Giallo d’estate: L’omicidio del prof Matteo Bottari. Un possibile movente il progetto professionale di Bottari (nona puntata)

Dopo quasi trent’anni dal delitto, la rilettura degli atti all’epoca redatti, effettuata con  un minor coinvolgimento e un certo distacco, ha permesso di focalizzare alcune circostanze che oggi fanno ritenere che, molto probabilmente, vi fu un’altra motivazione, facente parte della medesima pista investigativa, che non fu adeguatamente approfondita, mentre necessitava di ben altre attenzioni.

A questa considerazione si è giunti ponendosi un quesito: “ma se il prof. Giuseppe Longo avesse voluto nuocere al collega Bottari, quale motivo poteva risiedere alla base di questa decisione?” .

Un vantaggio economico fu escluso, una vendetta personale non apparve percorribile perché non vi erano stati veri e propri scontri violenti tra i due, a meno che il gastroenterologo temesse che il Bottari, una volta che egli fu estromesso dalla “corte” del rettorato ed escluso dalle amicizie più strette del Rettore, potesse essere aiutato dal Cuzzocrea  nello sviluppo della sua carriera professionale, fino magari a divenire, addirittura, il capo dello stesso Longo.

E difatti, quest’ultima ipotesi emerse timidamente qualche mese dopo la morte del Bottari quando fu interrogato, il 29/03/1998, dall’Isp. Sup. Salvatore Zanghì, Lorenzo Ferrigno, all’epoca responsabile del centro stampa dell’Università di Messina.

Tale testimonianza può ritenersi, senza ombra di dubbio, una delle più aderenti alla realtà, forse la più genuina, la più cristallina se confrontata con le omertose dichiarazioni dei docenti dell’ateneo, e che qui di seguito si riporta nei passi più significativi:

…Omissis… AD.R.: Circa 15 giorni addietro sono venuto a conoscenza di un diverbio intervenuto  alla fine del 1997 fra il preside della Facoltà di Medicina Prof. Francesco TOMASELLO e il Prof. Longo, in presenza di altri docenti, nel corso del quale quest’ultimo avrebbe strappato delle carte che erano nelle mani del Prof. PURELLO D’AMBROSIO. A tale gesto inatteso del Prof. Longo, il TOMASELLO chiese il motivo della reazione e Longo avrebbe risposto che voleva essere tenuto in maggiore considerazione. Il preside a questo punto lo avrebbe allontanato dalla stanza. Pochi giorni dopo il prof. Longo ha presentato le dimissioni dal Consiglio di presidenza della facoltà, che sono state  accolte all’unanimità. Il Rettore Prof. Diego CUZZOCREA, venuto a conoscenza delle dimissioni e meravigliatosi del fatto che erano state accolte dal consiglio in prima istanza, chiese spiegazioni al TOMASELLO, il quale rispose che non c’era stata nessuna obiezione da parte dei consiglieri e fu irremovibile sull’ipotesi del Rettore di una eventuale ricomposizione della frattura. L’episodio appare tanto  più strano quanto si pensa che nei giorni immediatamente precedenti, il Consiglio di Amministrazione dell’Università aveva deliberato un finanziamento di lire 500 milioni circa, per l’acquisto di attrezzature da destinare al servizio di gastroenterologia diretto dal Prof. Longo. Subito dopo l’episodio di cui sopra il Longo, che prima era uno dei collaboratori più stretti del Rettore, pur non avendo alcun incarico ufficiale nell’ambito del rettorato, venne allontanato. Nonostante ciò il Longo, in particolare dopo l’uccisione del Bottari, è stato notato frequentare, al di fuori dell’ambito universitario, il Prof. Giacomo FERRAU e il Dr. Eugenio Capodicasa, con i quali pare sia andato anche a cena.

