QUANDO LA CUCINA DIVENTA SOLIDARIETÀ: ANTONELLO SARDI TORNA ALLA ITALIAN CHEF CHARITY NIGHT

La serata si svolgerà mercoledì 9 settembre 2026 sul rooftop di The Social Hub Bel(i)ore, con una vista privilegiata sulla città, e vedrà chef, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e artigiani del gusto riuniti per un obiettivo comune: raccogliere fondi a sostegno dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in particolare per i programmi dedicati al contrasto della malnutrizione tra le popolazioni rifugiate nel mondo.

Per Antonello Sardi, la partecipazione alla Charity Night rappresenta soprattutto una scelta di sensibilità e responsabilità. Lo chef ha infatti deciso di mettere ancora una volta il proprio talento al servizio di una manifestazione nella quale il cibo diventa molto più di un’esperienza gastronomica perché diventa uno strumento per sostenere concretamente chi si trova in condizioni di fragilità. Un messaggio particolarmente significativo in un’edizione che, per la prima volta, accoglie anche due chef rifugiati che lavorano in Italia, la siriana Nuha Saegh e l’afghano Hamed Mohamad Karim, chiamati a portare alla serata un piatto legato alle rispettive tradizioni culinarie.

È proprio questa capacità della cucina di avvicinare persone, storie e culture diverse a rendere l’appuntamento particolarmente affine alla sensibilità dello chef del Ristorante Serrae Villa Fiesole. Insieme ad alcuni tra i più importanti nomi della ristorazione fiorentina e toscana, Sardi sarà infatti protagonista del percorso di degustazione con un suo piatto signature, contribuendo a costruire una serata in cui l’alta cucina incontra la solidarietà.

La 10ª edizione assume quest’anno un significato ancora più speciale. Nata dieci anni fa come Amatriciana Day, la manifestazione era inizialmente dedicata alla raccolta di fondi per le vittime del terremoto del Centro Italia e per la ricostruzione post sisma. Dal 2018, diventata Italian Chef Charity Night, ha scelto ogni anno una diversa causa sociale o umanitaria, sostenendo negli anni realtà e progetti dedicati alla lotta alla violenza, alla salute, alle persone con disabilità, alle popolazioni colpite dalla guerra, ai minori stranieri non accompagnati e, nel 2025, ai volontari del Nucleo Trapianti della Protezione Civile.

Un percorso che racconta bene la filosofia dell’iniziativa: riunire il mondo della cucina intorno a qualcosa che conta, trasformando una cena in un’occasione di incontro e, allo stesso tempo, in un aiuto concreto. Accanto allo chef Antonello Sardi saranno presenti numerosi protagonisti della ristorazione stellata e d’autore, tra cui Vito Mollica, Matteo Temperini, Mirko Marcelli, Giovanni Luca Di Pirro e Iside De Cesare, insieme a chef, pizzaioli, pasticceri e gelatieri del territorio. A rendere ancora più concreto il legame tra gastronomia e inclusione sarà inoltre la borsa di studio da 15mila euro messa a disposizione dalla Scuola Tessieri per un giovane rifugiato con il sogno di diventare chef, selezionato in collaborazione con l’UNHCR.

Una serata, dunque, in cui anche una cucina d’autore come quella di Antonello Sardi sceglie di mettersi al servizio di un messaggio semplice ma potente: condividere una tavola significa anche riconoscere nell’altro una storia, una cultura e una persona. E quando il talento degli chef si unisce alla solidarietà, anche un piatto può diventare un piccolo, concreto gesto di cambiamento.