Sul web circola un lungo elenco di cose che Trump ha fatto in difesa dell’Occidente contro le potenze del Male. Addirittura, l’autore dello scritto ritiene che Trump sia un grande esempio cristiano. Dopo aver ammesso che la figura per certi aspetti, è “folkloristica”, “burbera”. Il post su Fb, sostiene categoricamente che la politica trumpiana è orientata al bene degli americani e dell’intera umanità. Pertanto, occorre fidarsi ciecamente del presidente americano e addirittura, c’è un “Vorrei che fosse un esempio per tutti gli uomini di potere”.
Segnalo qualche elemento del lungo elenco delle tante iniziative politiche promosse da Trump. Per quanto riguarda la pace, ha disinnescato la Terza Guerra Mondiale in Ucraina che con Biden sarebbe scoppiata certamente. E’ coraggiosamente intervenuto in Iran per cercare di disinnescare una minaccia mondiale da sempre tollerata dai suoi predecessori semplicemente perche’ era la cosa giusta da fare, anche a discapito della sua popolarità. Ha tolto i finanziamenti alle cliniche abortistiche. Ha il coraggio di parlare di Cristo in pubblico. Ha fatto arrestare i più grandi baroni della droga del mondo e ha dichiarato guerra in piena regola ai cartelli della droga, promettendo di porre fine al traffico di droga in tutto il mondo. Ha posto fine al finanziamento della follia transgender, che stava distruggendo milioni di bambini indifesi.
Ha rimosso gli Stati Uniti dall‘OMS, quindi il loro programma di dominio mondiale sotto le spoglie di nuove pandemie pianificate è fallito. Ha attaccato duramente il Forum economico mondiale e posto fine al loro programma di tirannia mondiale. Ha dato un calcio alle gambe alle Nazioni Unite. Ha posto fine all’invasione di centinaia di milioni di immigrati illegali, che è una strategia per distruggere le nazioni. Ha fermato la bufala del cambiamento climatico, che doveva essere la prossima scusa per la tirannia mondiale. Ha ripristinato la preghiera e la fede cristiana in America e ha posto fine alla violenta persecuzione dei cristiani in altre nazioni. Tutto vero, anche se non ha debellato definitivamente in certi casi, quei mali che ha cercato di combattere.
Bene dopo questo ampio impegno, più o meno condivisibile, il presidente americano con un solo intervento, utilizzando uno stile violento e irragionevole, è riuscito a “bruciare”, a “dilapidare”, tutto quello che di buono aveva fatto. Ha sbagliato completamente bersaglio, come sostiene il responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, Marco Invernizzi. “Il Presidente Donald Trump è riuscito con un solo breve intervento a creare un disagio universale destinato a rimanere nel tempo, uno di quei pochi episodi che non si dimenticheranno facilmente e rimarranno nella storia, anche nella nostra società fluida e superficiale”. (Salvare il conservatorismo dalle “uscite” del presidente Trump, 17.4.26, alleanzacattolica.org) Perché ha sbagliato? “perché i Papi chiedono la pace per definizione, e in più Trump lo ha fatto “male”, lasciando cioè trasparire un rancore indegno di un Capo di Stato, ma anche di un uomo ragionevole”. Dopo queste “sparate”, fa notare Invernizzi, “il mondo anti-occidentale si è avventato come un toro assetato di sangue contro gli Stati Uniti guidati da un Presidente “conservatore”: fa una certa impressione leggere i titoli dei giornaloni laicisti italiani in difesa del Papa “aggredito” e “oltraggiato” da parte di un Presidente americano”.
