Jessica prima di Jessica: una ragazza, la storia, lo stile

Profuma Jessica: dalle parole alle immagini. Profuma di eleganza, seduzione, ironia. La ragazza genovese alle prese con i primi passi in pubblico non parte distante da quello che vorrebbe diventare: un giorno, domani, chissà.

 

Nella vita di società, tra Instagram, Facebook e Twitter chiunque può mettere il naso nella tua esistenza, magari non con le migliori intenzioni, ecco perché Jessica, a volte, sente il bisogno di isolarsi e di rifugiarsi in quella che per lei è la casa del cuore: “ho la fortuna di avere una casa in campagna, in un paesino che si chiama Castagnola, tra Framura e Deiva Marina”. La macchina del tempo ci proietta in una Liguria poetica, seducente con raffinata ironia, con quell’eleganza di modi e di pensiero che tanto contribuisce al suo successo nel cinema colto, in questa cartolina di personaggi vive Jessica. Liguria, Genova e Castagnola: perché la vita di paese è quella cosa che permette di ritrovare se stessi: “di rigenerarmi quando ne sento il bisogno. È la casa che mi ricorda i nonni, il mio essere bambina, le mie origini. Le origini sono importanti, sono ciò che ti ricordano chi sei, dove vai, i tuoi valori”.

Chi è veramente la nostra Jessica? Bisogna stare attenti a non femminizzare né contemporaneizzare la storia, perché ne avremmo stravolto lo spirito, avremmo banalizzato la psicologia della ragazza. Tra l’ombra e la luce, il giudizio e la sensibilità, l’ironica intelligenza e la tenerezza, il doloroso silenzio e il fascino, lo sfiorire e la passione: voce di mille voci…

“Ho sempre odiato dare una descrizione di me forse perché non lo so nemmeno io. O meglio, lo so ma sono tante cose insieme. Sono fatta di contrasti e contrapposizioni. Ma ho imparato con il tempo ad accettarmi così e lo sto ancora facendo. C’è una parte di me sicuramente molto superficiale, esuberante, irriverente, ribelle, capricciosa (si spesso ho davvero atteggiamenti da diva insopportabili) e poi c’è la parte più profonda, quella fragile, sensibile e anche poetica. Con me non possono esserci mezze misure. O mi si ama o mi si odia. Odio le ipocrisie. Sono molto schietta e ho imparato a fregarmene del giudizio altrui. Mio padre, che è il mio punto di riferimento mi ha insegnato una gran cosa “devi temere solo il giudizio delle persone che stimi”.

Cosa importa che, a volte, può sembrare una giudice spietata e crudele? Appena si guarda attorno, la ragazza trova il mondo divertentissimo; e lo racconta con un’allegria scintillante, con un sempre rinnovato piacere di vivere e di scrivere, con una gioia che oltrepassa la cosa narrata.

“Sono da sempre stata attirata da persone che hanno qualcosa da raccontare. Persone tormentate, grandi personalità. Così forti ma allo stesso tempo così fragili. Forse da questo, da sempre la mia passione per l’arte. Oltre dal fatto che mia madre per anni ha dipinto quadri e forse mi ha trasmesso quella vena artistica. Sono sempre stata affascinata dal mondo del teatro. Ho frequentato anche diversi corsi di recitazione che mi hanno sicuramente aiutata. Per la fotografia è tutt’altra storia. Amo da sempre scattarmi foto. E farmele scattare. Mi sento libera, a mio agio e forse è il modo migliore in cui riesco a far uscire la mia anima”.

Il racconto di Jessica è un magnifico affresco di riti familiari e costumi anni Settanta, non a caso tra le pieghe della storia affiora la passione per una coppia simbolo di quell’epoca Serge Gainsbourg e Jane Birkin: lui quarantenne libertino e lei ingenua ventenne, lui genio creativo e lei musa ispiratrice. E’ la Jessica che colpisce da posizioni non tradizionali, bilancia l’inevitabile languore di alcune parti del copione di generazione schiava dei social. Eppure Jessica ne adotta il punto di vista e lo sguardo, e di questo sguardo e punto di vista (e del suo colore e della sua musica) imbeve il percorso:.una macchina del tempo che fa rivivere le emozioni di Je t’aime moi non plus.

