Ora che la ministra del Turismo si è dimessa, il governo dovrà sostituirla con altra persona. Considerando l’attività in sè che è stata svolta…. crediamo che se il ministro e il ministero non ci fossero stati, a parte il presenzialismo della sen. Santanché, nessuno se ne sarebbe accorto. Per un semplice motivo: l’Italia non ha bisogno di un simile ministero perché non esiste e ha poco senso una politica nazionale in materia, considerato che poi le singole regioni svolgono altrettanta funzione in Italia, in Europa e nel mondo.
Nel 1993, tra l’altro, gli italiani decisero con un referendum l’abrogazione di tale ministero e, negli anni fino a quando non fu deciso di reintrodurlo, l’Italia ha registrato continui aumenti del turismo, in persone in arrivo, incremento di attività e posti di lavoro, nonchè introiti fiscali. Tant’è che oggi siamo in piena fase di ripensamento visto che, pur con tanto di ministero in questi ultimi anni che avrebbe dovuto fare una politica razionalizzatrice su tutto il territorio nazionale, soffriamo di overtourism. Non solo. Per esempio, uno dei grossi problemi del turismo che oggi compromette la vivibilità delle città e non solo, gli affitti brevi, le poche politiche decise in merito con una certa speranza di effetto, sono quelle decise dalle regioni, con tanto di governo nazionale che le impugna per presunta mancanza di competenze delle regioni stesse. Mentre il ministero nazionale è li che non fa nulla.
Per alcune cose burocratiche e rappresentative (Ue, per esempio), allo stato dei fatti, crediamo sarebbe più che sufficiente uno specifico dipartimento presso la presidenza del consiglio dei ministri.
Tanti soldi risparmiati con potenziali risultati economici e politici migliori.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
