Spiagge demaniali occupate. E’ finita la stagione delle proroghe come regola?

Le concessioni demaniali marittime sono caratterizzate da proroghe che, invece di essere fatto straordinario, sono diventate regola. Situazione incompatibile col diritto europeo, rispetto al quale non si contano più le sollecitazioni per attenersi e le iniziative legislative e politiche per fare il contrario.

Abbiamo, di base, la direttiva Ue (2006/123/CE), poi ci sono sentenze della Corte di Giustizia sempre dell’Ue, del Consiglio di Stato, dell’Antitrust, del Tar, mentre le norme nazionali non fanno altro che disporre proroghe generalizzate delle concessioni. Le amministrazioni hanno obbligo di indire le gare, ma continuano a fare il contrario, entrando anche in contenzioso che, puntualmente viene respinto.

Insomma, se invece di amministratori nazionali e locali, fossero singoli cittadini a comportarsi in questo modo, come minimo sarebbero “finiti in galera”.

E’ di questi giorni l’iniziativa di uno dei più impegnati per le proroghe, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, in ottemperanza ad un decreto legge che ha previsto l’adozione di uno schema di “bando tipo” per l’avvio delle procedure di affidamento.

Ma anche questo viene vissuta come ulteriore proroga… “aspettiamo il bando tipo”… quando invece così non è, perchè è solo una facilitazione che non deroga  agli obblighi già scaduti dei Comuni di indire le gare. Tant’è che alcuni (Comune di Capri) ha fatto deroghe che vanno fino alla fine del 2027, già bocciate da Antitrust e Tar.

La stagione delle proroghe come regola sarebbe quindi esaurita, ma – e non solo gli ultimi tenaci difensori del fortino – non poche amministrazioni non si danno per vinte.

Il principio, già affermato e imposto dal 2006, è di garantire concorrenza e investimenti, anche ben oltre il contesto locale (un investitore di Copenaghen ha gli stessi diritti di quello di Rimini o Salerno). Finora politici e governanti hanno fatto orecchie da mercante e si sono inventati di tutto per garantire l’occupazione abusiva delle spiagge demaniali. Occorrono energiche iniziative del governo per il rispetto della legge e per evitare che alcune Regioni (come ha fatto la Toscana) legiferino per conto proprio in dispregio delle norme nazionali ed europee.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC