Caccia – Direttiva uccelli, le nuove linee guida UE sono una vittoria della legalità. LNDC Animal Protection: “Il Governo Meloni segua l’esempio e tuteli la biodiversità”

Roma – LNDC Animal Protection accoglie con favore la pubblicazione delle nuove linee guida della Commissione europea sull’attuazione della Direttiva Uccelli, un documento atteso che contribuisce a chiarire aspetti fondamentali della normativa e a prevenire interpretazioni scorrette che negli anni hanno favorito abusi e violazioni. Le nuove linee guida europee non sono solo un manuale tecnico, ma un atto politico che inserisce la protezione degli uccelli in una cornice di “buona amministrazione” ambientale, necessaria per affrontare le sfide della crisi ecologica globale, concentrandosi in particolare sugli obblighi di tutela previsti dall’articolo 5 e sul regime delle deroghe disciplinato dall’articolo 9, fornendo indicazioni più precise ma senza alterare l’impianto della direttiva.

Se l’articolo 5 ribadisce il divieto assoluto di uccisione intenzionale e disturbo dei nidi, l’articolo 9, che disciplina le possibili deroghe, viene ora interpretato con ancora più rigore. Perché una deroga sia ammissibile, ad esempio per la protezione di agricoltura e pesca, devono essere soddisfatte contemporaneamente tre condizioni propedeutiche: una motivazione ammissibile, ossia la deroga deve rispondere a esigenze reali e documentate, l’assenza di alternative, deve essere dimostrato che non esistono altre soluzioni tecniche o gestionali, il rispetto delle condizioni attuative, ossia ogni intervento deve essere monitorato e limitato.  Viene così confermato con forza che la protezione dell’avifauna selvatica resta una priorità e che eventuali deroghe devono rispettare criteri estremamente rigorosi.

Si tratta di un chiarimento importante che ribadisce principi troppo spesso aggirati o interpretati in modo arbitrario, soprattutto in ambito venatorio,” dichiara LNDC Animal Protection. “Le deroghe non possono diventare la regola: devono restare misure eccezionali, giustificate da motivazioni solide, dall’assenza di alternative e dal rispetto puntuale delle condizioni previste dalla normativa europea.”

LNDC Animal Protection sottolinea poi come, anche alla luce delle nuove linee guida, risulti ancora più evidente l’incompatibilità delle attuali iniziative legislative del Governo Meloni in materia di caccia, che puntano ad ampliare l’attività venatoria o ad allentare i vincoli di tutela della fauna selvatica. In Italia, infatti, il dibattito politico continua a muoversi in direzione opposta rispetto alle indicazioni europee e alle evidenze scientifiche.

È inaccettabile che, in un contesto segnato da crisi ambientali, perdita di biodiversità e crescenti preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini, si continui a investire risorse per favorire la caccia e aumentare la pressione su specie già in difficoltà,” prosegue LNDC: “La fauna selvatica non è una risorsa da sfruttare né un bersaglio per il tempo libero, ma un patrimonio da tutelare nell’interesse collettivo e delle future generazioni”.

Le nuove linee guida rafforzano inoltre il quadro giuridico esistente, confermando che non vi è alcuna necessità di modificare la Direttiva Uccelli per rispondere alle esigenze di gestione, ma piuttosto di applicarla correttamente e con maggiore rigore, ponendo fine a pratiche che hanno esposto più volte gli Stati membri, Italia compresa, a procedure di infrazione.

Chiediamo al Governo, al Parlamento e alle Regioni di adeguarsi pienamente a queste indicazioni, abbandonando ogni tentativo di indebolire le tutele e garantendo invece controlli efficaci e trasparenti,” conclude LNDC Animal Protection. “È tempo di archiviare definitivamente la stagione delle deroghe facili e delle interpretazioni forzate, per aprire una fase nuova fondata sul rispetto delle leggi, della scienza e della biodiversità.”