Per non dimenticare Cassarà, Antiochia e Agostino

Ci sono estati che, in Sicilia, non appartengono soltanto alla memoria, ma alla coscienza collettiva. È il tempo in cui riaffiorano le ferite lasciate dalla violenza mafiosa, quella che sembra “uccidere solo d’estate”. Per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato e chi è stato travolto dalla ferocia di Cosa nostra, la Polizia di Stato ha commemorato a Palermo il vice questore aggiunto Antonino “Ninni” Cassarà, gli agenti Roberto Antiochia e Antonino “Nino” Agostino, insieme a Ida Castelluccio, giovane moglie di Agostino, vittima innocente della stessa violenza mafiosa.

Nel 41° anniversario dell’attentato del 6 agosto 1985, alla presenza dei familiari e delle autorità civili e militari, il questore di Palermo, Vito Calvino, ha deposto una corona d’alloro presso la stele dedicata a Ninni Cassarà e Roberto Antiochia.

Cassarà, vicedirigente della Squadra mobile di Palermo, fu tra i protagonisti delle indagini che segnarono una svolta nella lotta a Cosa nostra. Investigatore di straordinaria capacità, collaborò con il pool antimafia e contribuì ad attività investigative che portarono alla raccolta di elementi fondamentali contro l’organizzazione mafiosa. Quel pomeriggio del 1985, mentre rientrava nella propria abitazione dopo una giornata di lavoro, venne sorpreso da un commando mafioso che aprì il fuoco con oltre duecento colpi di kalashnikov.

Per non dimenticare Cassarà, Antiochia e Agostino

Accanto a lui, tra gli uomini della scorta, c’era Roberto Antiochia, giovane agente che, pur essendo libero dal servizio, aveva scelto di accompagnare il proprio dirigente perché consapevole del gravissimo rischio che correva. Tentò fino all’ultimo di proteggerlo, sacrificando la propria vita. Entrambi furono insigniti della Medaglia d’oro al valor civile alla memoria per il coraggio e la dedizione dimostrati fino all’estremo sacrificio.

Invece nel 37° anniversario del loro assassinio, un momento di raccoglimento è stato dedicato anche ad Antonino “Nino” Agostino e a Ida Castelluccio nel luogo dell’eccidio, a Villagrazia di Carini, dove, alla presenza dei familiari e delle autorità civili e militari, è stata deposta una corona d’alloro.

Per non dimenticare Cassarà, Antiochia e Agostino

Il 5 agosto 1989, il giovane agente della questura di Palermo, impegnato in delicate attività investigative, venne ucciso da sicari mafiosi mentre era in compagnia della moglie. Dopo aver colpito Nino, i killer rivolsero le armi anche contro Ida, che aspettava il loro primo figlio. Sposati da poche settimane, videro spezzati insieme i loro progetti di vita da una violenza che non risparmiò una giovane donna innocente né il bambino che portava in grembo.

Custodire la loro memoria e dei caduti significa riaffermare, ogni giorno, i valori di legalità, giustizia e libertà per i quali hanno pagato il prezzo più alto.