Lega e M5S. Il tutto e il contrario di tutto. Pagano i risparmiatori

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Abbiamo visto un Matteo Salvini con la maglietta “No euro”, poi abbiamo sentito un Matteo Salvini che dichiarava “Mai detto di voler uscire dall’euro; abbiamo sentito un Beppe Grillo che urlava “Non ho mai detto di uscire dall’euro” e un Beppe Grillo che dichiarava “Il problema vero non è uscire dall’euro, è uscire il più velocemente possibile”.

 

Non ci sono due Matteo e due Beppe. Sono le stesse persone che hanno detto tutto e il contrario di tutto. Credibilità? Zero.

Fidarsi? No! Altrettanto, non si fidano i mercati e ci rimettono i risparmiatori che vedono diminuire il valore dei loro investimenti.

Salvini e Di Maio hanno proposto Paolo Savona come ministro dell’Economia e delle Finanze. Savona è l’esatto contrario di quanto sbandieravano Lega e M5S: non è eletto, non è un politico, è l’espressione del cosiddetto “establishment” che i due partiti dicono di combattere. Il tutto e il contrario di tutto.

Savona è la sintesi, il Dna, dice Giorgetti, braccio destro di Salvini, della proposta Lega-M5S. Bene, cosa dice questo Dna giallo-verde sull’euro?

Savona dichiara che non vuole uscire dall’euro, ma afferma che l’euro è una gabbia e che occorre un piano B di uscita, indicato nella “Guida pratica all’uscita dall’euro” da lui predisposta. Si paventa l’uscita dall’euro nel giorno di venerdì, a mercati chiusi, con il blocco delle operazioni bancarie, il che significa bancomat chiusi, la riconversione dei depositi bancari da euro in lire, ma con una svalutazione media del 20%. Lega, M5S e Savona, non hanno detto di non voler uscire dall’euro? E’ il tutto e il contrario di tutto.

 

Una volta al governo, Lega e/o M5S, potrebbero attuare un programma diverso da quello presentato agli elettori. Il tutto e il contrario di tutto, come hanno già fatto.

Su questi due partiti ci viene in mente l’aforisma: buoni a nulla, capaci di tutto. A spese del cittadino risparmiatore.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc