“La bambina senza sangue”: il noir di Franco Monero continua a conquistare lettori e giurie

Non si spegne l’attenzione attorno a “La bambina senza sangue”, il nuovo romanzo di Franco Monero che continua a raccogliere consensi a mesi dalla sua uscita.

Pubblicato lo scorso marzo da Robin Edizioni, il settimo libro dello scrittore ha ricevuto a inizio luglio una Menzione Speciale della Giuria del Premio Letterario Garfagnana in Giallo per il miglior Noir di Tensione Emotiva, confermando la forza di una storia capace di tenere il lettore con il fiato sospeso e lasciare il segno.

A Bayeux, un tempo tranquilla cittadina della Normandia, il sangue è un debito che va pagato fino all’ultima goccia.

Tutto ha inizio con un urlo nella notte. Un vecchio fabbro ucciso nella sua bottega, un corpo abbandonato su una barca alla deriva e un’unica enigmatica firma: le lettere di un nome perduto. 

Il commissario Pierre Planté, arrivato da Parigi in cerca di pace dai propri demoni, si ritrova suo malgrado catapultato in una scia di omicidi rituali, scoprendo ben presto che le vittime condividono tra loro un dettaglio inquietante: un gruppo sanguigno raro e un legame invisibile con una tragedia dimenticata.

Mentre la nebbia si alza sulle strade di Bayeux, Planté dovrà scavare tra i segreti di una comunità che preferirebbe dimenticare, scoprendo che la vendetta è un piatto che attraversa le generazioni.

 

“Ho scritto questo romanzo principalmente per la volontà di portare avanti la vita e il lavoro del personaggio che ormai da cinque romanzi mi accompagna: il commissario Pierre Planté – ha dichiarato l’autore.

Il suo nome si è legato indissolubilmente al mio e ormai noi due siamo una cosa sola. Mentre io lo aiuto a risolvere il caso, lui aiuta me ad affrontare le paure, a superare gli ostacoli della vita. Negli anni su di lui ho riversato i fantasmi del mio passato, l’ansia che mi corrode l’anima, gli errori, le sconfitte. E ogni suo successo è anche un mio successo.

Nonostante i miei romanzi siano ambientati negli anni ’60, come sempre ho cercato di trattare all’interno temi di attualità quali la solitudine, l’abbandono, la rabbia, problematiche che affliggono gran parte della popolazione mondiale, che spesso si ritrova ad affrontarle senza alcun appoggio, rischiando così di soccombere al male. Non mancano però la voglia di rivalsa, il pentimento, la giustizia e la ragione, proprio quest’ultima porterà il commissario Planté a prendere un’importante decisione al termine del romanzo”.

 

“Franco Monero è uno scrittore solido, strutturato; le sue ambientazioni dalle sfumature espressionistiche, in cui non tutto è rivelato o non rivelabile, ne fanno un Autore gradito per la Casa Editrice, che lo colloca in una collana dedicata al Noir ambiguo dove il male non è sempre tale e dove non sempre merita di perdere – ha commentato il direttore editoriale Claudio Maria Messina.

Una collana dove conta soprattutto la qualità della scrittura e la sua capacità di tenere alta la ‘tensione emotiva’ del suo narrare”.

 

Un romanzo intenso, insomma, che scava nelle pieghe della sofferenza umana e della redenzione. Una storia di amore incondizionato, nata dal buio di una tragedia e destinata a sfidare le convenzioni e il tempo.