AD.R.: Sembra che il Prof. Bottari sarebbe dovuto andare all’inizio del prossimo anno accademico e cioè all’inizio di novembre di quest’anno, presso l’università di Padova, la cui frequentazione avrebbe arricchito il proprio curriculum, facendolo così diventare candidato ideale per la cattedra di professore ordinario che l’Università di Messina avrebbe “chiamato”, nel presupposto dell’unificazione del servizio di endoscopia chirurgica, che nel frattempo si sarebbe dovuto avverare. A questo proposito il Bottari sembra avesse già un accordo con il Prof. STURNIOLO per inserirlo nell’Università di Padova, dove lo stesso tuttora insegna——//

AD.R.: Anche il Prof. Bottari, così come il Longo , era  tenuto in massima considerazione dal RETTORE———–//

AD.R.: Non sono in grado di precisare se tra il Longo ed il Bottari vi fossero stati dei dissidi. …Omissis…

Le dichiarazioni di Ferrigno oggi, come allora, appaiono esaustive sui rapporti all’epoca esistenti tra i membri del Consiglio di Presidenza della Facoltà di Medicina, perché mettono in rilievo il tentativo del Rettore, da lui mai ammesso, di ricomporre la rottura tra il Longo e il Consiglio della facoltà, nonché quella di fornire, tra le righe, una possibile motivazione dell’omicidio.

Il teste, infatti, all’epoca, affermò che, nel Novembre 1998, il Bottari sarebbe dovuto andare presso l’Università di Padova, per specializzarsi, e divenire così “candidato ideale per la cattedra di professore ordinario”.

E’ certo che, una volta che Bottari fosse stato nominato professore ordinario, evidentemente anche in virtù dei rapporti con il Cuzzocrea, sarebbe stato sicuramente richiamato dall’Università di Messina per ricoprire l’incarico di Direttore del neo costituito Servizio di Endoscopia chirurgica, divenendo di fatto il superiore gerarchico del dr. Longo.

La lucida ricostruzione del progetto accademico del Bottari, fatta dal Ferrigno, aveva una sua logica che, nella mente del gastroenterologo, avrebbe potuto provocare l’origine di cattivi pensieri.

Tale attività di specializzazione presso l’ateneo di Padova del Bottari sarebbe stata favorita dal prof. Sturniolo Giacomo Carlo, messinese d’origine e trapiantato in terra veneta, già titolare della cattedra di Gastroenterologia presso l’università peloritana dal 1994 al 1996.

Peraltro, lo Sturniolo era collega del Longo, in quanto entrambi specializzati in gastroenterologia, tanto che nell’Agenda sequestrata al secondo, al momento del suo arresto, il Longo aveva annotati il numero del cellulare personale e i numeri del nosocomio ove lo Sturniolo lavorava.

Quanto riferito dal Ferrigno veniva solo parzialmente confermato dalla vedova Bottari il 05/05/1998, quando, seppur confermando la circostanza della volontà dell’ucciso di conseguire una specializzazione a Padova, riferiva che tale desiderio del marito era motivato solo per migliorare la sua attività professionale privata e non accademica, come se una specializzazione fatta presso un altro policlinico universitario non divenisse un titolo anche in ambito accademico.

Le dichiarazioni della donna appaiono e apparvero un goffo tentativo di sminuire la circostanza e di minimizzare eventuali ragioni di contrasto con il Longo.

Infatti, in ogni dichiarazione rilasciata dalla vedova, ogni circostanza utile da lei riferita all’epoca agli inquirenti, è stato il frutto di contestazioni o solo la comprensione che quello che lei stava per dire era stato già acquisito da noi investigatori.

Insomma, un comportamento che, evidentemente, voleva celare il particolare timore che venisse alla luce qualcosa di compromettente per lei o la sua famiglia, o che ella non voleva apparire come la prima accusatrice dell’eventuale mandante dell’omicidio del marito per paura di eventuali ritorsioni. Qui di seguito si riportano le dichiarazioni rilasciate dalla vedova in quella circostanza:

…Omissis…

Domanda: E’ a conoscenza di progetti di suo marito secondo i quali si sarebbe dovuto recare, nel prossimo mese di novembre, a Padova al fine di seguire dei corsi di specializzazione e accrescere conseguenzialmente il proprio curriculum professionale, ottenendone agevolazioni nell’ambito della sua attività svolta all’interno del locale Policlinico Universitario?