“Detto ciò, credo che la fotografia debba esaltare chi siamo senza forzature. Io sono per la fotografia vedo non vedo. Quella sensualità che non va oltre”. Non solo poesia ma anche calcio.

“Ho anche un’altra grande passione che è il calcio. Sono tifosissima della Sampdoria. Passione trasmessa dal papà. Faccio la hostess allo stadio durante le partite e collaboro a un programma televisivo che si chiama a  “A Tutta Samp“.

Non è facile dire se questo lieto fine significhi soltanto che l’arte sta allo sport come il gioco del calcio alle sfumature della quotidianità o se tutto, alla fine è il luogo dell’ordine e dell’armonia: o che, malgrado tutto, Jessica pensa che un simile ordine e una simile armonia regnino, invisibili, anche nella sua anima. Ecco cosa dovrebbe capire uno scrittore se dovesse raccontare in un romanzo la sua storia.

 

Osservandoti in foto ci siamo detti: Jessica, un po’ attrice, un po’ modella, romantica ma anche sexy. Maliziosa e innocente. Quale ruolo ti viene più congeniale?

Perché tutto non si Può?! Scherzi a parte, sono solo una ragazza che deve ancora capire bene chi è. E forse non lo saprà mai. Fatta di contrasti e contrapposizioni. Mi piace essere femmina maliziosa. Ci gioco molto a essere sincera. Amo provocare e istigare. Mi fa sentire viva. Poi arrivo a casa la sera mi metto in pigiama, mi strucco e rivedo la Jessica più vera.

Il film che avresti voluto interpretare?
Pretty woman! Chi non sogna la favola del resto?!

Che cosa ti fa arrossire?
Dire “ti voglio bene” ai miei genitori. Non lo faccio spesso, ma lo faccio. Ho imparato che il tempo è prezioso e che le cose importanti vanno dette.

Dallo sfarzo al peccato: cosa faresti per denaro?
Non so cosa farei per denaro. So però cosa non farei. Non andrei mai contro a quelli che sono i miei valori e principi. Su queste cose non c’è modo di corrompermi.

Che cosa ti fa sentire bene nella vita di tutti i giorni?
Svegliarmi al mattino e sapere di non avere rimpianti. Rifarei tutto quello che ho fatto. Anche gli errori. Fanno parte di me. Sono una testarda cronica ma metto il cuore in tutto quello che faccio.

Quando le scapole diventano due ali?
Quando trovi la persona che ti fa sentire finalmente a casa. Quando la tua casa diventa quella. Quando puoi levarti tutte le maschere che spesso siamo costretti a indossare. Quando puoi mostrarti in tutte le tue fragilità e debolezze, sapendo che non verranno usate contro di te.

Se dovessi spiegare la tua professione, che diresti?
La mia professione non ha nulla a che vedere con le foto o lo spettacolo in generale. Sarebbe bello. O meglio, non è la cosa principale. Quello è comunque qualcosa che va coltivato perché non bisogna mai rinunciare alle proprie passioni. E poi mai dire mai.

Non hai paura che la gente ti veda sempre come testimonial a prescindere da ciò che dici di profondo?
No. Non ho paura. Spesso volutamente non mi mostro per quella che sono davvero. Almeno all’inizio. Ho una specie di corazza che levo con pochissime persone. Quelle che penso lo meritino. Mi basta essere accettata da loro e da chi dimostra di saper andare oltre.

Tasse, precariato, ambiente, sanità: la tua opinione?
Viviamo in un mondo che purtroppo è sicuramente peggiorato. A noi giovani viene spesso detto che non abbiamo voglia di fare, ma spesso non ci viene data la possibilità. Ho 29 anni e ho voglia di costruirmi qualcosa di concreto, di avere una famiglia, ma mi rendo conto che rispetto ad anni fa, per noi è sicuramente più complicato anche per un fattore economico e lavorativo.

