Messina non sarà Capitale del Mare 2026. Russo: È il fallimento della politica dei piccoli interventi di Basile

Messina – «La notizia del riconoscimento alla città di Ravenna del titolo di “Capitale del Mare 2026” non è solo una delusione per Messina, ma la certificazione del fallimento strategico dell’amministrazione uscente Basile sulle politiche del mare».

A dichiararlo è Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra a Messina. «La città raccontata fino a oggi è frutto di uno storytelling intriso di molta retorica e che tende a nascondere insuccessi», aggiunge la Russo.
Mentre altre città costruiscono sistemi turistici integrati, la città dello Stretto si ritrova a guardare dal basso e a rincorrere, pagando il prezzo di una gestione basata sull’apparenza e non sulla sostanza. «Non basta installare qualche doccia sulle spiagge — spesso prive di erogazione idrica, rimarca la Russo — o posizionare qualche pianta per definirsi una città a vocazione marittima».

La “beffa” di Ravenna dimostra che il Ministero e le commissioni valutatrici non cercano il “maquillage” dell’ultimo minuto, ma progetti strutturali che tengano in considerazione la vocazione marittima di una città. «E che Messina non abbia mai sfruttato a fondo la sua vocazione lo dimostrano i dati prodotti la scorsa settimana dal settore della cantieristica navale, in crisi da oltre un decennio», spiega la consigliera comunale del Pd.

«Non si può pensare di vincere sfide nazionali con interventi spot. Serve un sistema che metta a rete l’intero litorale, oltre 56 km di costa, da Giampilieri e Briga fino a Orto Liuzzo e Ponte Gallo, trasformando chilometri di costa in un asset economico e turistico reale. E partendo da quelle porzioni di territorio in cui è impedito l’accesso alla spiaggia», aggiunge la Russo.

«Messina possiede una risorsa naturale unica, il “suo” mare, che però resta chiuso in un cassetto o limitato a slogan elettorali. Per competere a certi livelli servono infrastrutture primarie come servizi idrici e fognari efficienti su tutto il litorale, accessibilità, un sistema costa che presenti una visione unitaria senza zone di serie A e zone abbandonate a se stesse, come nel caso di Mortelle, di Contesse, della balneabilità di Maregrosso», aggiunge la candidata sindaca di Messina della coalizione riformista di centrosinistra.

A proposito di politiche del mare, queste sono le proposte inserite nel nostro programma:

 

Il Masterplan del Litorale (Da Santa Margherita a Mortelle)

 

  • Unificazione dei Servizi: Superare la frammentazione degli interventi. Creazione di un distretto turistico unico che garantisca standard di pulizia, illuminazione e sicurezza per l’intero litorale.

 

 Mobilità e Accessibilità “Mare-Centrica”

 

  • Park & Ride del Litorale: Creazione di aree di sosta di scambio strategiche a Santa Margherita, Tremestieri e Ganzirri, collegate con navette elettriche frequenti verso le spiagge.

Il borgo come identità, non come parcheggio

 

Invece di limitarsi a gestire il caos viario estivo, il progetto deve puntare su:

  • Brand dei Borghi marinari: Ogni borgo deve avere un’identità curata (arredo urbano coerente, segnaletica che racconta la storia della marineria locale, illuminazione a basso impatto).
  • Torre Faro hub di accoglienza: Non deve essere solo il punto più a nord, ma il centro di un sistema di “turismo lento” che integra il Lago di Ganzirri e lo Stretto in un unico ecosistema protetto.

 

Pesca-Turismo: Da attività di nicchia a pilastro economico

Il pesca-turismo è la chiave per destagionalizzare il mare. Se Ravenna punta sulla “Capitale del Mare”, Messina deve puntare sull’autenticità del pescatore e sul rispetto delle tradizioni, come la secolare pesca del pesce spada dello Stretto:

 

  • Sportello Unico per la Pesca-Turismo: Semplificare drasticamente l’iter burocratico per i pescatori che vogliono ospitare turisti a bordo. Oggi, molti rinunciano per la burocrazia asfissiante e perché lasciati soli.
  • Fish-Market & Showcooking: Creare punti di valorizzazione del pescato locale (il pesce azzurro, la ricciola, ecc.) direttamente nei borghi, trasformando il momento dello sbarco in un’esperienza culturale per il turista.
  • Musei diffusi: collegare e creare un “circuito museale” che va dal Parco Horcynus Orca fino al Museo Regionale Mu.Me passando per i forti Umbertini.

Economia del Mare e Rigenerazione Urbana

  • Hub della Nautica e dei Servizi: Incentivi per la riqualificazione dei cantieri e la creazione di porticcioli turistici eco-sostenibili che non siano semplici parcheggi per barche, ma centri di servizi e ristorazione.
  • Ripascimento e Protezione: Un piano serio di difesa della costa contro l’erosione, basato su studi tecnici d’avanguardia, per recuperare metri di spiaggia preziosi che oggi stiamo perdendo nell’indifferenza generale.

 

Messina “Smart Water City”

  • Digitalizzazione dell’offerta: Un’unica piattaforma digitale per la prenotazione di servizi, trasporti e discovery dei borghi marinari, per presentare Messina al mondo come un sistema turistico organizzato e non come un insieme di lidi isolati.