L’Eroica 2026: LA STRADA VERSO GAIOLE. Capitolo V Il cuore resta a Gaiole

Il 3 e 4 ottobre Gaiole in Chianti tornerà ad accogliere la XXIX edizione de L’Eroica. Saranno giorni in cui il paese e il territorio torneranno a vivere il proprio appuntamento, mentre da tutto il mondo arriveranno biciclette e persone con le proprie storie, le emozioni, i sogni e l’irrefrenabile desiderio di ritrovarsi. La crescita internazionale ha portato L’Eroica in tutto il mondo, ma ha reso sempre più forte il legame con il luogo dal quale tutto è partito. È da questo rapporto, fra ciò che L’Eroica è diventata e le sue origini, che prende avvio il racconto di Franco Rossi, presidente di Eroica Italia.

Franco Rossi, il 3 e 4 ottobre Gaiole tornerà ad accogliere la XXIX edizione de L’Eroica. Che cosa significa arrivare a questo appuntamento dopo quasi trent’anni?
Significa avere innanzitutto la consapevolezza di quanto L’Eroica sia cresciuta e, allo stesso tempo, di quanto sia importante continuare a lavorare sulle sue origini. Quando a Gaiole arrivano migliaia di persone da tutto il mondo, L’Eroica continua ad avere qui il suo punto di riferimento. La soddisfazione più grande è vedere che la comunità si riconosce nell’evento e partecipa sempre più alla sua costruzione.

Che cosa significa, concretamente, parlare di una manifestazione che appartiene alla comunità?
Significa considerare L’Eroica come un progetto condiviso. Non è soltanto una manifestazione che arriva in paese per alcuni giorni: è qualcosa che deve appartenere a chi vive qui. Per questo abbiamo rafforzato il rapporto con le associazioni, con le attività e con le istituzioni e abbiamo iniziato un percorso importante con le scuole.

Proprio le scuole sono uno dei progetti sui quali avete lavorato. Che cosa è successo?
Nel 2025 abbiamo iniziato un progetto con le scuole di Gaiole. È stata un’esperienza molto positiva. Incontrare i ragazzi, ascoltarli e capire il loro punto di vista ci ha permesso di aprire una strada che vogliamo continuare a percorrere. I giovani sono importanti per il futuro di Gaiole e anche per quello de L’Eroica.

Che cosa possono dare i giovani a una manifestazione nata nel 1997?
Soprattutto uno sguardo nuovo. L’Eroica è nata nel 1997 e oggi ci sono ragazzi che allora non erano ancora nati. Per questo è importante riuscire a mettere in relazione la memoria con il futuro. L’Eroica non deve essere soltanto la rievocazione di una giornata o di un modo di andare in bicicletta, ma la possibilità di raccontare una storia che appartiene a questo territorio.

Quest’anno avete anche coinvolto alcuni ragazzi dell’Eroica Juniores Internazionale.
Alcuni ragazzi che hanno partecipato all’Eroica Juniores Internazionale di maggio saranno alla Cento Val d’Arbia, 105 chilometri in sella a biciclette d’epoca, con la replica della maglia di lana della Nazionale italiana degli anni Settanta e Ottanta e una vecchia auto della squadra al seguito.

Perché avete scelto di far vivere loro questa esperienza?
Non per correre, ma per vivere un’esperienza. Vogliamo mettere in relazione il ciclismo di oggi con quello di ieri e far conoscere ai ragazzi valori come la passione, il rispetto, il territorio e lo stare insieme in bicicletta.

Questa esperienza sarà anche uno dei fili narrativi della diretta Rai di domenica 4 ottobre.
Sì. La Cento Val d’Arbia sarà uno dei momenti raccontati durante la diretta. Ci sarà un giornalista Rai, una moto con telecamera e un mezzo di assistenza meccanica allestito in una configurazione d’epoca. È un altro modo per raccontare il rapporto fra la bicicletta di oggi e quella di ieri.

Il rapporto con il paese, nel frattempo, è cambiato. Quanto è cresciuto il coinvolgimento della comunità?
L’evento è cambiato e, insieme, è cresciuto il coinvolgimento della comunità. Quando iniziano gli allestimenti si crea un’atmosfera particolare. Gaiole diventa parte dell’evento e, allo stesso tempo, L’Eroica diventa parte della vita del paese. È un lavoro che facciamo insieme alle realtà locali.