Le facce da evasore secondo te?
Tante, troppe. Ci sono molti furbetti. C’è chi pensa che il mondo sia dei furbi. Io preferisco andare a dormire con la coscienza a posto.

Hai mai pensato di mollare tutto per un posto sicuro?
Ripeto non mi mantengo con quelle che sono le mie passioni i miei hobby. Non principalmente. Tra poco ho anche un concorso molto importante per il mio futuro. Detto ciò, le passioni sono ciò che ci mantengono vivi, quindi mai metterle da parte. Io a esempio ho da sempre la passione della scrittura, è una grande valvola di sfogo. Sicuramente, approfondirò la cosa in modo serio.

Nella vita privata come sei?
Chiedetelo a chi mi sta vicino. Anzi, meglio di no. Probabilmente sono un irrequieta cronica. Con me ci vuole molta pazienza. Sono testarda e capricciosa. Il lato positivo è che sono sempre molto allegra, entusiasta, spensierata e ironica. Detto ciò, ho bisogno anche dei miei momenti e spesso divento molto solitaria.

Mai schiava per amore?
Schiava per amore solo a letto sia chiaro! Non potrei mai essere schiava. Sono una ribelle nata. E non potrei mai stare con un uomo che tenta di sottomettermi. In questo senso ho una personalità troppo forte. Sicuramente mi sono ammalata d’amore. Di quell’amore che non diventa sano. Tendo a idealizzare le persone con cui sto e questo è un mio errore.

Ti piace stirare?
Ehm.. Un’altra domanda?!

Rammendare i calzini?
Ah, ma un’altra domanda non c’era proprio?! Scherzi a parte non sono proprio la tipica donna di casa. Mia madre dice che mi manca proprio il senso delle cose e ha sicuramente ragione. Una volta ho bruciato completamente un pentolino per fare una ciobar. E potrei raccontarne altre mille. Mi sto impegnando per migliorare però. Giuro!

Pari opportunità: se fossi uomo per un giorno cosa faresti?
No grazie. Sono troppo femmina anche solo per poter pensare di essere uomo per un secondo!

Cosa guardi in un uomo? E che cosa pensi che lui osserva per prima cosa di te?
Sicuramente mi guardano gli occhi, lo sguardo. Anche perché, tette non ne ho. Di un uomo mi colpisce subito il modo di fare, di porsi. Preferisco un uomo non bellissimo ma affascinante. Non a caso sono sempre stata colpita da uomini più adulti. Una guida, qualcuno che abbia sempre qualcosa da raccontarmi e insegnarmi. Mi piacciono le grandi personalità, di carattere. Bisogna tenermi testa.

Quali complimenti ti mettono a disagio?
Probabilmente quelli volgari. Ah un consiglio quando volete provarci con una donna “ah figaaa, ahh gnoccaa” non funziona mai.

È più facile prendere in giro un uomo innamorato, o gli uomini sono sciocchi a prescindere?
Mi viene in mente una canzone: “semplici e un po’ banali, io direi quasi prevedibili e sempre uguali”. In realtà non mi piace generalizzare. Ci sono uomini molto intelligenti e uomini semplicemente da evitare. In questo senso devo dire che il mio intuito non ha quasi mai sbagliato. Sicuramente gli uomini si innamorano con meno facilità rispetto a una donna, ma quando lo fanno sanno essere anche più dolci di una donna stessa. Noi donne sappiamo come usare le nostre armi e come ottenere ciò che vogliamo e spesso ci giochiamo molto. Le donne sanno essere spietate. Gli uomini non hanno certe malizie.

Dopo questa intervista la prossima volta che ci incontri per strada come ti comporterai?
Vi farò un’intervista anche io! P. S. la volete una ciobar fatta da me?!