Maria Fernanda Gervasi, con Federico Basile Sindaco Lista Messina Protagonista. Un impegno concreto per decentramento, periferie e qualità della vita

Un programma fondato su esperienza diretta, impegno civico e risultati concreti: l’avvocato Maria Fernanda Gervasi si candidata al Consiglio comunale di Messina, Con Federico Basile Sindaco Lista Messina Protagonista e rilancia la propria visione politica partendo da battaglie portate avanti sul territorio.

Tra queste, il tema del decentramento amministrativo rappresenta un punto centrale. «Non è una proposta dell’ultima ora – sottolinea Gervasi – ma una battaglia che ho sostenuto concretamente attraverso l’azione del comitato DecentraME, che ha portato avanti un lavoro costante per l’applicazione delle normative vigenti in materia di decentramento». Un percorso che oggi deve essere completato: «È necessario passare dalla teoria alla pratica, dotando le circoscrizioni di reali poteri e risorse economiche». In questa direzione, Gervasi evidenzia anche la volontà dell’amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile di proseguire su questo percorso, «che va sostenuto e rafforzato con decisione».

Non manca l’attenzione al mondo della disabilità, con l’obiettivo di garantire maggiore inclusione e servizi adeguati, e al tema della riqualificazione urbana, a partire da aree come Piazza del Popolo fino ad arrivare alle periferie. In quest’ottica si inserisce anche la proposta di recupero dei sagrati delle chiese come luoghi di aggregazione sociale, soprattutto nelle zone più decentrate.

«Messina è una città complessa, fatta di centro e periferie, di villaggi e quartieri che meritano pari dignità e attenzione», afferma la candidata, rilanciando anche il completamento del risanamento e lo sviluppo di aree strategiche come Maregrosso.

«Il mio impegno nasce dall’ascolto e dall’esperienza – conclude – con un obiettivo chiaro: rendere Messina una città in cui valga la pena restare e costruire il proprio futuro».

Maria Fernanda: partiamo del suo ruolo di donna in un partito di uomini (Cateno De luca & Federico Basile). E’ ancora lunga la strada di una sindaca di Messina?
Beh, non mi sembra si tratti di un partito di uomini. Lo dimostra il fatto che alla presidenza delle partecipate ci sono quasi tutte donne che hanno dimostrato di avere lavorato bene, e che la coordinatrice nazionale di Sud Chiama Nord, Laura Castelli, oltre a rivestire questo ruolo, è oggi candidata a sindaco di Milazzo.
A mio avviso, non è importante che un candidato sindaco sia uomo o donna, ma piuttosto che sia una persona competente, concreta e rappresentativa del territorio.

Da Forza Italia a Federico Basile Sindaco Lista Messina Protagonista: saper cambiare opinione è un grande privilegio o una mancanza di coerenza?
Io non ho mai cambiato opinione. A me piace lavorare sul territorio e per il territorio, e fino ad ora l’ho fatto dentro e fuori le istituzioni.
È Forza Italia che a Messina ha cambiato rotta. Dispiace dirlo ma nel tempo si è avvertito un progressivo scollamento dal territorio e nessun interesse per la crescita della città, cosa che invece ritrovo fortemente in Sud Chiama Nord e per questo sono felice di sostenere Federico Basile che ha già dimostrato di saper fare il sindaco, portando la città su un altro livello.

La Regione guidata da Renato Schifani arranca, se non peggio. I litigi tra alleati sono all’ordine del giorno Sanità in perenne emergenza; precarietà nel lavoro; famiglie che fanno fatica a gestire tasse e spesa: Che cosa sta succedendo in Sicilia?

Semplicemente e drammaticamente, ciò che succede, o meglio non succede, da tanti anni. Possiamo riprendere la stessa immagine che un grande poeta di Barcellona usò anni fa per Messina: ha un male sconosciuto, annidato alle sue radici, un nemico incredibile, «e la guerra e chi successe alla guerra e chi successe a chi successe e non fa succedere…».

La vita di un professionista può essere sintetizzata in un’immagine: il viaggio. Il viaggio alla ricerca delle idee è il più pericoloso: devi raggiungere luoghi inesplorati, originali… Quanto ha contato l’ambizione nel suo percorso?
L’ambizione è il motore, a patto che essa sia veramente il sinonimo di in desiderio, che io sento forte, di raggiungere gli obiettivi e di farlo nel modo migliore, più trasparente e coinvolgente possibile. Ho l’ambizione di far bene per la mia città.

Cosa fa di lei la consigliera comunale perfetta?
Nessuno è perfetto e non ho la presunzione di ritenermi tale. Penso però di possedere almeno due qualità che non dovrebbero mancare a un consigliere comunale: la capacità di ascolto e quella di mediare.

Quali donne l’hanno ispirata nella sua mission?
Non voglio fare esempi lontani. Penso che, al netto del suo operato politico, Giorgia Meloni possa essere un esempio di costanza e caparbietà, che l’hanno portata ad arrivare dove è oggi. Il suo giuramento al Quirinale rimarrà un momento storico.

