“Ricorrono il 24 agosto i dieci anni dal terremoto che, con epicentro nel territorio di Accumoli, colpì l’Italia centrale causando 299 vittime. L’Ordine dei Geologi del Lazio ricorda l’evento e la lunga sequenza sismica che ne seguì, sottolineando come l’esperienza maturata in questi dieci anni debba tradursi in una cultura diffusa della prevenzione.
Quella del 24 agosto 2016 non fu una scossa isolata, ma l’inizio di una sequenza sismica che per mesi interessò un ampio settore dell’Appennino centrale: alle forti scosse del 26 ottobre nell’area di Visso seguì, il 30 ottobre, il terremoto di Norcia (Mw 6.5) — il più forte registrato in Italia dal sisma dell’Irpinia del 1980 — fino ai quattro eventi del 18 gennaio 2017. Una sequenza che ha definito un cratere sismico di quasi 8.000 km², esteso su 138 Comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nel corso della quale la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha localizzato oltre 100.000 terremoti. L’Ordine evidenzia come il confronto tra i diversi eventi della sequenza — in particolare tra il sisma del 24 agosto e quello, di magnitudo superiore, di Norcia del 30 ottobre, che non causò vittime dirette anche perché molti edifici erano già stati evacuati — dimostri un principio chiave: l’impatto di un terremoto sulla società dipende non solo dalla sua energia, ma anche dalle condizioni del territorio e dal livello di preparazione della comunità. Non possiamo sapere quando avverrà il prossimo terremoto distruttivo, ma possiamo decidere quanto saremo preparati quando avverrà. Come Ordine, il modo più concreto per onorare la memoria delle vittime è continuare a lavorare con impegno, insieme alle altre professioni, alle università e alle istituzioni, perché questo dialogo non resti soltanto tra addetti ai lavori.
L’Ordine dei Geologi del Lazio ribadisce l’intenzione di proseguire, anche attraverso il progetto “Portiamo la Geologia nelle Scuole – Custodi del Pianeta”, le iniziative di comunicazione e divulgazione rivolte alle scuole e ai territori del cratere sismico, affinché la conoscenza costruita in questi dieci anni continui a produrre effetti concreti. Il pensiero dell’Ordine va alle vittime del 24 agosto e alle comunità che ancora convivono con quella ferita”. Lo ha affermato Simonetta Ceraudo, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio.
Il lavoro post – sisma!
“Tra i risultati concreti del lavoro post-sisma, l’Ordine richiama la realizzazione, in sinergia tra mondo professionale, università e centri di ricerca, degli studi di microzonazione sismica di livello 3 per tutti i 138 Comuni del cratere — un percorso che ha anche rafforzato la competenza della comunità professionale. A questo si sono affiancati l’entrata in vigore, dal 2018 – ha affermato Leonardo Maria Giannini, Vicepresidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e il potenziamento delle reti di monitoraggio sismico dell’INGV avviato proprio a partire dall’agosto 2016.
L’impatto di un terremoto sulla società non è determinato soltanto dalla sua energia, ma anche dalle condizioni nelle quali esso incontra il territorio e, soprattutto, dal livello di esposizione e di preparazione della comunità. È questa la lezione più importante che ci lascia il confronto tra i diversi eventi della sequenza del 2016-2017
Un patrimonio di conoscenza che, ricorda l’Ordine, non appartiene solo alla comunità scientifica o alle istituzioni: si traduce oggi in strumenti di tutela concreti e alla portata di tutti i cittadini, come la possibilità di informarsi sulla classificazione sismica del proprio Comune o di richiedere una valutazione della vulnerabilità sismica del proprio edificio prima di acquistarlo o ristrutturarlo”.
