Il Cimitero Monumentale di Messina diventa polo di turismo esperienziale. La Regione Siciliana finanzia con oltre 3 milioni di euro 12 progetti dedicati al turismo esperienziale e sostenibile, attraverso le risorse del PR FESR Sicilia 2021/2027. Tra gli interventi ammessi figura anche il progetto di valorizzazione del Gran Camposanto Monumentale di Messina, presentato dall’amministrazione comunale, pensato per trasformare uno dei luoghi più rappresentativi della memoria cittadina in un polo di turismo culturale, storico ed esperienziale.

Il Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, con nota dello scorso 20 gennaio, aveva comunicato l’ammissione a finanziamento del progetto “Percorso della memoria: un viaggio nell’arte funeraria del Cimitero Monumentale di Messina – Turismo Esperienziale”, presentato dal Servizio Politiche Europee Pianificazione e Programmazione Strategica del Comune di Messina, su proposta dell’Assessore al Turismo Enzo Caruso e d’intesa con l’Assessore ai Cimiteri Massimiliano Minutoli. L’iniziativa punta a trasformare il Gran Camposanto di Messina – considerato, insieme a quelli di Genova e Milano, uno dei cimiteri monumentali più importanti e artisticamente rilevanti d’Italia e d’Europa – in un polo attrattivo per il turismo esperienziale, culturale e memoriale.

Attraverso una serie di azioni integrate, il progetto mira a riqualificare, rendere fruibile e accessibile questo straordinario luogo, restituendolo alla cittadinanza e promuovendolo verso un pubblico nazionale e internazionale. Saranno realizzati percorsi guidati georeferenziati, con QR Code e audioguide, e sarà garantita la fruizione sostenibile anche a persone con disabilità, tramite mezzi elettrici adeguati.
Si resta sbigottiti, increduli, curiosi di una curiosità che teme di farsi male se riesce a scavare nelle profondità del dubbio: Il Cimitero Monumentale di Messina diventa polo di turismo esperienziale! Ma quelli che ci amministrano lo hanno visto come è ridotto? Più che un luogo di culto, preghiera e memoria è stato ridotto a una sorta di discarica, se non peggio. Un luogo dove bisogna fare attenzione nel camminare tra sporcizia, buche, e ruderi lasciati lì quasi fosse una isola ecologica. Eppure lo ribadiamo si tratta di uno dei più importanti Cimiteri Monumentali d’Italia, come gli stessi amministratori scrivono e quindi non è accettabile che sia ridotto in questo stato. Ogni volta che percorriamo i viali ci sentiamo colpiti, affranti, derubati dei nostri diritti. Noi uguali e dolenti, tutti in gruppo eppure soli, passateci il termine: gente con le gomme sforacchiate dai chiodi e chissà chi li aveva seminati lungo la strada del Gran Camposanto. Tristi, zittiti, incerti ma soprattutto arresi. I delitti a cielo aperto – che solo chi non vuol vedere non vede – non sono una cosa paragonabile al terrorismo, alla guerra o alla disoccupazione ma è qualcosa di molto simile se si pensa agli affari che ruotano dietro il caro estinto: dalle tombe ai funerali, alla stessa cerimonia funebre e alla vendita dei fiori che puntualmente scompaiono dalle tombe. Ma all’introduzione segue la conclusione che forse è di tutti: la guerra ancora non finisce, la disoccupazione neppure, ma almeno non toglieteci la pace eterna. E dire che il Comune di Messina sostiene che in questi viali abbandonati, mal curati, dove spesso l’acqua nelle fontanelle non c’è, ci sarà Il percorso turistico-esperienziale che metterà in risalto i principali elementi del Cimitero Monumentale:
- Il Cenobio – pregevole architettura neogotica dalla intensa espressività;
- Il Famedio – colonnato neoclassico, autentico Pantheon della storia cittadina;
- Le cappelle gentilizie post terremoto – una “città ideale” in chiave neo-eclettica;
- La collina sepolcrale panoramica – con vista mozzafiato sullo Stretto;
- Valenze naturalistiche e botaniche – alberi rari e specie arboree di pregio;
- Il giardino all’italiana all’ingresso – simbolo di solennità e cura estetica.

Il progetto intende unire questi elementi in un percorso narrativo che racconti la storia artistica, culturale e memoriale del cimitero, trasformando la visita in un’esperienza immersiva, quasi un “trekking nella memoria e nell’arte funeraria”. Bello, bellissimo, straordinario. E nel frattempo le foto ci dicono che lo stato di salute del Cimitero Monumentale è questo: paragonabile a una cloaca. E lo è da diversi anni. E nessuna che venga a dirci che non c’erano i finanziamenti per mantenere il decoro dei luoghi e delle tombe: il problema è che nessuno controlla i servizi resi da Messinaservizi o dall’Amam.

Possibile che siano tutti in vacanza? Le foto ci dicono che la nostra analisi è una notizia ferale. Che si può cavalcare nel senso dell’onda, per andare dove spinge la linea politica. Ma state certi che la ragione di questo andazzo, di questo scempio ambientale, non verrà spiegata. A meno che… A meno che qualcuno ci metta il naso nella pattumiera. Indagheranno? Proveranno a fare pulizia dove c’è sporcizia? Paroline e paroloni nel palazzo, ma tante virgolette aperte anche per strada, nei bar, nelle scuole, nelle case col televisore oscurato. Sarà difficile trovare la voglia di riparlarne se in tanti preferisco girare la testa da un’altra parte. E, in fin dei conti, finché starà bene a loro, nulla cambierà. Altro che Itinerari artistici e storici interni, con focus su monumenti funebri di pregio, cappelle gentilizie e aree simboliche; Percorsi tematici esperienziali, con visite teatralizzate, realtà aumentata, app interattive e narrazioni in italiano, inglese e LIS; Formazione e impiego di guide locali e operatori culturali, in particolare giovani e disoccupati, con priorità a chi ha già partecipato a percorsi formativi europei di inclusione sociale; Eventi culturali e laboratori per scuole e cittadini, per promuovere la riflessione sul valore della memoria e dell’arte funeraria.
