta immutato è il cuore dell’opera: una carità concreta, quotidiana, ostinata. Quella che non fa rumore, ma cambia le storie. Quella che il beato Giacomo Cusmano ha seminato e che oggi, ancora, chiede di essere vissuta.