Ad Evian si tiene il G7: Solo il meglio della politica

Ad Evian si tiene il G7, una riunione che ha meno potere decisionale di un’assemblea condominiale in cui però, guarda caso, mancano i condomini che contano davvero. In compenso c’è Zelensky, che rappresenta un Paese dove le elezioni sono state sospese per motivi di “democrazia”, e Ursula von der Leyen, presidente di uno Stato che esiste solo nella sua testa e nei regolamenti di Bruxelles.
Tra baci sulla guancia, pacche sulle spalle e sorrisi da spot pubblicitario, svetta Giorgia Meloni. È visibilmente sollevata: per una volta non deve alzarsi sulle punte dei piedi per salutare un leader come Zelensky. Sono esattamente della stessa statura.
Un momento di pura poesia geopolitica.
A seguito di lei che avanzava sulla passerella per raggiungere il presidente francese e la di lui moglie Brigitte, sulle note del brano di Al Bano & Romina: «Felicitààààà… è un bicchiere di vino con un panino… la felicitàààà…».
In quell’istante, la diplomazia europea ha toccato il suo apice surreale: tra tariffe, missili, alleanze fragili e democrazia sospesa.
Perfetto. Kitsch. Indimenticabile.
Mi sorge però un dubbio più concreto. Quando nacque il G7 rappresentava oltre il 40% del PIL mondiale. Oggi è sceso a circa la metà, mentre i BRICS li hanno sorpassati con nonchalance.
Quindi la G di G7, a questo punto, che cazzo significa?
bilgiu