Scuola: Save the Children, il consenso informato rischia di aumentare le disuguaglianze educative

“Il consenso preventivo obbligatorio da parte dei genitori per attività di educazione alla sessualità a scuola rischia di indebolire l’alleanza educativa tra scuola e famiglia e rafforzare le disuguaglianze educative”. Lo dichiara Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children, dopo il via libera definitivo al testo da parte dell’Aula del Senato.

“L’obiettivo di informare le famiglie e rafforzare il dialogo con la scuola è condivisibile – sottolinea D’Errico – ma l’introduzione di un obbligo generalizzato di consenso per percorsi educativi su affettività e sessualità rischia di accentuare i divari educativi e culturali già esistenti, penalizzando soprattutto le ragazze e i ragazzi che avrebbero maggiore bisogno di strumenti informativi e di confronto, indebolendo di fatto quell’alleanza educativa tra scuola e famiglie che si intende promuovere… La scuola è uno spazio fondamentale di crescita, confronto e inclusione, chiamato a garantire pari opportunità formative a tutte le studentesse e a tutti gli studenti. Subordinare l’accesso a questi percorsi a un’autorizzazione preventiva da parte dei genitori rischia di trasformarli in un’opportunità riservata a poche e pochi, anziché in un presidio educativo condiviso tra scuola e famiglie. Inoltre, limitare l’accesso a percorsi educativi strutturati significa anche ridurre la libertà di iniziativa delle giovani e dei giovani, restringendo le loro opportunità di esplorare, comprendere e affrontare in modo responsabile temi che incidono direttamente sul loro benessere, sulle relazioni e sul percorso di crescita personale”.

In Italia meno della metà degli adolescenti (47%) ha fatto educazione sessuale e-affettiva a scuola, secondo i dati dell’ultima ricerca di Save the Children “Stavo solo scherzando”. Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti[1], dalla quale emerge la persistenza di comportamenti di controllo e di possesso.

“Per educare i ragazzi e le ragazze a relazioni affettive e sessuali sane, basate su rispetto e consenso, e per prevenire comportamenti a rischio, discriminazioni e violenze, è urgente una legge che preveda l’inserimento di percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, in linea con le Linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexuality Education e con gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a partire da quelle  dell’infanzia e all’interno dei piani formativi, in modo graduale e adeguato all’età e realizzati da esperti qualificati”, conclude D’Errico.