REGIONALI. DE LUCA: SONDAGGI FALSATI. ECCO L’ENNESIMO TENTATIVO DI DISINFORMAZIONE

«Nella giornata di ieri è stato diffuso l’esito di un sondaggio politico che riporterebbe la risposta sulla espressione di voto per l’elezione del Presidente della regione Siciliana del 25 settembre 2022.

In verità quello pubblicato non è un sondaggio reso e diffuso secondo la disciplina vigente, ma si tratta della divulgazione di un dato privo di qualsiasi riscontro ed attendibilità, diffuso con il solo scopo di condizionare l’elettorato attivo».

Ad affermarlo è il leader di “Sud chiama Nord” e candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca.

«La legge 28/2000 prevede, art. 8 comma 3 – spiegano dall’ufficio legale del movimento – prevede che i risultati dei sondaggi realizzati al di fuori del periodo di cui al comma 1 (cioè prima dei 15 giorni antecedenti la data delle votazioni) possano essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni: a ) soggetto che ha realizzato il sondaggio; b) committente e acquirente; c) criteri seguiti per la formazione del campione; d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento; f) domande rivolte; g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; h) data in cui è stato realizzato il sondaggio. Indicazioni delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. In primo luogo – proseguono-, questo sondaggio non risulta essere stato pubblicato sul sito www.sondaggipoliticoelettorali.it

Consultando il sito in oggetto, infatti, risultano pubblicate solo due schede da parte della Tecnè srl che fanno riferimento entrambe alle elezioni nazionali, nelle quali viene indicato che il campione intervistato è riferito all’intero territorio nazionale e che il sondaggio è stato eseguito nelle date 23-24 agosto 2022. Confrontando queste schede con quella diffusa dal TG5, la cui scheda grafica si allega, risulta evidente che i dati diffusi non derivano certamente da quelli delle schede pubblicate, attese l’evidente difformità tra estensione territoriale, finalità del sondaggio (“verso le elezioni politiche”) e data di esecuzione dello stesso (nel sito viene detto 23-24 agosto, nella scheda del TG5 è scritto 26-29 agosto).

L’omessa pubblicazione costituisce, oltre che una violazione alla su richiamata disciplina, una grave violazione anche dei doveri deontologici di informazione poiché impedisce agli elettori di accedere alle informazioni complete sulle modalità di esperimento del sondaggio, non consentendo di conoscere quale domanda sia stata esattamente posta al campione rappresentativo.

Altresì non risulta nota la composizione del campione rappresentativo, atteso che nella diffusione del dato (come da scheda grafica trasmessa sul TG5) viene riportato esclusivamente che si tratta di popolazione maggiorenne, laddove invece la Legge richiede che venga reso noto “l’universo di riferimento” (es. studenti universitari, lavoratori autonomi, casalinghe, operai, etc. etc.) e che vengano anche resi noti i criteri per la formazione del campione (es. equamente rappresentato, o in percentuale). L’indicazione, in calce alla scheda grafica, “con metodo cati – cami – cawi” non soddisfa il superiore requisito anche in considerazione del fatto che il sondaggio non è stato pubblicato sul sito curato dalla Autorità preposta alla corretta informazione e vigilanza, cioè la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria» concludono i legali.

 

«C’è più di un aspetto che non torna in questa storia – aggiunge il presidente del Movimento Ismaele La Vardera -. Il soggetto committente del sondaggio, – evidenzia – ad esempio sarebbe la RTI ed il sondaggio risulta essere stato realizzato dalla Tecnè Srl, considerato che Schifani è di Forza Italia e che RTI appartiene al gruppo Berlusconi, il cui capostipite è il leader politico di Forza Italia risulta evidente che un simile sondaggio, anche in considerazione delle palesi violazioni di legge sulla disciplina che regola in sondaggi, costituisce una palese violazione alle norme sulla par condicio elettorale ed una tentativo di esercitare una illegittima interferenza sulla formazione del libero convincimento degli elettori».

«È chiaro – afferma il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca -, che non resteremo in silenzio ad assistere ai tentativi di condizionare l’opinione pubblica portando avanti una campagna di disinformazione nei nostri confronti. Stiamo segnalando alle autorità competenti le gravi violazioni».