Messina al voto – Domenico “Mimmo” Guerrera è nato a Messina in una famiglia di umili origini contadine che mi ha trasmesso fin da giovane i valori del lavoro, dell’impegno e della serietà. Nel 1973 ha conseguito il diploma di Geometra e, dal 1976, è iscritto al Collegio dei Geometri della provincia di Messina.
Da oltre cinquant’anni svolge con dedizione l’attività professionale nel settore dell’edilizia privata, operando come progettista e direttore dei lavori. Nel corso della lunga esperienza ha collaborato con i principali professionisti e le più importanti imprese del territorio, maturando competenze consolidate nella gestione di interventi edilizi complessi.
“Ho inoltre diretto cantieri regionali, anche presso diverse parrocchie, contribuendo alla realizzazione di opere di interesse sociale e comunitario. Sono esperto in pratiche catastali e rilievi topografici e svolgo attività di consulente tecnico per la Commissione Tributaria e per il Tribunale di Messina, incarichi che testimoniano la fiducia e la credibilità professionale costruite negli anni. Il mio impegno per la città si è tradotto anche in un percorso amministrativo: sono stato eletto al Consiglio Comunale nel 2005 e nel 2008, ricoprendo incarichi di rilievo, tra cui quello di Presidente della Commissione Urbanistica, ruolo nel quale ho contribuito attivamente alle scelte di pianificazione e sviluppo del territorio. Ho fatto parte del Consiglio di Amministrazione della società “Patrimonio S.p.A.”, incarico dal quale mi sono dimesso volontariamente, confermando sempre la mia autonomia e correttezza istituzionale”.

Alle prossime Elezioni Amministrative del 24 e 25 maggio 2026 si candida nella lista civica Marcello Scurria sindaco
Domenico, dopo una pausa elettorale, è di nuovo in pista per la conquista di un seggio al Comune di Messina: da dove riparte?
Riparto dalle persone, prima ancora che dai programmi. Riparto da quel rapporto umano e professionale costruito in oltre 50 anni di lavoro sul territorio, fatto di fiducia, rispetto e risultati concreti. Ho conosciuto migliaia di cittadini, ascoltato problemi veri e cercato soluzioni pratiche. Non torno per ambizione personale, ma per spirito di servizio: oggi ho più tempo, più esperienza e la stessa determinazione di sempre. Voglio mettere tutto questo al servizio della città.

C’è un episodio in particolare che l’ha spinta a candidarsi?
Non c’è un singolo episodio, ma una somma di segnali che negli ultimi anni sono diventati impossibili da ignorare. Immagino una Messina moderna e dinamica che non ha nulla da invidiare a città più efficienti e vivibili. Ho sentito il dovere di rimettermi in gioco perché criticare da fuori è facile, ma contribuire da dentro è una responsabilità.
Da cosa nasce la passione?
La passione nasce da lontano, sin da quando ero ragazzo. È cresciuta insieme al mio lavoro e al mio legame con il territorio. Per me la politica non è mai stata una carriera, ma una forma di impegno civico, quasi un dovere morale. È la voglia di migliorare la propria città, di lasciare qualcosa di positivo alle future generazioni. Questa passione non si è mai spenta, anzi oggi è ancora più consapevole e concreta.

Sua moglie e i suoi figli che ne pensano?
La mia famiglia è sempre stata al centro della mia vita e delle mie scelte. Hanno vissuto con me ogni fase del mio percorso e conoscono bene i sacrifici che la politica comporta. Nonostante questo, mi sostengono con convinzione, perché sanno che il mio impegno nasce da valori autentici. Oggi i miei figli sono grandi e indipendenti, e questo mi consente di dedicarmi con maggiore serenità alla vita pubblica, senza togliere nulla agli affetti più importanti.
I cittadini hanno scarsa fiducia verso la politica: quale deve essere il ruolo della politica?
La politica deve tornare a essere guida, non teatro. Deve ascoltare, decidere e risolvere. Deve tornare a essere credibile, concreta e utile. Basta litigi continui: i cittadini vogliono risposte su servizi, lavoro, decoro urbano. Occorre uscire dai palazzi e tornare tra la gente e ascoltare, decidere e risolvere problemi reali, non alimentare polemiche sterili. I cittadini non chiedono miracoli, ma serietà, chiarezza e risultati.
Come non disperdere il rapporto con i cittadini?
Con la presenza costante e con l’ascolto vero. Il rapporto con i cittadini non può esaurirsi durante la campagna elettorale: deve essere quotidiano. Io ho sempre lavorato così, mantenendo un contatto diretto e sincero con le persone. Bisogna creare fiducia, e la fiducia si costruisce con coerenza, disponibilità e risposte concrete nel tempo.

