Roma Pride, Audrey Hepburn e un miliziano di Hamas nel nuovo murale di aleXsandro Palombo

L’artista trasforma una delle immagini più iconiche del cinema in una riflessione sull’antisemitismo, sulla discriminazione e sui rischi che intolleranza e divisioni comportano per gli spazi di libertà nei movimenti per i diritti.

«Quanto sono davvero solide le conquiste civili che consideriamo acquisite?» — aleXsandro Palombo

ROMAA pochi giorni dai fatti che hanno visto alcuni partecipanti israeliani contestati e allontanati dal Pride di Bologna, mentre il dibattito sull’esclusione delle identità ebraiche da spazi nati per promuovere inclusione e diritti torna al centro dell’attenzione internazionale, a Roma appare una nuova opera dell’artista aleXsandro Palombo in Via San Giovanni in Laterano, nel cuore della Gay Street della Capitale, nel giorno del Roma Pride 2026.

Intitolato Roman Pride, il murale rilegge una delle immagini più iconiche della storia del cinema, la celebre scena di Vacanze Romane (1953), il film che consacrò Audrey Hepburn come star internazionale. Nella scena, al posto del personaggio interpretato da Gregory Peck compare un miliziano di Hamas, mentre Audrey Hepburn mantiene il suo celebre sorriso e sventola la bandiera arcobaleno del Pride. L’apparente leggerezza del fotogramma originale lascia spazio a una riflessione sulle contraddizioni e i cortocircuiti del presente. Attraverso il linguaggio della satira e del paradosso visivo, Palombo risponde a un’urgenza sempre più evidente e accosta una delle più riconoscibili icone della libertà e dell’immaginario LGBTQ+ a un miliziano di Hamas, organizzazione che reprime l’omosessualità e nega i diritti delle persone LGBTQ+. La presenza del miliziano di Hamas richiama la guerra a Gaza e il più ampio conflitto in Medio Oriente che negli ultimi due anni hanno alimentato profonde divisioni all’interno di numerosi movimenti LGBTQ+, associazioni e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti. In diversi Paesi occidentali, gruppi e associazioni ebraiche LGBTQ+ hanno denunciato episodi di contestazione, discriminazione, esclusione e marginalizzazione, contribuendo ad alimentare un più ampio dibattito sul ritorno dell’antisemitismo e sul rapporto tra identità, appartenenza, libertà e diritti.

L’opera invita a riflettere sulla fragilità dell’inclusione e sui rischi che odio, discriminazione, esclusione e intolleranza rappresentano per le società democratiche e per quei movimenti che hanno fatto della difesa delle libertà e delle minoranze la propria ragione d’essere. Nel lavoro di Palombo, la cultura pop e le sue icone diventano strumenti per leggere il presente, trasformando Roman Pride in una fotografia corrosiva del nostro tempo, una testimonianza destinata a interrogarci anche in futuro.

«Negli ultimi anni l’antisemitismo si è diffuso anche in contesti che storicamente si sono definiti inclusivi e impegnati nella difesa delle minoranze. Quando qualcuno viene discriminato, attaccato o escluso per la propria identità da uno spazio nato per difendere i diritti, non è soltanto quella persona o quella comunità a essere colpita. Ogni volta che l’inclusione lascia spazio all’esclusione, si restringono gli spazi di libertà per tutti. Nessuna battaglia per i diritti può sopravvivere se rinuncia al principio dell’universalità dei diritti. Quanto sono davvero solide le conquiste civili che consideriamo acquisite?», dichiara aleXsandro Palombo.

Un invito a interrogarsi su cosa accade quando gli spazi di libertà si restringono e quando il principio dell’inclusione cede il passo all’odio e all’esclusione.

aleXsandro Palombo è un artista contemporaneo schivo e riservato, riconosciuto a livello internazionale. Tra i primi artisti ad aver affrontato attraverso il linguaggio dell’arte pop temi come la violenza contro le donne, l’antisemitismo e l’esclusione sociale, le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Musée des Arts Décoratifs di Parigi e la Fondazione Museo della Shoah di Roma. Il suo lavoro indaga il rapporto tra immaginario collettivo, memoria, potere e diritti nella società contemporanea.