Ma siamo sicuri che l’attuale disordine mondiale non sia conseguenza del precedente cosiddetto ordine?
Già il fatto stesso che uno stretto (Hormuz) che fa andare in tilt i sistemi energetici e non solo di molti Paesi… ci ricorda la rete ferroviaria italiana che va in tilt per una vite…. quindi o il mondo è uguale all’Italia o l’Italia è uguale al mondo. Non sappiamo chi dei due – Italia e mondo – sia più sfortunato e precario.
Oppure – più semplice – “tutto il mondo è paese”.
Anche se in alcuni Paesi ci sono i presidenti (democraticamente eletti) la cui missione principale sembra essere di mettersi in mostra per un presunto passaggio alla storia e, nel contempo, fare soldi a palate per se stessi, cambiando le leggi – non solo del proprio Paese – perché ciò sia più facile.
Cioè, sembra umano e naturale un mondo in cui sono tollerati Paesi che vietano alle donne, in quanto tali, di studiare e lavorare o – sempre le stesse donne – che devono coprirsi il capo in pubblico per non turbare le pulsioni sessuali dei maschi? O, che alla fine ci sono solo alcune sfumature umane di differenza (a parte quelle legali), dove i maschi ammazzano le donne perché le considerano di loro proprietà.
Ed è lo stesso mondo dove c’è ancora chi muore di fame e di stenti, mentre altri guadagnano legalmente su queste disgrazie.
O un mondo cosiddetto libero (il nostro Continente tra questi) che affida i propri approvvigionamenti energetici a Paesi come quelli di sopra, dopo che per anni lo aveva fatto con un altro i cui leader intendono passare alla storia per le proprie gesta belliche (invasione Ucraina).
O Paesi che, ricchi di petrolio non per loro bravure ma per combinazioni geologiche e naturali, sono punto di incontro delle più raffinate delinquenze e malaffari del mondo.
O continenti dove, ufficialmente finite le colonie di altri Paesi ricchi che li sfruttavano impoverendoli e li schiavizzavano, ora i “liberati” si ammazzano fra di loro con la complicità dei vecchi coloni e le mire espansionistiche di nuovi liberatori/coloni.
O “popoli” e “religioni”, con tanto di capi ed eserciti violenti e terroristi, che vivono la propria identità facendo di tutto per ammazzare quelli che considerano miscredenti; osannati anche da frange dei cosiddetti Paesi liberi e ricchi come esempi di civiltà e liberazione.
E che dire di Paesi che prosperano ammazzando ecologicamente il Pianeta, se ne rendono conto, decidono politiche per rimediarvi, ma le violano, le cambiano, le snaturalizzano, ché altrimenti non sarebbero ricchi abbastanza per consentire ai propri protetti di acquistare suv inquinanti di 100mila euro.
E infine, e non ultimi, Paesi che respingono migranti dopo che loro stessi nascono e prosperano sulle migrazioni, e altri che per secoli loro stessi sono stati migranti.
L’elenco è lungo. Ognuno lo arricchisca per ciò che maggiormente lo angoscia.
Da un mondo del genere, cosa c’era da aspettarsi.
Lo abbiamo costruito noi dopo il macello della seconda guerra mondiale. E i macelli a seguire, anche se più truci ma meno considerati da noi perché coinvolgono persone con fattezze culturali e fisiche diverse dalle nostre.
Quindi, ma quale stravolgimento dell’ordine mondiale. Il disordine c’era prima e continua oggi in forme diverse e più coinvolgenti, mentre “noi” vaneggiavamo di “fine della storia”, “uguaglianza”, “libertà”, “fraternità”.
Senza renderci conto che i Paesi considerati più felici al mondo, lo sono perchè anche nei supermercati sono attrezzati contro invasioni barbariche, ed ogni cittadino è addestrato per essere una sorta di militare a difesa delle proprie comunità. E’ questa felicità? Paesi non molto dissimili dal tragico film “The Truman show”.
Abbiamo questa consapevolezza? Riusciamo a dormire sonni tranquilli nella bambagia prodotta in tanti di questi luoghi di cui sempre ci dimentichiamo, indossando pigiami da loro prodotti in semi-schiavitù?
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
