Il Monk Jazz Club il 30 aprile celebra l’International Jazz Day. E dal 28 giugno al via a Santa Venerina “Jazz in vigna” con l’omaggio a Miles Davis di Paolo Fresu

La stagione invernale-primaverile 2026 del Monk Jazz Club di Catania si è appena chiusa e prima dell’avvio della stagione estiva di “Jazz in vigna”, a partire dal 28 giugno alla Tenuta San Michele di Santa Venerina, Palazzo Scammacca del Murgo, la sede de Monk in piazza Scammacca 1 a Catania, giovedì 30 aprile ospita, gli eventi dell’International Jazz Day, la giornata mondiale del jazz creata dall’Unesco nel 2011 “per evidenziare il jazz e il suo ruolo diplomatico di unire le persone in tutti gli angoli del globo”.

Si inizia alle ore 18 con gli intermezzi di Daniele Salamone che “si insinuerà” con il suo piano solo tra le varie performance dal vivo in calendario durante la serata. All’International Jazz Day 2026 del Monk daranno vita anche gli allievi del Dipartimento di jazz del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania, dipartimento che vede fra gli insegnanti il direttore artistico del Monk Jazz Club, il pianista e trombettista Dino Rubino. Sotto il nome collettivo di “Odd intentions”, suoneranno ben quattro ensemble. Il primo è formato dalla cantante Giorgia Coppola, dal pianista Giuseppe Liotta, dal bassista Ephiel Carbone, dal chitarrista Andrea Squillaci e dal batterista Giuseppe Vecchio. Il secondo è formato dalla cantante Marika Arancio, dal pianista Gabriele Santangelo, dal bassista Ephiel Carbone e dal batterista Giuseppe Vecchio. Il terzo ensemble è formato dalla cantante Gabriella Torre, dal chitarrista Damiano Leotta, dal bassista Maria Pia Bassi e dal batterista Giuseppe Vecchio. Il quarto e ultimo ensemble è formato dalla cantante Simona Giuffrida, dal pianista Sirio Di Blasi, dal bassista Gabriele Florio e dal batterista Gioele Sciacca.

Evento clou della serata il live del trio di Sebastiano Ragusa, sassofonista catanese di grande esperienza internazionale, il quale sarà affiancato da Angelo Cultreri all’organo hammond e da Emanuele Primavera alla batteria. L’ingresso alla serata sarà libero.

L’associazione Algos che gestisce il Monk Jazz Club ha intanto varato il calendario della settima edizione di “Jazz in vigna”, il jazz club open air organizzato alla Tenuta San Michele di Santa Venerina. Il debutto domenica 28 giugno con “Around Miles”, l’omaggio al mito americano della tromba jazz, Miles Davis, del trombettista sardo Paolo Fresu il quale suonerà in quartetto con Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Fresu, com’è noto, è un “davisiano” vero – da un anno trionfa con album e spettacolo musical-teatrale dedicati “Kind of Miles” – per quel suono che sa di malinconia esistenziale, struggente e lirico, che era di Miles come lo è di Fresu.

Domenica 5 luglio sarà la volta di Babanaì, nuovo progetto al femminile di Barbara Casini alla voce, Anaïs Drago al violino, voce, percussioni e Barbara Piperno ai flauti, voce, percussioni. Tre artiste, cantanti e polistrumentiste, unite dal desiderio di sperimentare mescolanze di suoni e colori di mondi diversi, partendo dalla storia musicale di ognuna, esplorano un repertorio che spazia dalla tradizione popolare di Brasile e non solo a brani originali rivisitati o composti a sei mani.

Ancora Brasile per il progetto “Latino ibérico” del compositore e fisarmonicista brasiliano Roger Corrêa in scena sabato 11 luglio con Edilson Forte al pianoforte, Tiê Pereira al basso e Rodrigo Porciúncula alla batteria. “Latino Ibérico”, interpreta la cultura brasiliana come parte essenziale dell’identità culturale latinoamericana: la musica del sud brasiliano dialoga con le radici musicali dei popoli originari, sviluppando accenti propri in stili come milonga, chamamé, chacarera, candombe, tango, salsa, choro e molti altri. Il tutto letto attraverso l’estetica universale del jazz, valorizzando la composizione, l’improvvisazione e la ricerca di nuovi stili e fusioni.

Jazz e world music sono le protagoniste anche del concerto del Libertango 5et, in calendario sabato 18 luglio, storico progetto etneo (nato nel 1993) del sassofonista Marcello Leanza, del fisarmonicista e pianista Francesco Calì, del chitarrista Luigi Devita, del contrabbassista Giovanni Arena e del batterista Ruggero Rotolo. Il Nuevo Tango e la tradizione brasiliana sono stati i riferimenti iniziali per l’ensemble che negli anni ha compiuto una ricerca musicale più ampia, esplorando sonorità e influenze culturali provenienti da tutto il mondo.

Il 25 luglio sul palco tra i vigneti di Santa Venerina arriva il trio del pianista americano Kenny Werner il quale suonerà con Johannes Weidenmueller al contrabbasso e Ari Hoenig alla batteria. Il 74enne musicista newyorkese, da circa mezzo secolo si è distinto come pianista e compositore di livello mondiale. La sua prolifica produzione di composizioni, registrazioni e pubblicazioni continua ad avere un impatto sul pubblico di tutto il mondo.

Sabato 1 agosto “Jazz in vigna” 2026 si chiude con “Still Me”, progetto di Dino Rubino alla tromba, flicorno, tastiere, il quale sarà affiancato, da una parte, da un “senatore del jazz” come il batterista Enzo Zirilli e dall’altra da due nuove leve emergenti della scena afro-americana siciliana come il chitarrista Francesco Cerra e il bassista Tony Pinzone.

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Monk Jazz Club: Palazzo Scammacca del Murgo, piazza Scammacca 1, Catania.
Tenuta San Michele: via Zafferana 13, Santa Venerina (Ct)