Aumenti in bolletta: +37% per i vulnerabili, mentre Eni lancia un sconto. Analisi Altroconsumo

Altroconsumo segnala che da ottobre 2026 le tariffe elettriche per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela aumentano del 37,3% (43,43 centesimi al kWh), con un impatto su circa tre milioni di utenti: una famiglia di tre persone spenderà 64 euro in più a trimestre.

Il rincaro è legato alle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e i fornitori rispondono con nuove offerte, come lo sconto del 30% di Eni Plenitude, calcolato però su un’offerta di riferimento non ancora nota. 

Di seguito il link alla news: Bollette luce +37,3%: come risparmiare con Abbassa la Bolletta

E il commento di Federico Cavallo, Responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo: “L’aumento dell’inflazione torna a mettere sotto pressione il bilancio delle famiglie: a settembre secondo Istat l’indice è salito al 4,2%, oltre le attese e ben sopra il 3,3% di agosto. L’aumento si concentra sull’energia, con bollette e carburanti in crescita di oltre un quinto in un anno, ma non è un dato rassicurante: l’energia entra nei costi di produzione e di trasporto di quasi tutto il resto, e la trasmissione è già cominciata, con gli alimentari non lavorati al 5,5% e i trasporti che raddoppiano il ritmo di crescita. Gli aumenti concentrati di oggi rischiano di diventare inflazione diffusa domani. Il problema, del resto, non è solo quanto aumentano i prezzi oggi: gli aumenti accumulati negli ultimi anni hanno già eroso una parte significativa del reddito disponibile e, anche quando l’inflazione rallenta, i prezzi non tornano ai livelli precedenti. Il costo della vita rimane strutturalmente più alto, una parte sempre maggiore del reddito viene assorbita dalle spese necessarie e rimane meno spazio per risparmiare, affrontare gli imprevisti e sostenere i consumi. Stiamo parlando di spesa per la casa, per i prodotti alimentari, per i trasporti, che insieme rappresentano più della metà dei consumi familiari. Il rischio è quello di un circolo vizioso, e i primi segnali sono già misurabili: sempre a settembre la fiducia dei consumatori è scesa da 94,5 a 91,2 e quella delle imprese da 97,0 a 95,9.

Quando le famiglie si attendono nuovi rincari rinviano acquisti e trattengono spesa in via precauzionale, e quel rinvio si trasferisce sulle attese delle imprese: è così che uno shock sui prezzi, invece di esaurirsi, si trasforma in una contrazione prolungata dei consumi. Il colpo è più duro per le famiglie a reddito medio, che hanno impegni rigidi assunti quando la vita costava meno, dal mutuo alla scuola dei figli, e restano fuori da quasi tutte le misure di sostegno perché i loro redditi superano le soglie previste: l’aumento dei prezzi lo assorbono per intero.

La priorità deve essere tutelare il potere d’acquisto dei consumatori, a partire da chi ha meno possibilità di assorbire nuovi aumenti ma senza lasciare scoperti i molti che restano appena fuori dalle soglie. Per questo la risposta al caro vita non può limitarsi a compensare gli aumenti: bisogna intervenire sulle voci che pesano maggiormente sul bilancio familiare, favorendo trasparenza, concorrenza e possibilità di confronto tra prezzi e offerte. Ed ogni misura deve essere accompagnata da un monitoraggio della sua efficacia sui prezzi finali pagati dalle famiglie: da lì dipende anche la fiducia dei consumatori nell’azione pubblica. Chiediamo di rafforzare gli strumenti di sostegno alle famiglie vulnerabili, rendendoli automatici e tempestivi: il bonus sociale deve raggiungere l’intera platea avente diritto senza oneri di richiesta, con soglie aggiornate all’entità reale degli aumenti; accelerare l’efficienza energetica degli edifici, l’autoproduzione e la produzione da fonti rinnovabili, così da ridurre strutturalmente la spesa delle famiglie, con strumenti accessibili anche a chi non ha capacità di anticipo finanziario; rendere più semplice per il consumatore confrontare le offerte luce e gas e cambiare contratto, attraverso la standardizzazione delle voci in bolletta, la confrontabilità dei prezzi indicizzati e tempi di switching certi. Non solo bonus: il Governo intervenga sulla fiscalità delle famiglie, aumentando le detrazioni per alcune spese essenziali (trasporto pubblico, istruzione, libri scolastici, interessi sui mutui, efficientamento energetico) e affiancandovi meccanismi che raggiungano anche i contribuenti incapienti.”