Restano ancora sospese le attività di volo a Catania per l’emergenza cenere lavica dell’Etna. SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e dell’emissione di cenere vulcanica la chiusura degli spazi aerei è stata estesa al settore B3 e che sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all’aeroporto di Catania fino alle 2 di notte del 14 agosto.
Tutti i giornali locali e nazionali descrivono con dovizia di particolari il caos che si è venuto a creare con la chiusura forzata dell’aeroporto di Catania a causa delle continue e spettacolari eruzioni dell’Etna.
Turismo in tilt, vacanze rovinate, sciacalli che approfittano dell’emergenza per sposamenti automobilistici a prezzi esorbitanti, viaggi in treno con reminiscenza dei “carri bestiame”, politici e responsabili della protezione civile che discutono del piano “B”… cose tutte reali e verissime!
Qualcuno, in questa generale confusione, è dovuto andare a Catania a prelevare, alle 03,30 di martedì, dei parenti giunti da Trapani in pullman ove era stato dirottato l’aereo proveniente da Londra, dopo due giorni di rinvii.
Mentre il tizio cercava il contatto telefonico tramite cellulare per indicare il punto esatto dell’incontro, stando in macchina, sentiva le voci di sdegno e di rabbia, in salsa britannica.
Fra le tante imprecazioni, ne riporta due molto eloquenti: “Never again a holiday in Sicily” (Mai più una vacanza in Sicilia) e: “Sicily? Never again!” (Sicilia? Mai più!).
Lettera firmata
P.S.
Musumeci: “A Catania è fuori posto l’aeroporto, non il vulcano”
