FIRMATO IL NUOVO DPCM: COPRIFUOCO ALLE 22, OGGI LE ZONE “ROSSE” E “ARANCIONI”

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio alla quale appartiene una Regione. L’esecutivo ha resistito, insomma, al pressing di quelle regioni che chiedevano modifiche alla bozza del provvedimento.  L’unica concessione di rilievo riguarda il capitolo ristori, che Conte sarà costretto ad allargare rispetto alle previsioni.

Ora al premier, a Gualtieri e a Patuanelli spetterà trovare nelle prossime ore i soldi necessari a mitigare la rabbia di commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone rosse: tutti destinati a chiudere per almeno due settimane“Non vanifichiamo lo sforzo di tutte quelle categorie che in questo momento hanno ridotto la propria attività”, ha avvertito il titolare degli Esteri Luigi Di MaioLa cifra di 1,5 miliardi probabilmente non basterà. E il rebus si complica perché, anche volendo, i tempi per chiedere un nuovo scostamento di bilancio sono strettissimi mentre, solo erogando risorse dopo il 10 dicembre queste potranno essere inserite nelle spese del 2021. E il 10 dicembre, per le Regioni, è troppo tardi. Non solo. Al Mef e al Mise spetterà la complessa modulazione della platea dei destinatari ai ristori in un decreto che mette in campo chiusure “a fisarmonica”.

Governo sceglie lockdown mirati, coprifuoco per tutti dalle 22

Il nuovo Dpcm prevede il coprifuoco dalle 22 alle 5 in tutta Italia e la divisione del Paese in tre fasce, con veri e propri lockdown per le zone “rosse” e “arancioni”. Solo oggi si saprà quali regioni finiranno in “zona rossa” e quali in “zona arancione”, su questo il governo sta aspettando ancora i dati aggiornati per decidere, anche se si parla di Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta tra le zone rosse mentre le arancioni sarebbero Puglia, Liguria e Campania (che potrebbe finire però tra le “rosse”).

Di sicuro, appunto, per tutti scatta il coprifuoco dalle 22 alle 5. Dunque, dopo le dieci di sera si potrà uscire di casa solo per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute” e in generale, anche di giorno, resta la “forte raccomandazione a restare a casa”, sempre con l’eccezione degli spostamenti di lavoro, per motivi di salute, eccetera. Il divieto di spostamento tra regioni non c’è, viene imposto solo a chi vive nelle zone rosse o arancioni, ma nel resto del Paese ci si può continuare a muovere liberamente. Vengono poi chiusi mostre e musei.

La scuola sarà in presenza fino alla terza media, mentre per le superiori scatta la didattica a distanza per tutti, ma “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali”. Vengono poi sospesi i concorsi pubblici e privati e le prove di abilitazione all’esercizio delle professioni. Stop anche ai centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi, mentre sui mezzi del trasporto pubblico non si potrà occupare più del 50% dei posti totali.

Nelle regioni “arancioni”, invece, ci sarà un vero e proprio “lockdown soft”: non si potrà uscire o entrare nelle zone rosse, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, ma sarà vietato anche spostarsi in un Comune diverso da quello di residenza. Chiusi tutte e attività di ristorazione (tranne che nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti).

Nelle zone rosse si fa un passo in più e di fatto si tratta del lockdown dello scorso inverno: oltre ai ristoranti vengono chiusi anche tutti gli altri negozi, “fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità”. Inoltre, non sarà vietato solo spostarsi in un altro Comune, di fatto si dovrà restare a casa tutto il giorno, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Barbieri e parrucchieri potranno restare aperti, contrariarmente a quanto previsto nella bozza del decreto.

Norme, queste per le zone rosse e arancioni, che varranno per “almeno 15 giorni” e comunque non oltre la data di efficacia del decreto, cioè inizio dicembre.