Quest’anno tornano anche alcuni riti legati alle prime ore della partenza.
Sì. Il 3 ottobre, alle 4.30, in Piazza Ricasoli, partiranno i ciclisti del percorso Lungo con biciclette costruite negli anni Venti e Trenta. Saranno biciclette di un altro tempo, con il paese ancora immerso nella notte e davanti una strada lunga 210 chilometri. È un modo per recuperare una parte della storia de L’Eroica.

C’è anche il rito dell’orologio.
È un gesto che parla della memoria e del rapporto con il tempo. Durante L’Eroica il tempo quotidiano lascia spazio al tempo de L’Eroica.

E quest’anno arriva anche l’uovo sbattuto con il Vin Santo.
È un’iniziativa che nasce dalla cultura rurale del Chianti. Era una colazione dei contadini prima di andare a lavorare nei campi. Quest’anno sarà proposta ai ciclisti che affrontano il percorso più lungo, 210 chilometri, in sella a biciclette senza cambio, con quasi metà del percorso su strade bianche. È un modo per mettere in relazione la storia del territorio con quella de L’Eroica.

Quanto è importante, per voi, il rapporto fra tradizione e innovazione?
Devono convivere. L’Eroica è nata guardando alla storia del ciclismo, ma non può rimanere ferma al passato. Un rito, un cibo, un simbolo hanno valore quando riescono a parlare al presente.

Quanto contano le associazioni locali?
Sono fondamentali. Conoscono il territorio, le persone e le esigenze del paese. Sono una parte importante dell’accoglienza e della costruzione dell’evento.

Anche il programma si è ampliato.
Sì, ci sono più eventi, incontri, attività e musica. Vogliamo che Gaiole possa essere vissuta per più giorni e non soltanto come luogo di partenza e arrivo delle biciclette. L’obiettivo è costruire un vero festival.

State lavorando anche a un momento ufficiale di apertura?
Sì, stiamo lavorando a un momento di apertura ufficiale che coinvolga la comunità. Stiamo definendo gli ultimi aspetti.

Qual è la difficoltà più grande nel costruire un evento di queste dimensioni?
La sicurezza, la logistica, i percorsi, l’accoglienza, la gestione di migliaia di persone che arrivano da Paesi diversi. Per questo la comunità locale è essenziale. L’internazionalità è possibile soltanto se esiste una dimensione locale forte.

Anche i percorsi raccontano questa dimensione.
Quest’anno ci sono cinque percorsi distribuiti sui due giorni. Il sabato ci saranno i due percorsi più lunghi, mentre la domenica gli altri. Il percorso più lungo misura 210 chilometri. La novità della XXIX edizione è la presenza di più Eroici iscritti alle due giornate: il sabato sarà dedicato alla “Fatica”, la domenica al “Gusto del puro divertimento”. Ma tutti i percorsi hanno in comune le strade bianche, i paesi, il paesaggio e le maglie di lana.

Che cosa ti aspetti di vedere a Gaiole il 3 e 4 ottobre?
Le persone, i volontari, le associazioni, le attività, le biciclette. Ma soprattutto una comunità che vive il proprio evento.

E quale pensi sia oggi la sfida più importante?
Continuare a crescere senza perdere il luogo dal quale L’Eroica è partita. Oggi è internazionale, ma il suo cuore resta a Gaiole e il suo legame con questo territorio rimane fondamentale. La sfida è continuare a far crescere L’Eroica insieme alla comunità che l’ha vista nascere.

L’Eroica e le sue parole
La strada verso Gaiole passa anche dalle parole.
Dopo “Fatica”, il podcast torna con “Lentezza”, una parola che apre un’altra prospettiva sul modo di vivere la bicicletta e sulle storie che L’Eroica porta con sé.
“L’Eroica e le sue parole” prova a fermarsi proprio lì dove normalmente un evento corre: nelle parole che raccontano la fatica, il tempo, le strade, gli incontri e tutto ciò che resta quando la bicicletta si ferma.
Ascolta “Lentezza” su Spotify
Ascolta “Lentezza” su Spreaker

La strada verso Gaiole continua. E il 3 e 4 ottobre l’appuntamento tornerà a prendere forma, sulle strade, nelle piazze e nelle persone che fanno de L’Eroica una storia che ogni anno ricomincia da qui.

 

foto Paolo Penni Martelli