Siri, quando dico “gay” non offendo nessuno

Apple è uno dei marchi più friendly al mondo, attenta alla diversity dei suoi lavoratori e sempre in prima fila per i diritti LGBT fino a farne un vanto. È di pochi giorni fa la notizia che, negli Stati Uniti, Siri corregge chi attribuisce il genere sbagliato a Caityln Jenner. La nostra Siri, invece, quella che parla in italiano, ha un po’ di problemi con le parole “gay”, “lesbica” e “transessuale”: in alcune frasi le prende come insulti. E non riconosce la parola omofobia. Viviamo in una nazione in cui, alle persone gay, lesbiche e bisessuali, non sono garantiti neanche i diritti più elementari. Una nazione in cui gli atti di omofobia finiscono sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali. E l’omofobia si combatte con l’educazione. Per questo abbiamo lanciato una petizione per insegnare a Siri a rispondere in maniera corretta. Perché chiunque possa essere orgoglioso di essere se stesso – così come Tim Cook, il CEO di Apple. La petizione, lanciata venerdì sulla piattaforma Change.org da Chiara Reali dell’associazione Diversity, ha raccolto oltre 4.000 firme nel corso del weekend.

Chiara Reali di Diversitylab.it