Risposta:  Mio marito aveva effettivamente preso contatti con professionisti di Padova, in particolare con il prof. NORBERTO Lorenzo, endoscopista presso quel centro, il quale a sua volta lo aveva presentato ad altro professore, di cui non ricordo il nome. Devo tuttavia precisare che l’intenzione di mio marito era quella di accrescere le proprie capacità per migliorare soprattutto nel settore privato. Egli infatti voleva specializzarsi anche nel settore delle broncoscopie al fine di sfruttare queste sue capacità soprattutto all’interno di strutture private. Non ritengo che il suo tentativo di ulteriori specializzazioni potessero influire nelle scelte all’interno del Policlinico Universitario né tantomeno ritengo che ciò avrebbe comportato a lui agevolazioni in quel settore o nella sua carriera di docente.

Domanda: E’ a conoscenza di rapporti tra suo marito e il prof. STURNIOLO ?

Risposta: Il prof. STURNIOLO è un medico gastroenterologo, originario di Messina, specializzatosi a Padova e, per ciò che é a mia conoscenza, operante in quel centro. Mio marito conosceva il prof. STURNIOLO e con lui aveva avuto dei rapporti ma tuttavia non credo che avesse intenzione di appoggiarsi allo stesso per effettuare dei corsi o comunque operare degli approfondimenti professionali presso  Padova. …Omissis…

Appare necessario precisare che il prof. Norberto Lorenzo di Padova, indicato dalla Stagno D’Alcontres, era, a quel tempo, Ricercatore presso l’Ateneo Euganeo, specializzato in Chirurgia Toracica.

Quindi, come era ben a conoscenza la donna, appare improbabile che il Bottari si fosse rivolto al ricercatore Norberto, anziché al compaesano Sturniolo, già professore Associato (superiore al Ricercatore) per trovare “spazio” presso quella università.

Peraltro, non vi era alcun motivo che il Ferrigno, in sede di interrogatorio, riferisse cose diverse da quelle da lui direttamente apprese al rettorato.

Alla luce della particolare personalità del Longo, e dei suoi contatti con l’ambiente mafioso messinese e reggino, appare possibile che egli, una volta accortisi che era stato irrevocabilmente allontanato dal Consiglio di Presidenza della Facoltà, che era terminata la sua nomina nel Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo; che il Rettore non voleva più avere alcun rapporto con lui – in ragione anche ai racconti del suo operato fatti al Cuzzocrea dal Purello, dal Tomasello e dal Bottari nella riunione del 3 Gennaio 1998, e verosimilmente riferiti al gastroenterologo dal duo Ferraù-Capodicasa a casa Purello -;  che tra il Longo e Bottari vi era stata la lite tra il 09 e il 10 Gennaio 1998, in cui il primo aveva fatto una soverchieria al secondo, motivo per il quale l’endoscopista avrebbe pensato di rivolgersi a un legale; che il Bottari sarebbe stato “sponsorizzato” dall’Ateneo per divenire il nuovo Dirigente dell’unificato Servizio di Endoscopia Chirurgica, divenendo così il suo capo; abbia deciso di far eliminare l’ingombrante concorrente per quella carica da lui tanto ambita, e parallelamente ricordare ai vertici del Rettorato che egli non poteva essere abbandonato.

