Roma la vittoria nasconde qualche dolore

Roma nella tana del leone: non è un campionato semplice. Juventus, Napoli e Milan sono già incorsi in passi falsi. Nessuna mini fughe, ma solo una classifica corta e tanta confusione.

 

A Fonseca, durante la pausa delle nazionali, sarà tornata in mente la frase di un vecchio dittatore cinese “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”.

Pausa delle nazionali, che appunto hanno regalato tempo all’allenatore portoghese per oliare meccanismi difficili da acquisire.

Per la gara contro il Sassuolo Fonseca propone il solito 4-2-3-1 con l’unica sorpresa Kluivert al posto di Zaniolo, esordio stagionale di Veretout.

De Zerbi conferma il 4-3-3 che tante soddisfazioni gli ha regalato contro la Sampdoria, con l’esordio dal primo del neoacquisto Chiriches.

I primi 25 minuti vedono la Roma esibire un gioco da mostrare nelle scuole calcio: palleggio veloce con giocate di prima, massimo ad un tocco, verticalizzazioni continue e accelerazioni sulle fasce.

Il gol arriva presto infatti.

Dopo un rigore, che Chiffi di Padova concede e revoca grazie all’ausilio del Var, la Roma si scatena.

Al 12′ dopo una bella progressione sulla destra, Florenzi, serve Dzeko che prima con uno stop di petto manda fuori causa Duncan, poi conclude a rete con un tiro a giro, ma Consigli si supera e devia in calcio d’angolo.

Dal seguente corner battuto da Pellegrini, Cristante attacca bene il primo palo, bruciando la difesa del Sassuolo e portando la Roma in vantaggio.

Il Sassuolo del Primo tempo è tutto in una conclusione di Defrel, ex di turno, la cui conclusione è sporcata da Florenzi, e termina sul palo, a Pau Lopez battuto, sulla ribattuta il più lesto è Caputo ma in posizione di fuorigioco.

La furia giallorossa non si placa, anzi aumenta e al 21’ la Roma raddoppia: Kolarov pennella in mezzo, Dzeko spinge dentro, la conclusione è centrale ma forte e Consigli riesce solo a deviare senza essere in grado di evitare il gol.

I ragazzi di Fonseca, sulle ali dell’entusiasmo, aumentano l’intensità del gioco, e al 24’ Mkhitaryan trova il gol all’esordio in Serie A: l’armeno servito da Pellegrini, conclude sul primo palo, con una rasoiata che per la terza volta non lascia scampo a Consigli.

I neroverdi sono costretti a sbilanciarsi per dare un senso alla trasferta nella Capitale, così facendo lasciano prateria a corridori abili come Florenzi e Kluivert.

Ed infatti al 34’ l’olandese lanciato a tutto campo da Pellgrini, terzo assist di giornata, dopo aver galoppato per 50 metri , buca Consigli.

La Roma diverte i 35 mila dell’Olimpico e si diverte, proponendo un gioco spumeggiante, veloce e verticale.

Al 39’ gran lancio del solito Pellegrini per Dzeko,  che in corsa mette a terra, ma Consigli, vittima sacrificale di giornata, è bravo a sradicargli il pallone dai piedi.

In pieno recupero, una Roma non Roma, va vicina al quinto gol, con Kolarov che mette in mezzo un pallone al bacio per Dzeko, ma Ferrari salva.

La seconda frazione di gioco non inverte il trend di una Roma che è un vulcano: in cinque minuti sono due i legni colpiti dai giallorossi, prima con una conclusione dal limite di Pellegrini e poi con un colpo di testa di Dzeko.

Gli emiliani si affacciano davanti con i calci d fermo, da uno di questi nasce il gol della bandiera: punizione dalla trequarti, la conclusione di Berardi sbatte sulla traversa ed entra in porta.

Lo stadio applaude il bel gol dell’attaccante azzurro, molto simile alla punizione di Kolarov contro il Genoa.

I giallorossi non si scompongono e ricominciano a giocare come hanno fatto nei primi 50 minuti.

Un lancio lungo di Veretout, trova Mancini versione torre, la cui spizzata di testa attraversa tutta l’area piccola e sbatte sul palo, il terzo per la Roma, il quinto della gara.

Dall’altro lato, il Sassuolo rinvigorito dal gol, prova ad attaccare: bella sponda di Berardi per Caputo, Pau Lopez riesce a deviare in angolo.

Il pressing dei neroverdi è più intenso ed il secondo gol si concretizza grazie al cross in mezzo di Duncan che trova sempre Berardi che appoggia in rete. Si tratta della quinta rete in appena tre gare per il giocatore emiliano.

I fantasmi di un’ennesima rimonta, sarebbe la terza in altrettante gare, si materializza per la squadra capitolina, che questa volta non reagisce con un gioco attendista ma tiene la palla lontana dalla propria area, continuando ad attaccare.

Gli ultimi sussulti sono dei giallorossi, prima con Dzeko, che impatta nuovamente contro Consigli, poi con Pastore che va a vuoto su una bella palla di Zaniolo con su scritto spingimi.

Finisce così, la Roma vince e si porta a 5 punti, superando la Lazio e abbandonando le zone calde della classifica.

Prestazione convincente da grande squadra, che potrà far divertire i tifosi in questa stagione. Resta il nodo difesa, troppo traballante, e facilmente perforabile, con Fazio anello debole della zona centrale, spesso macchinoso e in ritardo.

Claudio Andò