“Le immagini che arrivano da Niscemi sono devastanti: un pezzo di paese è letteralmente crollato. E arrivano poche ore dopo quelle, altrettanto drammatiche, delle mareggiate e delle infrastrutture cancellate in Sicilia, Calabria e Sardegna dopo il ciclone Harry”. Lo dichiara Annalisa Corrado, europarlamentare PD/S&D e Responsabile conversione ecologica del PD.
“Di fronte a questa emergenza non solo il sistema mediatico, ma l’intero Governo Meloni ha voltato lo sguardo dall’altra parte. E infine la montagna ha partorito un topolino: il “segnale forte” arrivato dal Consiglio dei ministri sono 100 milioni di euro da dividere tra tre regioni, quando nella sola Sicilia i danni già stimati superano il miliardo e mezzo. Una presa in giro”.
“Parliamo dello stesso governo che si è accontentato di fare il compitino sul Piano nazionale di adattamento alla crisi climatica, per poi non metterci un euro e scegliere di non renderlo operativo in nessuna misura. Capisco che per un esecutivo pieno di negazionisti climatici investire sull’adattamento sia scomodo, ma è esattamente ciò di cui il Paese ha bisogno”.
“Servono infrastrutture contro la siccità e il dissesto idrogeologico, serve ricostruire e rafforzare i territori devastati da erosione e cementificazione. Serve agire ora, altro che Ponte. Chiediamo subito lo stop alle tasse nel 2026 per famiglie e imprese colpite, rinviandole almeno al 2027, e che le risorse destinate al Ponte sullo Stretto vengano utilizzate per ripristinare le infrastrutture danneggiate”.
“Come diciamo inascoltati da anni, prevenire costa molto meno che riparare: ogni euro investito in prevenzione ne risparmia quattro o cinque in danni. È ora di smettere di sprecare risorse pubbliche. È ora di fare sul serio”.