Che Longo ambisse a divenire titolare del Servizio di Endoscopia di cui era stato a capo il Bottari, emerge inconfutabilmente da una conversazione intercettata tra il Longo e la sua amante Laganà Adriana, allorquando egli legge alla donna un documento, che vuol far approvare dal Consiglio di Dipartimento, come poi in effetti avvenne, in cui spiega le ragioni affinché il servizio diretto dal defunto Bottari passi nelle sue mani:

Trascrizione della conversazione tra presenti, registrata in ambientale, sulla bobina nr. 1 marca Sony DAT delle ore  21.34 del 02/03/1998 avvenuta all’interno dell’abitazione del Prof.  Longo Giuseppe sita in questa Via Nazionale Km 17,500 località Gesso. La conversazione avviene tra Longo Giuseppe e LAGANA’ Adriana, che vengono rispettivamente indicati con le lettere L e A.

…Omissis…

L: e perché….. tu, tu nascondi la verità agli investigatori (sarcasticamente detto)

A: io… no…. quella è la mia vita…. riguardava  quel periodo….riguardava la mia vita privata e quindi a loro gliel’ho spiegato che a loro la mia vita privata non gli interessa. Sono stata così categorica che questi sicuramente hanno pensato che avessi qualcosa da nascondere, riguardo la mia vita privata, ma ad un certo punto….. meglio così anziché se si sa la realtà…. guarda sarei morta…. sarei morta.

L: per me quando mi chiameranno, può essere pure che a  questo punto neanche mi chiameranno o sapendo i nostri rapporti

A: no, felici, il Professore Longo ed il Professore Bottari felici erano, erano felici di collaborare, io ho specificato, perché loro mi hanno chiesto: ma l’uno preponderava sull’altro? Gli ho detto no, infatti c’era il Professore Longo non ha potuto, cioè non poteva assorbire la cosa, era una….. o bene o male, gli ho detto non… per assorbire perché non è….. non è pertinente lui sulla materia….. si è montato di testa…… CRETINO CHIEDIMI SCUSA, CHE TI HO FATTO UN ALIBI PER LA … LA… LA… COSA…. IGNORANTE

L:    MA IO SONO….. (INC.)…..

A: non si presenta questa cosa….. mettila in culo a PRACANICA (lunga risata)…… a PRACANICA. Ma quanto sei cretino (ndr. PRACANICA è il professore che in atto sta sostituendo il prof. Bottari nel Servizio di Endoscopia)

L: ma….

A:           non la presentare…..vuoi sentire me….. presentala tra un mese, non la presentare ora

L:            ma io me ne fotto, mi chiamano, io gli dico ma che volete da me….. io non so nulla ora…. ora perché quello è morto. Anzi dovrebbero farlo in memoria del defunto, per l’affetto che avevo per lui: c’è la lettera qui

A: ….(inc.)….

L: la leggo io.

A questo punto il Longo inizia a leggere all’amante il documento che era stato preparato che, per comodita’ di lettura, verra’ scritto in stampatello.

L: “ IL CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO HA PRESO IN ESAME LE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE UNITA’  OPERATIVE DI ENDOSCOPIA, ALLA LUCE DELLA NOTIZIA PERVENUTACI CIRCA LA DECISIONE ADOTTATA DAL DIRETTORE GENERALE PRESSO LA FACOLTA’ DI DIVISIONE GENERALE, DI AFFIDARE AD INTERIM LA DIREZIONE DI UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA ENDOSCOPICA, GIA’ DIRETTA DAL PROFESSORE MATTEO Bottari…..

A: ……ad interim che intendi provvisorio?

L: ad interim cioè…(inc.)…

A: eh…. si

L: DAL PROFESSORE G. PRACANICA DIRETTORE DI OMONIMA UNITA’ OPERATIVA DELLA A.U.S.L.. PREMESSO CHE L’UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA ENDOSCOPICA, GIA’ SERVIZIO AUTONOMO DI ENDOSCOPIA DIGESTIVA NELLA PRECEDENTE CONVENZIONE UNIVERSITARIA, NASCE E SI SVILUPPA NELL’AMBITO DEL DIPARTIMENTO DI  MEDICINA INTERNA E TERAPIA MEDICA NEI CUI LOCALI PRESENTA MATERIALMENTE ALLOCATA, CHE A TALE DIPARTIMENTO AFFERIVA IL PROFESSORE MATTEO Bottari, PRIMA DA RICERCATORE DI MEDICINA INTERNA E SUCCESSIVAMENTE PROFESSORE ASSOCIATO DI DIAGNOSTICA E TERAPIA ENDOSCOPICA, CHE ALLO STESSO DIPARTIMENTO APPARTIENE IL DR. SOCRATE PALLIO, TECNICO LAUREATO CON FUNZIONI ASSISTENZIALI CHE HA SEMPRE CUADIUVATO IL PROFESSORE Bottari E CHE OGGI DEGNAMENTE CONTINUA L’ATTIVITA’. PREMESSO ANCHE CHE SU PROPOSTA DEL DIPARTIMENTO…. FATTO SUO

