Garante: sanzione di 39mila euro a società di vigilanza di Bologna Dati Gps auto aziendale per contestazione disciplinare. Licenziato l’addetto

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 39mila euro a La Patria S.p.A. di Bologna, società di vigilanza e sicurezza tecnologica, per specifiche violazioni del Regolamento europeo (Gdpr) nel trattamento dei dati dei dipendenti (provvedimento n.585 del 6.8.2026).

L’Autorità si era attivata a seguito del reclamo di un ex lavoratore al quale la società aveva negato l’accesso, tra l’altro, ai dati raccolti tramite il sistema di localizzazione satellitare GPS installato sull’autovettura aziendale a lui assegnata. L’interessato aveva chiesto di visionare e ottenere copia di tale documentazione per difendersi in una contestazione disciplinare con l’azienda che lo aveva licenziato.

Nel provvedimento il Garante – ritenendo illecita la condotta della società, in quanto non aveva fornito idoneo riscontro all’istanza di esercizio del diritto di accesso ai dati – ha ribadito che il titolare del trattamento anche quando reputa di non poter dare seguito a istanze di esercizio dei diritti, deve comunque comunicare al richiedente i motivi del diniego, nonché l’esistenza del diritto di presentare ricorso all’autorità giudiziaria o reclamo al Garante privacy. Circostanza non verificatasi nel caso in specie.

L’Autorità ha inoltre accertato che la società di vigilanza non aveva adempiuto all’obbligo di informativa per quanto riguarda il trattamento dei dati effettuato tramite il GPS aziendale, nonostante gli stessi siano dati personali. Fra l’altro, anche nell’accordo stipulato con le rappresentanze sindacali ai sensi dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori era richiamato l’obbligo di informativa previsto dalla disciplina di protezione dei dati. I documenti informativi erano inoltre non corretti in quanto descrivevano operazioni di trattamento di dati particolari che la società in realtà non effettuava.

Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante Privacy ha tenuto conto del fatto che La Patria S.p.A. nel corso dell’istruttoria ha adottato le misure correttive necessarie a conformare i trattamenti al Gdpr. In particolare, ha fornito un’idonea informativa in merito al trattamento dei dati di geolocalizzazione ai propri dipendenti e ha rimosso sempre nella stessa i riferimenti ai trattamenti dei dati particolari.