Onda Pride, tre cortei oggi a Savona, Brescia e Portici

Prosegue l’Onda Pride 2026, la grande mobilitazione nazionale a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni locali e nazionali, con tre appuntamenti oggi che attraversano il Paese da nord a sud. Savona, Brescia e Portici ospitano tre cortei in una giornata che unisce la rivendicazione dei diritti alla denuncia di una deriva violenta che sta attraversando il Paese. Il Savona Pride si ritrova alle 14.30 al Parco delle Nazioni Unite, il Brescia Pride si concentra alle 15.30 a Campo Marte, e il Vesuvio Pride a Portici, infine, si ritrova alle 16 presso la spiaggia “Cirotto” al Parco a Mare.

«Oggi siamo a Savona, a Brescia e a Portici – dichiara Gabriele Piazzoni, Segretario Generale di Arcigay -, tre piazze che si ritrovano per rivendicare diritti, per stare insieme, per resistere. Ma mentre le nostre bandiere sventolano, in questo Paese le notizie che arrivano dalla cronaca sono un bollettino di guerra. Femminicidi, omicidi-suicidio, violenze familiari. Un’onda che non accenna a fermarsi. Solo nell’ultima settimana abbiamo assistito all’ennesima scia di sangue: donne uccise da mariti, compagni, ex partner.

Ragazze che non hanno fatto in tempo a chiedere aiuto. Famiglie distrutte. Questo non è un fenomeno marginale: è una piaga sociale che ci impone una riflessione profonda sullo stato di salute del nostro Paese e della nostra società. Un Paese in cui, nonostante le parole di circostanza e le commemorazioni di rito, i numeri continuano a salire. Un Paese in cui la cultura patriarcale e maschilista – la stessa che decide chi ha il diritto di esistere e chi no – viene alimentata da chi, come Vannacci e il suo progetto di “patriarcato mediterraneo”, la vuole trasformare in programma politico.Per questo, oggi più che mai, scendiamo in piazza. Per dire che questa violenza non è inevitabile. Per dire che la cultura del dominio e del possesso va smontata pezzo per pezzo. Per chiedere che le istituzioni facciano la loro parte. Il Pride non è solo una festa, è un grido di allarme ed è la promessa che non abbasseremo la testa.», conclude Piazzoni.