A: … fatto?

L: suo, no!.. DALLA FACOLTA’… DOV’ERA ARRIVATO DALLA FACOLTA’ DI MEDICINA E DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’UNIVERSITA’, SI  E’ DA TEMPO FORMALIZZATA, FORMALIZZATO, UNO STRETTO CONNUBBIO ASSISTENZIALE SCIENTIFICO DELLA UNITA’ OPERATIVA MALATTIE DEL FEGATO E APPARATO DIGERENTE DIRETTO DAL PROFESSORE G. Longo, LABORATORIO DI BIOLOGIA GENERALE DIRETTO DAL RESPONSABILE PROF. G. Longo E DELLA UNITA’ OPERATIVA DI TERAPIA ENDOSCOPICA, CHE SONO STRATI INDIVIDUATI FRA I LOCALI PRESSO IL PADIGLIONE “ A “ DEL POLICLINICO DOVE DOVRA’ (INC.)….. E TRASFERIMENTI IN ESSI.

A: …..il Prof. Giovanni RAIMONDO responsabile di che?

L: del laboratorio

A: io glielo ho fatto scrivere questo coso, ,però dicendo che era responsabile, il Direttore responsabile che eri tu, Prof. Longo

L: …(inc.)…

A: ….. non mi andava…..

L: DELLA FACOLTA’ PREVISTA NEI PROSSIMI MESI NON APPENA SARANNO COMPLETATI I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE RIGUARDO …(INC.)…. DEL LABORATORIO DI ENDOSCOPIA, FINANZIATO DALL’UNIVERSITA’ E CONTROLLATA DALL’ALTO. PREMESSO ANCORA CHE NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO DI FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA DEL 12 FEBBRAIO , NEL CORSO DEL QUALE SONO STATE AFFIDATE LE RESPONSABILITA’ ..(INC.)…. DELLE UNITA’ OPERATIVE, IL SIGNOR PRESIDE CHIEDEVA AL DIPARIMENTO DI MEDICINA INTERNA NELLA PERSONA DEL SUO DIRETTORE FAMULARI UNA PROPOSTA SUL COME GESTIRE UNA UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA ENDOSCOPICA, RIMASTA TRAGICAMENTE ORFANA DEL SUO DIRETTORE, IL CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO, ALL’UNANIMITA’, RITIENE CON DECISIONE DI UN INTERIM PRESA NELLA IMMEDIATEZZA DELL’OMICIDIO DEL POVERO PROF. Bottari, CHE AVREBBE AVUTO UN SIGNIFICATO DI ATTENZIONE PARTICOLARE E DI GARANZIA NEI CONFRONTI DI UNA UNITA’ OPERATIVA IMPROVVISAMENTE DECAPITATA E DEI COLLABORATORI IMPEGNATI A CONTINUARE L’ATTIVITA’ IN CONDIZIONI PSICOLOGICHE PARTICOLARMENTE DRAMMATICHE, A DISTANZA DI CIRCA DUIE MESI DALL’EVENTO QUANDO IL SERVIZIO FUNZIONA REGORLAMENTE IN TERMINI DI NUMERI E QUALITA’ DI PRESTAZIONI, ED ALTRI HANNO GARANTITO APPOGGIO MATERIALE E MORALE AGLI OPERATORI TUTTALPIU’ CHE NON SI è RITENUTO DI DOVER SENTIRE LE OPINIONI IN  MERITO DEL DIRETTORE E DEI DOCENTI DEL DIPARTIMENTO MEDICINA INTERNA, DEI COLLABORATORI E ANCHE SE SOLO PER UNA QUESTIONE FORMALE QUELLA DEI FAMILIARI DEL DEFUNTO PROF. Bottari. PER QUANTO RIGUARDA LA SCELTA DEL DOCENTE A CUI  CONFERIRE L’INTERIM DELLA UNITA’ OPERATIVA, IL CONSIGLIO DIPARTIMENTO MEDIANTE IL PROF. G. PRACANICA SIA UN OTTIMO ENDOSCOPICO…(INC.)….. MA CHE LO STESSO APPARTENGA AD ALTRA STRUTTURA PRETTAMENTE CHIRURGICA ANCHE FISICAMENTE DISTANTE DA QUELLA DEL DIPARTIMENTO CHE NOTORIAMENTE I SUOI RAPPORTI CON IL PROF. Bottari NON FOSSERO IDILLIACI, TUTTI RICORDERANNO I BATTIBECCHI IN FACOLTA’ E LE ISTANZE