Ma c’è un altro elemento più grave, dopo lo scellerato gesto di Trump: “oggi il mondo appare diviso fra le peggiori dittature, comuniste o islamiste, comunque fondamentaliste, che sembrano stare accanto al Papa, e dall’altra parte l’unica democrazia fra le superpotenze, in rotta di collisione con il capo della Chiesa universale, vescovo di Roma e Patriarca d’Occidente”. Per certi versi, ne esce male anche un certo conservatorismo americano che ruota intorno al partito repubblicano, anche se Trump a quanto sembra è lontano dal conservatorismo dell’epoca del Presidente Reagan, quello di Russell Kirk (1918-1994) per intenderci, “sembra ridotto a occupare posizioni marginali nel conservatorismo americano”, scrive Invernizzi. E poi perché la difesa dell’Ucraina è stata trascurata? Tornando alle sparate trumpiane, Invernizzi è consapevole dei grossi limiti del presidente americano, non possiamo pretendere discernimenti teologici sulla figura del Papa. “Tuttavia, è una figura decisamente centrale per il conservatorismo mondiale, anche se probabilmente non si ritiene tale e certamente non è un conservatore nel senso classico del termine”.
Invernizzi insiste sulle “conseguenze culturali, di medio e lungo termine, di quanto accaduto con le dichiarazioni del Presidente Trump”. C’è da preoccuparsi per il futuro del conservatorismo nel mondo. Anche se sono confortanti, ragionevoli, equilibrate, le parole di Giorgia Meloni: “testardamente occidentali”, cioè rivolte a non rovinare l’alleanza fra Italia e Usa, nonostante la difficoltà del momento, anche se non sono apparse sufficienti a impedire una critica di Trump anche a lei e al governo italiano”. Comunque sia Invernizzi conclude ammettendo che nonostante Trump, c’è la realtà che incombe per tutto il mondo: La bomba atomica nelle mani di un regime che sostiene il terrorismo come la Repubblica islamica. Il desiderio di libertà del popolo iraniano va sostenuto in ogni modo, anche se il Presidente Trump dovrebbe accordarsi con se stesso, quando incita gli iraniani a ribellarsi e poi minaccia di fare scomparire una civiltà millenaria, che è stata la vittima principale del regime fondamentalista inaugurato a Teheran 47 anni fa. La sicurezza di Israele è un tema altrettanto importante quanto la libertà e la sopravvivenza del popolo palestinese.
E infine la guerra, soprattutto oggi, va scongiurata in ogni modo per i motivi che la Chiesa ricorda almeno dall’enciclica Pacem in Terris (1963) di san Giovanni XXIII, ma non si può negare, a chi possiede la forza, il diritto e il dovere di perseguire una “pace giusta”, cioè che non sia l’accettazione della violenza e del terrore. Così come non si può impedire a uno Stato, come quello ucraino, di difendersi. Un altro intervento meritevole di essere segnalato è quello di Daniele Fazio, autorevole esponente siciliano di Alleanza Cattolica. (Difendere l’Occidente, anche da Trump, 17.4.26, siciliadaily.it) Anche lui disapprova le “sparate” di Trump, che in questo modo crea una frattura politica tra il suo Paese e l’anima religiosa e culturale dell’Occidente (la Magna Europa). “Dividere questa unità culturale da parte degli Stati Uniti prima o poi si ritorcerà politicamente contro questo Paese stesso. Rifiutare le radici non ha mai portato, anche pragmaticamente a nulla di buono. E l’Unione europea ne è un esempio”.
Fazio sviluppa un’analisi più teologica, filosofica della questione del rapporto tra il potere spirituale e quello politico con riferimenti al Magistero e alla Dottrina sociale della Chiesa. Anche il professore siciliano è consapevole che la realtà geo-politica non muta: occorre fare i conti con la spietatezza del regime islamico degli ayatollah. “Se poi pensiamo che questo Stato possa essere in grado anche nell’imminenza di realizzare la bomba atomica e di sganciarla, ad esempio su Israele, considerato “piccolo satana” (gli Usa sono il “grande Satana”), allora il problema si pone”. Ecco perché tra l’Occidente e l’Iran non credo debbano persistere dubbi su cosa scegliere e da quale parte stare. E ciò non vuol dire giustificare gli eccessi di Israele e degli Usa. Fazio critica tutto il cosiddetto movimento “pacifista”, che in questa frangente vede alleati gli islamisti jihadisti con la sinistra, diventata “papista”, che per ora strumentalizza le parole del Papa sulla pace, ma poi non accetta quando viene posta la questione dell’aborto, che il più grande distruttore della pace e della vera democrazia.
a cura di DOMENICO BONVEGNA
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