Il danno subito in smart working deve essere risarcito

Nessun dubbio sussiste circa la risarcibilità del danno in favore del lavoratore nel caso in cui questi rimanga vittima di un incidente mentre si reca sul luogo di lavoro, oppure rientra presso la propria abitazione, ed ancora se subisce un infortunio sul luogo di lavoro.

Ma cosa accade se il lavoratore si fa male ma si trova in smart working?

Il danno rimane risarcibile? Devono essere rimborsate anche in questo caso le spese mediche private legate alla redazione della perizia di parte e le spese legali?

La sentenza n. 462/2025 emessa, in data 08 Maggio 2025, dal Tribunale di Padova conferma che i lavoratori in smart working hanno diritto ad essere risarciti e che il risarcimento deve coprire ogni spesa.

Il caso.
Nell’Aprile 2022 una lavoratrice in smart working a causa della pandemia subiva un infortunio.Stante il fatto che questa tipologia di lavoro è equiparata al lavoro in presenza ai fini assicurativi, la lavoratrice richiedeva che le venisse riconosciuta una menomazione del 12% sulla base della perizia redatta dal proprio consulente.

Si costituiva INAIL eccependo la quantificazione dei danni e così venne disposta una CTU che riconobbe la presenza di postumi pari al 9%.
L’Inail si opponeva fermamente alla richiesta di pagamento delle spese mediche di parte ritenendo che il rimborso fosse ammissibile solo se il ricorso ad un soggetto privato fosse dipeso dall’impossibilità del Servizio Sanitario Nazionale di fornire una prestazione sanitaria adeguata.
Per tale ragione anche la valutazione medico legale che era stata svolta privatamente non poteva gravare sull’istituto in quanto la scelta non era stata obbligata ma volontaria.

Il Tribunale di Padova rigettava la pretesa sulla base di due osservazioni: a) la relazione era assolutamente necessaria per garantire i diritti della lavoratrice che senza una propria perizia non avrebbe potuto contestare la valutazione del danno fatta da Inail e b) il SSN ha delle tempistiche eccessivamente lunghe, e proprio questa lentezza giustifica il ricorso a professionisti operanti nel settore privato che diventano, quindi, necessarie, congrue e rimborsabili.

Perché la sentenza è importante?
La stessa offre una tutela più ampia ai lavoratori nonché una forma di celerità.
Non solo la sentenza sottolinea come il diritto alla tutela (anche giudiziaria) implica la possibilità di ricorrere a specialisti privati quando il servizio pubblico non sia tempestivo o efficiente poiché l’accesso alla giustizia deve essere celere e non devono sussistere ostacoli derivanti dal Sistema Pubblico.