A: mizzica…presentaglielo…(risata)… così lo arrestano subito a quello…(si riferisce al Prof. PRACANICA)

L: …e invece il Prof. PRACANICA…. che me ne sto fottendo… ma se non lo fa il consiglio, lo faccio io…. con lettera personale. E COME ABITUALMENTE TALE TIPO DI RAPPORTI SI TRAMANDA INEVITABILMENTE AGLI ALLIEVI CHE ANCORA IL TIPO DI ATTIVITA’ENDOSCOPICA ESERCITATA DAL PROF. PRACANICA NON COMPRENDE ORDINARIAMENTE LA PATOLOGIA DELLE VIE BILIARI A DIFFERENZA DEL PROF. Bottari E DEI SUOI ALLIEVI. TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO IL CONSIGLIO DIPARTIMENTO E MEDICINA INTERNA E TERAPIA MEDICA NON RITIENE UTILE L’AFFIDAMENTO AD INTERIM DELLA DIREZIONE DELLA UNITA’ OPERATORIA DI CHIRURGIA ENDOSCOPICA

A: ….(inc.)….

L: IL CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO NON RITIENE UTILE L’AFFIDAMENTO AD INTERIM DELLA DIREZIONE…..

A: ma tu, tu sei portavoce del Consiglio del Dipartimento?

L: no, ma…. devo parlare con SQUADRITO per farlo come Consiglio… ALL’UNANIMITA’ CHIEDE AL MAGNIFICO RETTORE, DIRETTORE GENERALE E PRESIDE DI FACOLTA’ DI SOSPENDERE LA DECISIONE, PROPONE ALTRESI’ DI DISATTIVARE TEMPORANEAMENTE LA SUDDETTA N.O. DIMENSIONANDO LA STRUTTURA INTERNA DELLA UNITA’ OPERATIVA NELLA STRUTTURA INTERNA DELL’APPARATO DIGERENTE, RIDUCENDO ALTRESI’ I POSTI LETTO IN DAY HOSPITAL AD ESSO ASSEGNATI DA QUATTRO A DUE. TALE PROPOSTA A PARERE DEL CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO GARANTISCE LA CONTINUITA’E LA QUALITA’ DELLE PRESTAZIONI ALL’ATTUALE IMPEDIMENTO DEL DECRETO DEL PROF. Bottari IN UN CONTESTO SPECIALISTICO MEDICO ASSISTENZIALE E DI RICERCHE AD ESSE CONGENIALE NEL SOLCO… UN ANNUARIO PROGETTO DI SVILUPPO NELL’APPROCCIO DELLE MALATTIE DELL’APPARATO DIGERENTE CHE LO STESSO PROF. Bottari AVEVA TRACCIATO…

…Omissis…

Appare evidente che il documento letto e redatto dal Longo, che egli intendeva far passare come ideato e redatto dal Consiglio di Dipartimento, aveva l’intento di richiedere, così come poi avvenne, che il servizio di Endoscopia diretto dal defunto Bottari venisse annesso al reparto di cui il Longo era primario, determinando un concentramento di tutta la relativa attività sanitaria e amministrativa in capo allo stesso gastroenterologo.

