Con 1968 ingressi nel 2025, gli istituti penali per i minorenni (IPM) vivono un momento di difficoltà: al 15 dicembre erano 8 gli istituti in sovraffollamento. il nuovo libro di Antonella Inverno – edito da Treccani, con il supporto di Save the Children – porta al centro del dibattito pubblico le storie, i dati e le voci dei ragazzi e delle ragazze in conflitto con la legge per reati di natura violenta.
In un momento in cui il tema della giustizia minorile è tornato al centro del dibattito politico e sociale italiano, i numeri parlano da soli: al 15 dicembre 2025 su 568 detenuti, con 8 istituti in sovraffollamento, ben 173[1] minorenni e giovani adulti erano reclusi in attesa di primo giudizio, poco meno di un terzo. Le presenze medie giornaliere negli istituti sono passate da 365 nel 2014 a 588 nel 2025.
Nasce qui “Dentro le mura – Viaggio nel mondo degli adolescenti di oggi tra disagio, carcere e dissenso”, firmato da Antonella Inverno, Head of Research and Analysis di Save the Children Italia e giurista specializzata in tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Dentro le mura – edito da Treccani – è un viaggio in uno dei contesti più critici dell’adolescenza contemporanea, tra disagio, violenza, marginalità e desiderio di futuro. Attraverso storie vere, dati e voci dal campo, Inverno entra nei luoghi in cui i ragazzi e le ragazze incontrano la giustizia, raccontando cosa accade dentro e fuori gli istituti penali minorili. Un racconto lucido e partecipe di una generazione cresciuta nell’iperconnessione e nella precarietà, segnata da solitudini e fragilità, ma capace ancora di cercare senso, relazioni, cambiamento. Il libro non offre soluzioni, ma restituisce complessità: quella di ragazzi e ragazze che, tra rassegnazione, rabbia e speranza, continuano a chiedere di essere ascoltati. Ad aprilo la preziosa prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi e ad accompagnare il racconto le foto di Alessio Romenzi.
“Questo libro nasce, dopo anni di esperienza sul campo, dalla convinzione che ascoltare davvero le storie di questi ragazzi sia il primo, indispensabile passo per costruire soluzioni più giuste ed efficaci. In Italia stiamo assistendo a una risposta al disagio giovanile sempre più orientata verso la punizione e il controllo, ma i ragazzi e le ragazze intervistate chiedono che gli adulti non abdichino alla loro responsabilità educativa proprio quando sarebbe più necessario esercitarla. Non possiamo cedere di fronte all’idea che la sicurezza di una comunità significhi nascondere allo sguardo pubblico gli adolescenti più difficili, rinchiudendoli in un ‘futuro senza futuro’. Al contrario, la sicurezza di una comunità è fatta di adulti competenti e di alleanze educative”, dice Antonella Inverno, autrice e Head of Research and Analysis, Save the Children Italia.
