Prosegue senza sosta l’azione di contrasto attuata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina per prevenire e reprimere il fenomeno delle truffe in danno di persone anziane.
Nelle ultime 48 ore, sono stati due gli interventi – eseguiti, rispettivamente, dai Carabinieri delle Compagnie di Sant’Agata di Militello e Taormina – che hanno consentito di arrestare in flagranza ben quattro malviventi catanesi, già noti alle Forze dell’ordine, ritenuti responsabili di raggiri compiuti con la tecnica del “sedicente Carabiniere”.
Il primo intervento è scattato a Sant’Agata di Militello, grazie a una tempestiva segnalazione al “112 NUE” da parte del figlio di una pensionata appena contattata telefonicamente da un sedicente “Maresciallo della Stazione Carabinieri di Capo d’Orlando”, il quale le aveva prospettato un grave incidente stradale occorso a un familiare e chiesto di consegnare urgentemente denaro o gioielli a titolo di risarcimento.
I militari della Stazione del luogo hanno quindi raggiunto immediatamente la vittima mentre era ancora al telefono con uno dei malviventi, il quale stava preannunciando alla donna proprio l’arrivo a casa di una persona a cui avrebbe dovuto consegnare il denaro e i gioielli. Nella circostanza, sebbene la donna avesse proseguito la telefonata e finto di assecondare le richieste del truffatore, quest’ultimo ha interrotto improvvisamente la comunicazione, determinando anche la fuga del complice che nel frattempo era già quasi giunto presso l’abitazione.
Ciononostante, sulla base degli elementi acquisiti, i Carabinieri della Stazione e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno subito visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e individuato i due malviventi – un 32enne e un 45enne – intercettandoli a bordo di un’auto nei pressi del locale casello autostradale e procedendo così al loro arresto per “tentata truffa aggravata in concorso”.
Il secondo episodio si è verificato sempre, ieri a Limina, dove a lanciare l’allarme è stato invece il marito della vittima, precipitatosi presso la Stazione del luogo dopo che la moglie era stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere che le aveva chiesto di mostrare l’oro in suo possesso, per evitare ripercussioni nei confronti di un loro congiunto a seguito di una non meglio indicata rapina.
Nella circostanza, il militare di servizio alla caserma si è subito recato presso l’abitazione della donna, ove ha udito le urla di quest’ultima a cui era stata appena strappata di mano una borsa contenente i gioielli, notando anche il presunto autore che stava fuggendo a bordo di un’auto condotta da un complice.
A quel punto, lo stesso militare ha iniziato a seguire a distanza il veicolo, chiedendo nel frattempo rinforzi alla Centrale Operativa della Compagnia, finché poco dopo il mezzo in fuga è stato bloccato con l’ausilio di una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio Siculo e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia.
I malviventi – un 19enne e un 36enne – sono stati così arrestati per “truffa aggravata” e “furto con strappo”.
Entrambi gli episodi confermano quanto sia importante che le vittime si rivolgano tempestivamente alle Forze di polizia, favorendo interventi immediati e efficaci per tutelare anziani e persone vulnerabili.
Come più volte sottolineato dai Carabinieri in occasione degli incontri informativi organizzati su questo tema, le Forze di polizia non si rivolgono mai ai cittadini chiedendo denaro o preziosi per il pagamento di presunte cauzioni.
Pertanto, qualora giungano telefonate di tale tenore, è fondamentale contattare subito il numero “112 NUE”.
