Guerra ed energia. I limiti di un governo di pace

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Il governo ha varato il decreto che taglia le accise di 25 centesimi al litro per ogni tipo di carburante, riportando per ora il prezzo al di sotto della soglia psicologica di 2 euro. Inoltre ha previsto la possibilità per le imprese di rateizzare le bollette di luce e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili.

Inoltre, il ministro dello Sviluppo economico (Mise) ha proposto il rafforzamento dei poteri di Mister Prezzi: nella bozza del decreto aiuti per la crisi ucraina è previsto che questa “autorità” possa comminare sanzioni (da 500 a 5mila euro) per le imprese che non forniscono entro 10 giorni chiarimenti sui rialzi dei prezzi e istituisce un’unità di missione che dovrà supportare il garante.

Alcune valutazioni:

– lo sconto carburanti è ridicolo, a fronte di un accisa che va oltre il 55% del prezzo alla pompa. Il governo ha garantito al Fisco gli stessi introiti di prima dei rincari, non gravandolo della situazione in corso. Cioé: l’emergenza non esiste per il Fisco… se non nel fatto che io Stato decido di non prendermi i soldi in più che avrei potuto prendere: la negazione della propria funzione istituzionale di equa distribuzione fiscale… eppure di tagli da fare per compensare i non-maggiori introiti… c’è solo la difficoltà della scelta. Ma questo avrebbe comportato un’attenzione che, sembra non essere prioritaria.

– la rateizzazione delle bollette è un apparente aiuto, visto che non considera i mesi energivori invernali quando le bollette sono più alte.

– i poteri di Mister Prezzi, noto per essere inutile e un orpello sin dalla sua istituzione nel 2007, pur se dovrebbe introdurre per la prima volta un potere sanzionatorio, visti gli importi… siamo sulla stessa onda dei 25 centesimi dello sconto carburanti: psicologia delle norme.

 

I consumatori godranno scarsamente degli effetti di queste riduzioni: a parte riduzioni e agevolazioni specifiche, si dovrà far fronte ad un mercato che ha già speculativamente (direttamente e come ricaduta) fatto propri questi aumenti e che, pur se farà qualche passo indietro, non sarà mai in considerazione dei nuovi livelli.

E’ evidente che il governo è molto debole e impreparato in materia. Sembrano provvedimenti più per calmare i bollori all’interno della maggioranza (M5S e Lega) che non per venire incontro ai consumatori.

Il problema è quindi solo rimandato a quando questi bollori non mostreranno maggiori esigenze.

Questo con la guerra in corso e, di conseguenza, margini sempre più ristretti per continuare ad essere clienti del gas degli invasori russi… senza il quale, pur se finalmente appagati per bloccare i finanziamenti alle armate che stanno ammazzando gli ucraini e non solo, le crisi di oggi ci parranno bazzecole.

Anche se al governo non si vergognano di questi provvedimenti (1), è bene che si valutino profondi ed immediati cambiamenti. Quando il premier Draghi ci dice che siamo alla soglia di un’economia di guerra, cosa intende? Noi crediamo voglia dire che tutti dobbiamo collaborare alla salvezza nazionale ed europea. Ma al momento, con questi provvedimenti e col tentennamento sulle decisioni per non far torto alle seti ed equilibri elettorali di alcuni partiti, ci sembra che si chieda ai consumatori di essere in economia di guerra mentre, a tutti gli altri, di continuare a fare il gioco del loro potere e dei propri interessi corporativi.

 

 

1 – e non ci sono provvedimenti o mezzi giuridici di pace per farglieli cambiare: https://www.aduc.it/comunicato/energia+economia+guerra+non+farsi+illusioni_34213.php

 

François-Marie Arouet  – Aduc