Qual è stato il muro su cui ha sbattuto più volte?
La politica, ovviamente. Un certo modo di fare politica. Non è un mondo facile, lo so perché ho iniziato a farne parte attivamente a soli 23 anni.
Oggi ritengo di avere le spalle un po’ più larghe per potere affrontare questo mondo con più grinta.

Quando ha intrapreso questa strada immagino avesse degli obiettivi da raggiungere: è contenta per quello che ha realizzato o ha dei rimorsi per ciò che non è riuscita a fare?
Io mi ritengo abbastanza soddisfatta. Sono stata eletta una volta al quartiere, altre volte sono stata candidata portando a casa sempre dei bei risultati. In politica si vince e si perde. Quando le cose non ti cadono dall’alto – come, ahimè, è successo e continua a succedere per alcuni – , ma le conquisti giorno dopo giorno, è bello vivere il momento elettorale come una prova a cui ci si sottopone.
Quello che conta è costruire intorno a sé una rete di fiducia con il proprio elettorato e vederlo crescere giorno dopo giorno per il lavoro che si è fatto.
Riuscire ad avere la stima di tanti per me è già un successo.

Amministrare Palazzo Zanca: ci svela il giusto equilibrio tra potere, affari, cemento e ambiente?
Ci vorrebbero le convergenze parallele… No, scherzo. L’ambiente è la nuova frontiera su cui le generazioni dovranno misurarsi. Tenere fuori gli affari e il cemento, che sono spesso la stessa cosa, può essere un’illusione, ma nella pratica politica e di amministrazione so che è possibile cercare e attuare un futuro sostenibile.

L’errore più evidente della politica nel gestire il territorio?
Non ascoltare il territorio e mettere persone “calate dall’alto” in posti strategici.

Consigli per migliorare gli spazi artistici e i luoghi d’incontro per i giovani?
Già un passo avanti è stato fatto con il regolamento per l’arte di strada, in forza del quale si dà la possibilità agli artisti di esibirsi liberamente nel territorio comunale.
Penso che il Palacultura necessiti di interventi migliorativi, oltre ad un’organizzazione/gestione degli spazi da dedicare al mondo associazionistico. Non dimentichiamo l’Arena Cicciò, che merita al più presto interventi di messa in sicurezza e, perché no, una programmazione estiva di eventi.

Ultimamente Messina è un amplificatore di tutte le emozioni, positive o negative che siano. Non passa giorno che qualcosa di strano accade: malasanità, disinformazione, cattiva istruzione, scandali nelle amministrazioni, giustizia che non funziona. Se mi passa il termine: proprio un bel casino…
Siamo sempre li. Se la politica non fa il bene comune in tutti i settori, ma soprattutto nella sanità, saremo sempre “in prima pagina”. Però voglio anche dire che è sempre necessario sforzarsi di capire e discernere, evitare i processi sommari e individuare, invece enei diversi settori, gli errori così da correggerli.

Abbiamo libertà di parola e ognuno può dire quello che vuole. Ma ha senso questo parlare a vuoto, a vanvera, confondendo, se non addirittura, disinformando le persone? Insomma, il politically correct ha ucciso la libertà d’espressione?
Si, lo dico convintamente: è diventata una censura al contrario, una babilonia! Troppe notizie, nessuna notizia. Oggi i politici non convincono più perché si nascondono dietro a inutili giri di parole. Cateno De Luca gode invece di grande seguito perché riesce ad essere diretto e a arrivare, con chiarezza, al cittadino.

Se dovesse riassumere lo spirito di questa “campagna elettorale” Ponte Sì, Ponte No in una battuta?
Partendo dal presupposto che reputo la connettività uno dei principale strumenti di sviluppo di un territorio, ritengo abbondantemente superato il dibattito sul SI o NO al Ponte sullo Stretto. Come abbiamo visto è una questione che vola sopra le nostre teste anche perché di rilevanza non solo nazionale ma europea.
Ritengo piuttosto che si debba pensare all’impatto che eventuali lavori possano avere sulla nostra città, e impegnarsi per rendere Messina centrale nelle scelte e la Sicilia protagonista nella determinazione della forza lavoro. Non possono essere sottovalutate le opportunità per le imprese locali (a cominciare dai servizi di logistica, ristorazione, pulizia, manutenzione e forniture tecniche di materiali), oltre alla realizzazione di infrastrutture secondarie che rimarranno sul nostro territorio anche dopo il completamento dei lavori, posti di lavoro diretti e indiretti, possibilità di apprendistato ed esercitazioni pratiche per i giovani, ecc.
Dobbiamo farci trovare pronti a governare tutto questo quando si presenterà e non farci scappare queste opportunità.

Educando i ragazzi e i giovani si riesce ad arrivare anche dentro le famiglie: Fatti non foste a viver come bruti… a chi lo vorrebbe ricordare?
A nessuno, non sono presuntuosa: l’educazione civile si costruisce giorno dopo giorno, anche con il buon esempio di chi è personaggio pubblico. Il buon esempio si dà con le parole, ma soprattutto attraverso le azioni.

Al netto dei pregiudizi espressi, il consiglio che può regalarci?
Non mi piace dispensare consigli ma riceverli!

Maria Fernanda Gervasi, Candidata al Consiglio Comunale  Con Federico Basile Sindaco Lista Messina Protagonista