Perché il progetto “De Luca – Basile” non la convince?
Perché non mi riconosco in una visione troppo centrata sulle figure singole. Io credo in una politica partecipata, collegiale, dove le idee contano più delle persone e dove il confronto è una ricchezza. Inoltre, non condivido i toni spesso esasperati: la politica non deve essere spettacolo, ma lavoro serio e responsabile. Serve equilibrio, capacità di ascolto e rispetto delle istituzioni.
Il miglior consiglio che potrebbe dare a Marcello Scurria?
Marcello è un ottimo amministratore, lo ha dimostrato negli anni, non lo scopriamo oggi. L’unico consiglio che mi sento di dare al Marcello politico è di concentrarsi maggiormente sui programmi e sulla visione della città. I cittadini oggi hanno bisogno di capire dove si vuole portare Messina nei prossimi anni, quali sono le priorità e quali soluzioni concrete si intendono adottare. Le polemiche lasciano il tempo che trovano: è sui contenuti, sulle idee e sulla capacità di costruire un progetto credibile che si misura la qualità della politica. Servono proposte chiare, realizzabili e una visione condivisa che guardi al futuro della città.

Sbaraccamento: perché è diventato uno scontro invece che un’opportunità?
Perché si è trasformato un tema serio in una battaglia ideologica. Lo sbaraccamento dovrebbe essere una priorità sociale condivisa, non un terreno di scontro politico. Parliamo di dignità abitativa, di famiglie che aspettano risposte da anni. Serve massima concretezza e rispetto per ogni cittadino coinvolto. Se affrontato con serietà, può diventare una grande occasione di rinascita urbana e sociale per Messina.

Crisi economica e chiusura delle attività: priorità e soluzioni?
La priorità è creare lavoro vero. Bisogna sostenere le imprese locali, ridurre la burocrazia, incentivare chi vuole investire e valorizzare le risorse del territorio, a partire dal turismo e dal commercio. Servono regole chiare e certe, non possiamo più limitarci a interventi tampone: serve una visione di sviluppo. Messina ha grandi potenzialità, ma devono essere messe a sistema con serietà e programmazione.

Legalità e trasparenza: i cittadini hanno un ruolo?
Sì, ed è fondamentale. La legalità non può essere delegata solo alle istituzioni. I cittadini devono essere attenti, informati e partecipi. Quando i cittadini smettono di vigilare, si crea spazio per opacità e cattiva gestione. Una comunità vigile è il primo presidio di legalità. La trasparenza deve essere un valore condiviso.
Giovani e fuga dei cervelli: cosa fare?
Dobbiamo offrire prospettive concrete. I giovani non vanno via per scelta, ma per necessità. Serve creare opportunità di lavoro, investire nell’innovazione, favorire il lavoro agile e rendere la città attrattiva anche per professionisti esterni. Messina deve diventare un luogo dove costruire il proprio futuro, non da cui scappare.

Che responsabilità ha oggi l’informazione?
L’informazione ha una responsabilità enorme nel formare l’opinione pubblica. Deve raccontare i fatti con equilibrio, approfondire i temi e aiutare i cittadini a comprendere davvero ciò che accade. Evitare di alimentare solo lo scontro è fondamentale per restituire dignità al dibattito pubblico.
Un messaggio ai lettori: quale gesto concreto per il riscatto della città?
Il primo passo è non essere indifferenti. Partecipare, informarsi, votare con consapevolezza. Anche piccoli gesti, come segnalare un problema o partecipare a un dibattito, fanno la differenza. Il cambiamento non arriva dall’alto: nasce dall’impegno quotidiano di ciascuno di noi. Messina può crescere davvero solo se tutti remiamo nella stessa direzione.

Conclusione
La mia candidatura nasce da un’idea semplice ma forte: rimettere al centro Messina e i messinesi. In un tempo in cui la politica rischia di perdersi tra polemiche, personalismi e promesse irrealizzabili, io credo serva tornare all’essenza dell’impegno pubblico: serietà, competenza e responsabilità.
Metto a disposizione della città oltre 50 anni di esperienza sul campo, maturata lavorando ogni giorno a contatto con le persone, non porto slogan, ma un metodo: quello del lavoro, dell’onestà e della coerenza. Un metodo che mi ha sempre contraddistinto e che intendo portare anche dentro le istituzioni.
Messina ha bisogno di una visione chiara e condivisa: una città più attenta ai bisogni dei cittadini e più capace di cogliere le opportunità del presente.
Serve un cambio di passo, ma soprattutto un cambio di mentalità: meno divisioni, meno protagonismi, più collaborazione e spirito di servizio. La politica deve tornare ad essere uno strumento al servizio della collettività, non un fine personale.
Ai cittadini dico: non arrendiamoci all’idea che nulla possa cambiare. Messina ha tutte le potenzialità per crescere e migliorare, ma ha bisogno dell’impegno di tutti. Io sono pronto a fare la mia parte, con umiltà e determinazione.
Insieme possiamo costruire una città più giusta, più dinamica e più vicina alle esigenze di chi la vive ogni giorno. Questo è l’impegno che prendo, con serietà e con il cuore.
