Riceci, EveryOne Group: Il vincolo è solido e fondato su analisi rigorose. Reggerà anche davanti al Consiglio di Stato

Pesaro – Dopo le sentenze del TAR Marche che hanno confermato la legittimità del vincolo paesaggistico sulla valle di Riceci, Aurora S.r.l. e alcuni cittadini proprietari hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato. Il vincolo, tuttavia, non nasce da speculazioni politiche né da un’improvvisazione amministrativa, come invece sostenuto da Aurora a mezzo stampa e nel testo del suo ricorso, ma da un percorso documentato avviato grazie all’azione civica di EveryOne Group, organizzazione apolitica impegnata da molti anni nella difesa dei diritti umani, della cultura, dell’ambiente e dei territori.

L’associazione ha presentato a suo tempo alle istituzioni un appello corredato da un dossier articolato, richiamando l’attenzione della Regione Marche e della Soprintendenza sui caratteri storici, culturali, naturalistici, paesaggistici e identitari dell’area. Da quel momento si è sviluppato un lungo confronto con la società civile, ambientalisti, storici, esperti di paesaggio e territorio, fino al lavoro degli organi competenti, ovvero la Soprintendenza e la Commissione regionale per la tutela del paesaggio, che hanno condotto analisi scrupolose e fondate su elementi oggettivi.

Riceci non è un vuoto tecnico disponibile per qualunque destinazione industriale. È una valle con una propria identità, un paesaggio collinare complesso, un sistema di visuali, memoria rurale, valori naturalistici e relazioni profonde con i borghi e il territorio circostante. La tutela di questi elementi non può essere liquidata come ostacolo strumentale o come scelta ideologica.

EveryOne Group è indicata in entrambi i ricorsi al Consiglio di Stato come soggetto coinvolto e cointeressato, a conferma del rilievo assunto dalla sua iniziativa civica e documentale nell’avvio e nel sostegno dell’azione di tutela del paesaggio di Riceci.

«Riteniamo che il vincolo su Riceci sia solido e destinato a reggere anche davanti al Consiglio di Stato, dopo che il TAR Marche ne ha riconosciuto la fondatezza sulla base delle analisi, delle osservazioni e delle valutazioni svolte dalla Soprintendenza e dalla Regione», dichiara Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group. «La nostra organizzazione, insieme ad attivisti determinati, competenti e profondamente radicati nel territorio, ha agito in modo documentato, indipendente e apolitico, sottoponendo alle istituzioni elementi concreti sui valori storici, culturali, naturalistici e paesaggistici della valle. Tentare di rappresentare questa tutela come una manovra politica, come è stato fatto a mezzo stampa, significa oscurare il lavoro rigoroso svolto dagli enti competenti e dalla società civile. Riceci è un paesaggio vivo, fragile, riconoscibile; difenderlo significa difendere anche il diritto delle comunità a non vedere sacrificati ambiente, salute e identità territoriale a logiche industriali che non possono pretendere di prevalere su tutto».

Non siamo dunque davanti a una contesa ideologica, ma a una scelta di civiltà. Da una parte vi è un progetto di discarica che trasformerebbe in modo irreversibile un territorio vulnerabile e ricco di valori culturali, storici, naturalistici e paesaggistici; dall’altra vi è un vincolo fondato su analisi, documenti e valutazioni istituzionali.

Difendere Riceci significa affermare che il paesaggio non è un ostacolo allo sviluppo, ma una componente essenziale della dignità collettiva. Significa ricordare che ambiente, salute, memoria dei luoghi e partecipazione democratica sono beni costituzionali, non variabili secondarie da subordinare automaticamente a interessi industriali.