Ormoni “registi” della salute, ma 1 italiano su 2 non lo sa: 30% delle malattie croniche dipende da squilibri evitabili

Da diabete a infertilità, osteoporosi e malattie tiroidee, fino a tumori neuroendocrini, le patologie causate da alterazioni ormonali pesano sulla salute a 360 gradi, ma gli italiani lo ignorano o ne sottovalutano l’importanza. Dagli esperti SIE i 10 consigli per migliorare la salute ormonale: dalle 7 ore di sonno regolare, sempre a partire dalla stessa ora, passando per l’adeguata assunzione quotidiana di vitamina D e iodio, fino ai 90 a 150 minuti a settimana di esercizio fisico a bassa intensità.

Nonostante il 30% delle malattie croniche e 1 tumore su 4 dipendano da squilibri ormonali, gli ormoni restano un grande sconosciuto per la maggior parte degli italiani, che li sottovalutano e non sanno come mantenerli in salute né prevenirne le alterazioni. Eppure, nel nostro organismo circolano molte decine di ormoni le cui variazioni possono fare da apripista a moltissime patologie, dall’obesità al diabete, dalle malattie della tiroide ai tumori neuroendocrini, dall’osteoporosi all’infertilità, fino a oltre 400 malattie rare direttamente correlate al sistema endocrino. Si stima che, nell’arco della vita, 3 persone su 4 dovranno prima o poi confrontarsi con un problema ormonale. Proprio per diffondere informazioni sull’impatto degli ormoni sulla vita quotidiana, in occasione del World Hormone Day 2026, gli esperti della Società Italiana di Endocrinologia (SIE) promuovono eventi di sensibilizzazione, educazione e prevenzione in tutta Italia e raccomandano di seguire 10 regole molto semplici per migliorare la salute ormonale e intercettare precocemente i segnali d’allarme degli squilibri ormonali.

 

Gli ormoni sono i “registri” della nostra salute, ma metà degli italiani non lo sa. Si tratta di messaggeri biologici prodotti dalle ghiandole endocrine come l’ipofisi, la tiroide, il pancreas, i testicoli e le ovaie. Ma anche da qualsiasi altro tessuto e organo nel nostro corpo: tessuto adiposo, stomaco e intestino, cuore, reni, pelle, polmoni e osso – spiega Diego Ferone, Presidente SIE, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Genova e Direttore U.O. Clinica Endocrinologica, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino -. Ci sono molte decine di differenti tipi di ormoni, come l’insulina, il testosterone, il cortisolo, gli estrogeni, la prolattina, l’adrenalina, gli ormoni tiroidei, la melatonina, la leptina, l’ormone della crescita e tanti altri. Ognuno di essi ha una funzione ben specifica: sono essenziali per affrontare lo stress, crescere, regolare il metabolismo, determinare la funzione sessuale e la fertilità, ma anche per i processi cognitivi e il benessere generale. Ci dicono quando andare a dormire, quando smettere di mangiare, come regolare la pressione corporea – prosegue -. Lo squilibrio ormonale può condurre allo sviluppo del 30% delle patologie croniche più diffuse, in cui anche la componente ambientale è fondamentale, ma che in molti casi possono essere prevenute come diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa, osteoporosi, malattie tiroidee, disturbi dell’accrescimento, infertilità e disfunzioni sessuali. Allo stesso tempo, ci sono più di 400 patologie rare endocrine che affliggono milioni di persone in Europa, ma che spesso non vengono riconosciute”.

Nonostante lo straordinario impatto sulla salute, la maggior parte degli italiani non sanno come affrontare eventuali carenze e alterazioni e a chi rivolgersi quando questi si presentano – sottolinea Salvatore Cannavò, Presidente Eletto SIE, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Messina-. I sintomi a cui porre attenzione, che possono mascherare problemi al sistema endocrino, sono variazioni inspiegabili di peso, disturbi del sonno, cambiamenti nell’appetito, fragilità di unghie e capelli, stanchezza eccessiva, pelle secca, sete persistente, abbassamento del tono dell’umore, calo del desiderio sessuale e infertilità. In presenza di questi campanelli è necessario rivolgersi allo specialista endocrinologo”.

Il primo passo per mantenere l’equilibrio ormonale è dunque quello di adottare uno stile di vita attivo ma equilibrato. Praticare attività fisica costante, da 90 a 150 minuti a settimana a bassa intensità è, infatti, un vero e proprio “workout ormonale” che aumenta le endorfine e la serotonina, riduce il cortisolo e migliora la sensibilità all’insulina. Il secondo suggerimento è quello di seguire una dieta sana e varia, ricca di frutta e verdure fresche, cereali integrali e legumi, riducendo al minimo i cibi ultra-processati e gli zuccheri semplici che alterano gli ormoni metabolici. Terzo, fondamentale, non dimenticare il sonno: dormire almeno 7 ore per notte, sempre alla stessa ora, regola la produzione di melatonina, cortisolo e ormone della crescita”, riferisce Cannavò.

Importante poi prevenire le carenze nutrizionali che destabilizzano il sistema endocrino. Un adeguato apporto di vitamina D, attraverso pesce grasso come salmone e sardine o, nei mesi invernali, integratori su indicazione medica, è essenziale così come consumare alimenti ricchi di iodio come frutti di mare, alghe, uova e latticini, indispensabili per il corretto funzionamento della tiroide – prosegue Ferone -. Non va trascurato nemmeno il calcio contenuto in yogurt, mandorle, fagioli e verdure a foglia scura, che protegge ossa e denti e riduce il rischio di osteoporosi”.

Occorre poi ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini, evitando gli imballaggi di plastica, ma preferendo contenitori di vetro o acciaio inossidabile. Oltre ad arieggiare regolarmente gli ambienti domestici e scegliere con attenzione cosmetici e prodotti per l’igiene, verificando che non contengano ftalati, parabeni o triclosan, sostanze note per la loro azione perturbatrice sul sistema endocrino”, suggeriscono gli esperti SIE.