I mari del Cretaceo ospitavano polpi giganti come camion. Riscrivere la vita negli oceani

Nuove scoperte paleontologiche rivelano che gli antichi mari del Cretaceo ospitavano polpi giganti, lunghi fino a 19 metri, veri predatori apicali capaci di competere con i sauri…

Antichi oceani, nuovi dominatori

Per decenni abbiamo immaginato i mari dell’era dei dinosauri come regni incontrastati di enormi rettili marini: mosasauri, plesiosauri, ittiosauri. Ma le ultime ricerche ribaltano questa visione. Un nuovo studio pubblicato su Science ha identificato due specie di cefalopodi giganti — Nanaimoteuthis jeletzkyi e Nanaimoteuthis haggarti — capaci di raggiungere dimensioni impressionanti, fino a 19 metri di lunghezza, paragonabili a un autobus. Questi animali erano polpi pinnati, dotati di alette natatorie e braccia con filamenti. Le loro mascelle cornee, uniche parti dure in grado di fossilizzare, sono state rinvenute in Giappone e sull’isola di Vancouver.

Predatori intelligenti e temibili

Le superfici consumate dei becchi fossili raccontano una storia sorprendente: questi polpi frantumavano gusci e ossa, nutrendosi di prede robuste, probabilmente grandi pesci, altri cefalopodi e persino rettili marini.

L’usura asimmetrica dei becchi suggerisce comportamenti complessi associato a forme avanzate di intelligenza. Non solo giganti, dunque, ma predatori cognitivamente sofisticati, capaci di strategie di caccia elaborate.

Un ecosistema da riscrivere

L’immagine tradizionale del Cretaceo come “era dei vertebrati marini dominanti” vacilla: questi polpi giganti avrebbero condiviso — e talvolta conteso — il vertice della catena alimentare con i più celebri rettili marini.

Alcuni modelli di frattura osservati sulle ossa dei mosasauri sono compatibili con la forza di costrizione e i morsi di un enorme cefalopode, suggerendo che questi “kraken” preistorici potessero addirittura predare i dominatori dei mari.

 Una storia evolutiva nascosta

Poiché i polpi hanno corpi molli, la loro storia evolutiva è sempre stata difficile da ricostruire. Questi ritrovamenti — mascelle perfettamente conservate, analisi digitali, ricostruzioni 3D — aprono una finestra su un mondo quasi invisibile nei fossili. E mostrano che i primi polpi erano molto più grandi, più forti e più complessi di quanto si fosse mai immaginato.

Conclusione

Gli antichi mari non erano solo popolati da rettili colossali: nelle loro profondità si muovevano polpi giganti grandi come camion, predatori silenziosi e intelligenti, capaci di riscrivere la storia della vita negli oceani. Un vero “kraken” della paleontologia — reale, documentato e ancora più affascinante del mito.

Primo Mastrantoni
presidente comitato tecnico-scientifico di Aduc