Aᴠᴠɪsᴏ Pᴜʙʙʟɪᴄᴏ, ᴛʀᴇɴᴛ’ᴀɴɴɪ ᴅᴏᴘᴏ: ʟᴇ ᴍᴀғɪᴇ sɪ ᴛʀᴀsғᴏʀᴍᴀɴᴏ, ʟ’ᴀɴᴛɪᴍᴀғɪᴀ ʀɪɴɴᴏᴠᴀ ʟᴀ sғɪᴅᴀ

Tredici sindaci – dei comuni di Solarolo, Savignano sul Panaro, Marano sul Panaro, Maranello, San Possidonio, Fiorano Modenese, Aversa, Lusciano, Casavatore, Arnesano, S.Andrea Apostolo dello Jonio, Lamezia Terme e Valderice – e un assessore regionale hanno dato avvio, trent’anni fa, alla reazione delle istituzioni locali a seguito della stagione delle stragi degli anni Novanta. Era il 22 maggio 1996. E di fronte a un notaio, a Roma, nella Sala della Protomoteca, nasceva Avviso Pubblico. Oggi sono oltre seicentoventi gli enti che aderiscono all’associazione. Fra questi ci sono Comuni, Unioni di comuni, Città metropolitane, Province, Regioni, e società partecipate.

Dalla stessa sala di trent’anni fa, nel giorno del suo trentesimo compleanno, 22 maggio 2026, la rete nazionale di enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, avvia un percorso di riflessione e rilancio della propria azione. Provando a immaginare quali sono le nuove sfide che attendono l’antimafia istituzionale e sociale, a partire da un percorso di riflessione e confronto sul cambiamento del fenomeno mafioso e corruttivo degli ultimi tre decenni.

Oltre duecento amministratori locali provenienti da tutta Italia riuniti insieme a rappresentanti dell’associazionismo antimafia, accademici, giornalisti, magistrati e rappresentanti delle forze politiche e delle istituzioni nazionali. Dall’analisi è emersa forte l’esigenza di porre ancora una volta il lavoro di rete al centro del dibattito pubblico. Un percorso che coinvolge amministratrici e amministratori locali, istituzioni, forze politiche, rappresentanze economiche e sindacali, professionisti, associazioni, cittadine e cittadini, con una particolare attenzione ai giovani.

Nel documento si evidenzia come corruzione e mafie rappresentino oggi una minaccia strutturale alla democrazia, alla qualità delle istituzioni e all’economia. La corruzione viene spesso percepita come un costo inevitabile o uno strumento ordinario di relazione con la Pubblica amministrazione. Parallelamente, negli ultimi anni, si è assistito a un indebolimento dei sistemi di controllo e trasparenza, spesso giustificato con la necessità di accelerare i processi decisionali e semplificare la burocrazia.

Un quadro che rischia di favorire ulteriormente la penetrazione criminale nei territori, soprattutto in relazione ai grandi investimenti pubblici legati al PNRR, alle opere infrastrutturali e ai grandi eventi.

“Il contrasto alle mafie e alla corruzione non può essere affidato esclusivamente alla repressione giudiziaria: servono prevenzione, formazione, cultura della legalità costituzionale e una Pubblica amministrazione competente e consapevole” ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà. “Sindaci e amministratori locali sono in prima linea. Grazie al loro lavoro quotidiano in questi trent’anni Avviso Pubblico ha osservato da vicino l’evoluzione del fenomeno mafioso. Gli enti locali rappresentano oggi uno dei principali fronti di esposizione ai rischi di infiltrazione mafiosa e corruttiva, perché gestiscono appalti, urbanistica, servizi, risorse pubbliche e politiche territoriali. Per questo motivo, il documento sottolinea la necessità di investire nella formazione continua degli amministratori locali e del personale della Pubblica amministrazione, sia sul piano tecnico sia su quello culturale”.

Superare la cultura del mero adempimento e costruire comunità di competenze, trasparenza e responsabilità diventa una priorità strategica per rafforzare gli anticorpi democratici dei territori.

 Da qui la necessità di aprire una nuova fase per Avviso Pubblico e per l’antimafia. La riflessione proposta dall’associazione parte da una consapevolezza netta: sono cambiate le mafie e deve cambiare anche il nostro approccio a esse. L’antimafia sociale e istituzionale non può limitarsi alla memoria e alla testimonianza, ma deve essere capace di interpretare la complessità del presente, comprendere le nuove forme del potere criminale e costruire strumenti innovativi di prevenzione e contrasto.

Per questo Avviso Pubblico intende rafforzare il proprio lavoro attraverso l’analisi dei fenomeni economico-finanziari, la formazione degli amministratori, la costruzione di alleanze con il mondo economico e professionale, il dialogo con le istituzioni europee e internazionali e la valorizzazione delle buone pratiche territoriali. “Un’Italia più giusta, più sicura e costituzionalmente democratica – conclude il Presidente Montà – si costruisce liberandola da mafie e corruzione. È questo il modo migliore per rilanciare l’impegno di Avviso Pubblico a trent’anni dalla sua nascita”.

 

Guarda il docu-film sui trent’anni di AP narrati da Ottavia Piccolo.

 

Vai sul sito www.avvisopubblico.it per approfondire.