Carolina nel 2013, Maria nel 2021, Gabriele nel 2023, Leonardo nel 2024, Paolo nel 2025… sono solo alcuni dei casi in cui gli adolescenti si sono tolti la vita a causa del bullismo e del cyberbullismo. In Italia i dati ufficiali (raccolti e pubblicati dall’Istat) mostrano che circa il 21% degli adolescenti (1 su 5) è vittima di bullismo in modo continuativo (più volte al mese), mentre il fenomeno del cyberbullismo ha registrato una forte crescita, colpendo nel 2024 oltre 1 milione di studenti tra i 15 e i 19 anni (il 47% del totale).
A prevenire e lottare contro ogni forma di bullismo, cyberbullismo e bodyshaming ci sono diverse Associazioni in Italia, la più innovativa, incisiva e, forse, più efficace è “MABASTA”, il movimento di giovanissime ragazze e ragazzi dai 14 ai 17 anni che, da dieci anni, visitano le scuole e entrano nelle classi in tutta Italia per far conoscere e applicare l’originale e testato “Modello Mabasta”. È l’unico caso in Italia in cui sono i giovani, in totale modalità peer-to-peer (tra pari), a coinvolgere i giovani stessi ad essere protagonisti in prima linea per risolvere episodi e casi in atto e per prevenirne l’insorgenza.
Solo nell’ultimo anno scolastico gli oltre 100 volontari del Team Mabasta, ragazzi dai 14 ai 17 anni, sono entrati in oltre 800 classi in tutta Italia, ne hanno coinvolte altre 1.200 nei circa 30 eventi tenuti presso aule magna e teatri. Delle 800 classi che hanno applicato l’originale “Modello Mabasta”, 535 hanno dichiarato di essere “Debullizzate”, ossia senza alcun episodio di bullismo. I ragazzi hanno conosciuto e interagito in modalità “peer-to-peer” direttamente con 21.500 studenti e approfondito il tema da vicino con oltre 200 “vittime” di bullismo, cyberbullismo e bodyshaming. Tutte sono state aiutate, risolvendo totalmente o parzialmente ogni caso. Inoltre, il 7 febbraio scorso si è svolto in tutta Italia il 2° Flashmob Mabasta contro bullismo e cyberbullismo. Oltre 270mila studenti di più di 14mila classi hanno partecipato indossando il colore rosso, simbolo di coraggio e determinazione. Studenti e docenti di 622 scuole hanno realizzato cartelloni, coreografie, striscioni e flashmob nei cortili e nelle palestre. Sono arrivate più di 14mila foto e video che hanno testimoniato la grande partecipazione sotto l’emblema dell’hashtag #MabastaFlashMob.
Da quest’anno tutti possono sostenere le attività dei ragazzi Mabasta, è sufficiante scegliere di indicare nella propria dichiarazione dei redditi (Modello 730, Modello Redditi o Certificazione Unica) di destinare il proprio “5×1000” alla cooperativa sociale Mabasta, indicando il Codice fiscale 97955330580.
È un’azione che non costa assolutamente nulla ma che sicuramente contribuisce a portare il Modello Mabasta in tante altre classi, per “scovare” possibili episodi e per aiutare sia le “vittime”, facendo loro capire che non sono sole, che i “bulli”, aiutandoli a comprendere il dolore che stanno causando.
