Ospedali: l’Italia tra gli ultimi in Europa per posti letto, -40% dalla media UE

L’Italia si conferma stabilmente in fondo alla classifica europea per dotazione di posti letto ospedalieri. Secondo i dati Eurostat più recenti, elaborati e pubblicati da Quotidiano Sanità, nel 2023 l’Unione Europea disponeva in media di 511 posti letto ogni 100.000 abitanti, in lieve calo rispetto ai 516 del 2022 e ai 557 del 2013. Il nostro Paese si ferma a soli 304 posti letto ogni 100.000 abitanti, per un totale di circa 179.000 letti, ben 20.000 in meno rispetto a dieci anni prima. Il divario rispetto alla media UE sfiora così il 40%.

In cima alla classifica europea si collocano Bulgaria (864 posti letto ogni 100.000 abitanti), Germania (766), Romania (728), Austria (660) e Ungheria (651). L’Italia, con 304, finisce invece nel gruppo di coda insieme a paesi come Svezia (187), Paesi Bassi (231), Danimarca (233), Finlandia (260), Spagna (288), Irlanda (289) e Cipro (298): tutti sotto la soglia dei 300, con l’Italia appena sopra.

Il calo della dotazione ospedaliera non è un fenomeno esclusivamente italiano: nell’arco di un decennio l’insieme dei paesi UE ha perso complessivamente circa 170.000 posti letto. Eurostat sottolinea come questa tendenza rifletta in parte i progressi scientifici e tecnologici, che hanno ridotto la durata media dei ricoveri e favorito il ricorso a trattamenti ambulatoriali o in day hospital. Tuttavia, per l’Italia il processo di riduzione è stato particolarmente marcato e prolungato: dal 2000 al 2023 il paese ha perso quasi un letto su tre, passando da 268.000 a 179.000 unità complessive.

Il quadro è aggravato dalle profonde disparità interne. Il Mezzogiorno si colloca ampiamente al di sotto della media nazionale, con regioni come Calabria e Campania che registrano i valori più bassi. Nel 2023, l’emigrazione sanitaria interregionale è tornata a crescere, con flussi in uscita consistenti dal Centro-Sud verso le regioni del Nord, dove la capacità di ricovero è più elevata.