La Sicilia e Fernando Botero: un progetto celebrativo per il Maestro colombiano

Il rapporto tra la Sicilia e l’artista colombiano Fernando Botero va ben oltre le esposizioni avvenute a Palermo nel 1988 e poi nel 2015 con le due mostre La Corrida e Via Crucis. La Pasión de Cristo, che registrarono l’attenzione di oltre 400mila visitatori, perché il Maestro ha sempre avuto una forte attrazione e richiamo, non solo artistico, per questa regione.

Oggi, grazie alla volontà del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, promotore del progetto, e della direzione del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, prende vita un grande progetto espositivo con ben 37 opere, che si svolgerà in due sedi e con due titoli distinti: Fernando Botero. L’incanto del Mito, ad Agrigento, che aprirà al pubblico il 23 luglio tra Villa Aurea e gli spazi esterni della Valle dei Templi, e Fernando Botero. Il peso dei sogni, a Palermo dal 24 luglio, negli spazi di Palazzo Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, curatori Fernando Botero Quintana, nipote del Maestro, e Nicola Barbatelli. Entrambe le esposizioni chiuderanno il 31 ottobre 2026.

La mostra Fernando Botero. L’incanto del Mito ad Agrigento riunisce 25 opere originali, tra sculture, acquerelli, disegni e tecniche miste, provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection e da Botero Family Estate, sviluppandosi negli spazi esterni della Valle dei Templi con 8 sculture in bronzo che instaurano un confronto diretto con la monumentalità dell’antica Akragas, con l’architettura dorica e con la luce del paesaggio siciliano. Opere come Leda e il Cigno, Maternità, Donna a cavallo, Donna seduta, Uomo su donna e le diverse versioni di Donna sdraiata diventano presenze plastiche capaci di misurarsi con la memoria classica e con l’idea mediterranea di forma, equilibrio e durata.

All’interno di Villa Aurea, il percorso assume, invece, un carattere più raccolto e meditativo. Con 17 opere su carta e su tela, tra le ultime completate dall’artista nel 2023, si approfondiscono i temi del corpo, della famiglia, della musica, della coppia, della vita quotidiana e del circo: da Donna del circo a Famiglia al parco, da Uomo e donna che camminano a Donna con i guanti, da Musicisti a Coppia che balla, fino a Cane, Donna di profilo, Donna sdraiata e Donna che cuce, le opere restituiscono la continuità di una poetica fondata sul volume, sulla presenza e sulla trasformazione del quotidiano, in immagini sospese tra immediatezza narrativa e costruzione formale, esaltando la dimensione più intima dell’universo figurativo boteriano.

Il dialogo tra Botero e la Valle dei Templi non si limita alla suggestione del contesto archeologico, ma mette al centro una riflessione sulla permanenza della forma e sulla capacità dell’arte di attraversare il tempo. Le figure dell’artista, celebri per la loro pienezza volumetrica e per l’inconfondibile linguaggio del Boterismo, si confrontano con uno dei luoghi simbolo della classicità occidentale, rivelando affinità profonde con una tradizione che ha fatto della misura, della stabilità e della memoria i propri valori essenziali.

L’esposizione Fernando Botero. Il peso dei sogni a Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, riunisce 12 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e scultura sempre provenienti dalla Collezione Fernando Botero Zea, completando il progetto espositivo diffuso che coinvolge, oltre alla famiglia Botero, la società produttrice Renaissance Exhibitions.

Il titolo della mostra evoca una delle qualità più profonde dell’universo boteriano: la capacità di dare peso, misura e presenza a ciò che appartiene alla sfera dell’interiorità, rappresentata nelle opere ad olio e acquerelli del percorso palermitano dalla centralità della figura umana, dalla monumentalità e ieraticità del corpo, soprattutto femminile (tra le altre, Donna con ventaglio e Donna con reggiseno), dalle nature morte, dal circo (L’equilibrista), dalla corrida (Picador), dalla festa popolare (Carnevale), dall’intimità domestica (Ragazza con gatto) e dal rapporto costante tra pittura e scultura. Insieme alle opere su carta e su tela, spicca inoltre il Serpente, grande emblematica scultura in bronzo dorato, sinuosa e affusolata presenza, rara all’interno della produzione plastica e voluminosa dell’artista.

A Palazzo Riso le opere instaurano un dialogo con la stratificazione storica e urbana di Palermo. La città, crocevia di memorie, linguaggi e immagini, diventa così il contesto ideale per rileggere la poetica boteriana nella sua tensione tra radici latinoamericane, cultura europea e vocazione universale. Patrocinatori del progetto: il Ministero italiano della Cultura, ARS – Assemblea Regionale Siciliana, l’Ambasciata di Colombia in Italia e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.