Difatti, di tale documento ne parla anche la vedova Bottari, nel suo verbale del 05/05/1998, allorquando così si esprime su tale argomento:

…Omissis…

Domanda: E’ a conoscenza di chi sia stato il successore di suo marito nella Direzione del Servizio di Endoscopia ?

Risposta: Immediatamente dopo la morte di mio marito, vi é stato evidentemente la necessità di individuare un responsabile del Servizio di Endoscopia, ciò anche perché PALLIO Socrate, che probabilmente é il più anziano tra coloro che collaboravano con il mio consorte, ha soltanto la qualifica di tecnico e pertanto non può assumere tale responsabilità. Per tale motivo, anche in considerazione del fatto che non potevano essere adeguatamente assicurate le necessarie reperibilità, venne scelto nel prof. PRACANICA colui che avrebbe assunto tale responsabilità. Ciò tuttavia durò per poco tempo in quanto, nel corso di una riunione del Dipartimento della Clinica Medica II^, fu letto un documento predisposto dal prof. SQUADRITO nel quale si evidenziava l’inopportunità che il PRACANICA, proveniente dalla Clinica Chirurgica, dirigesse un servizio interno alla Clinica Medica. Per tale motivo si concludeva sottolineando come sarebbe stato più naturale che il servizio non fosse più diretto dal PRACANICA e che restasse all’interno della Clinica Medica (ndr. Sotto l’egida del Longo) sopprimendo l’autonomia che il Servizio aveva goduto sotto la direzione di mio marito. Tengo a precisare che tutte le suddette informazioni mi sono state riferite da persone che operano all’interno del Policlinico e quindi non sono il risultato di mie conoscenze dirette e pertanto vanno adeguatamente verificate.

…Omissis…

E’ possibile che le circostanze sopra evidenziate possano aver originato nella mente criminale del medico messinese la determinazione di richiedere un così grave delitto nell’ottica di una più ampia strategia omicida, il cui vero destinatario del messaggio intrinseco non era certo il prof. Bottari?  E’ un quesito per il quale non vi è ancora risposta certa.

Non vi è dubbio, come già detto, che l’obiettivo primario del prof. Longo era di conquistare la direzione del Dipartimento delle malattie dell’apparato digerente, che albergava nella sua mente sin dal 1995, sogno che sarebbe stato irrimediabilmente infranto se il Bottari lo avesse scavalcato professionalmente, con la complicità dei vertici del Rettorato.

Pertanto, nelle ragioni che avrebbero ipoteticamente portato il Longo alla sua decisione omicidiaria, vi era anche un altro motivo e cioè quello di dare un segnale forte al Rettore – prof. Diego Cuzzocrea – che aveva sancito, di fatto, la sua esclusione anche dalla candidatura al Senato Accademico per la quale era stato preferito il prof. Oscar Ferraù, fratello del pro-Rettore.

Senza voler menzionare il desiderio del Longo di assicurarsi la gestione dell’appalto per la ristrutturazione del padiglione “A” ove avrebbe dovuto insediarsi il Servizio di Endoscopia del Bottari e i due reparti del Longo e del Raimondo.

Alla luce di quanto sopra, un appunto che, a posteriori, potrebbe muoversi agli investigatori e ai magistrati è quello che né il prof. Sturniolo né il prof. Norberto sono stati interrogati per chiedergli delucidazioni su tale circostanza.

Forse dalle loro dichiarazioni potevano emergere ulteriori elementi per far piena luce sul delitto.

 

CONTINUA…