CONTRATTO DI FORMAZIONE-LAVORO PER SPECIALIZZANDI STRADA GIUSTA PER DARE UN FUTURO AI GIOVANI MEDICI

Anaao Assomed e Anaao Giovani esprimono grande soddisfazione per le dichiarazioni del Ministro della Salute Giulia Grillo che, in un post su Facebook, si è dichiarata favorevole al contratto di formazione-lavoro unico e nazionale per gli specializzandi e al coinvolgimento degli Ospedali del SSN nei processi di formazione post laurea.

 

Un’idea quella degli Ospedali di Insegnamento nata 40 anni fa in casa Anaao e perseguita tenacemente negli anni nella convinzione che mettere a disposizione dei futuri medici l’immensa casistica clinica trattata nelle strutture del SSN, la cultura professionale e le sofisticate capacità tecniche dei medici che vi operano rappresentasse una chiave di volta per la sostenibilità e lo sviluppo del sistema sanitario pubblico. Tale proposta, infatti, nasce dalla consapevolezza del contributo fondamentale che il SSN può dare alla formazione medica orientando i nuovi professionisti verso il “saper fare” e verso quei valori di qualità, efficacia, appropriatezza, corretto uso delle risorse e attenzione al sociale che possono rendere equo e sostenibile il servizio sanitario pubblico in un’epoca di risorse economiche limitate.

 

Non mancheranno laureati in Medicina nei prossimi anni, mancano già ora specialisti e la carenza è destinata a peggiorare. È il frutto amaro di un decennio totalmente fallimentare sotto il profilo della programmazione dei fabbisogni. Non sono stati messi a disposizione i finanziamenti dovuti per adeguare il numero dei contratti di formazione post laurea alle necessità di turnover che già erano evidenti. È arrivato il momento di incrementare i contratti di formazione lavoro, portandoli ad almeno 10.000 per anno, incominciando a recuperare tutte le borse non assegnate in passato, pur essendo finanziate.

 

In considerazione delle dichiarazioni del Ministro Bussetti, è necessario ribadire come aumentare il numero degli studenti iscritti alla Scuola di Medicina e Chirurgia, al di fuori da seri studi di programmazione che tengano insieme aspetti demografici, dinamiche pensionistiche, esigenze del sistema in termini di formazione, qualità e quantità del personale, non risolva il problema dell’attuale mancanza di medici specialisti perché i primi risultati si vedrebbero solo dopo 11-12 anni quando le uscite dal sistema saranno più che dimezzate rispetto alle attuali. Rischiando, inoltre, di ripetere nel lungo periodo il fenomeno della pletora medica.

 

Occorre, pertanto, anticipare l’incontro tra il mondo della formazione e quello del lavoro, oggi estranei l’uno all’altro, consentendo ai giovani medici di accedere ad una formazione pratica di alto livello nonché a tutte quelle tutele contrattuali e previdenziali proprie del mondo del lavoro ospedaliero permettendo al sistema sanitario di utilizzare le energie più fresche e dinamiche.

 

La soluzione indicata dalla Ministro Grillo è un passo storico e lungimirante perché recuperare il ruolo professionalizzante degli Ospedali rappresenta la strada maestra per garantire insieme il futuro dei giovani medici e quello dei sistemi sanitari.