W la Repubblica

2  giugno, 80 anni della Repubblica significano 80 anni di democrazia e libertà. Grazie fondatori. Una repubblica che cancellò quella monarchia che ci aveva venduti ad inezia, insipienza, nullità, bullismo e fascismo. Certo, buona parte dei nostri partner Ue sono monarchie, ma ricordiamoci che, mentre quelle monarchie (soprattutto inglese) ci hanno liberato insieme agli Alleati dagli anni bui che ci portarono in guerra a fianco dei nazisti, la nostra monarchia era quella di Vittorio Emanuele III che ci aveva consegnato a Mussolini ed era poi anche scappato. Che molti italiani, quindi, non siano tolleranti e riverenti verso i nostri monarchi, non è un vezzo ideologico, ma di esperienza, buon senso e vita. Le parole democrazia e monarchia rappresentano un non-senso per gli italiani… per quanto in buona fede possano essere alcune reliquie monarchiche e i loro presunti sudditi.

Le votazioni del 2 Giugno 1946 conteggiarono per la prima volta anche le schede delle donne. Possiamo dire con gioia, soddisfazione e fierezza che la nostra Repubblica è donna. Anche se chi ci ha governato in questi 80 anni, pur se nel 2026 siamo a livelli molto diversi, ha la responsabilità di solo il 53% di donne (70% in Ue) che lavora rispetto al 71% degli uomini (80% in Ue)… e tutti gli annessi e connessi di una società ed un’economia ancora marcate da maschilismo e paternalismo, non solo nel mondo del lavoro.

E poi, dalla Repubblica entrò in vigore nel 1948 quella Costituzione che, anche se per tenere contenti tutti fu fondata sul lavoro piuttosto che sulla libertà e all’art.7 stabilì un giogo con il clero Vaticano, rimane un punto di riferimento repubblicano e costituzionale che sarebbe bene non invertire…. anche se qualche aggiornamento, nel rispetto dei metodi stabiliti dai fondatori, sarebbe auspicabile.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC