Chiacchiere da bar – A me pare che le tante ipotesi sull’omicidio del professore Matteo Bottari siano diventate – con tutto il rispetto per un gravissimo fatto di cronaca nera – come le “voci incontrollate” care al ragioniere Ugo Fantozzi nella famosa scena de “Il secondo tragico Fantozzi”, ambientata durante la proiezione de “La corazzata Potëmkin”, dove nella sala buia si diffondevano dicerie esagerate e assurde, come l’Italia che vince 20-0 con goal di testa del portiere Zoff, generando il famoso “«boiata pazzesca»” e il dibattito tra gli spettatori.
Forse abbiamo sbagliato tutto. Hanno visto il Verminaio di Messina come un rovesciamento del “caso” eversivo. Mentre ne è la prosecuzione: degli elementi peggiori. Con segni diversi. Già, ma nessuno ha mai insinuato il sospetto di corruzione… Semmai, s’è sempre parlato di oscuro intreccio tra lobby politiche e affari. E’ una storia nota, per ricostruzioni giornalistiche, inchieste parlamentari (sul Verminaio di Messina) e atti giudiziari ancora in corso. Ma proprio giudiziariamente la vicenda è in gran parte priva di risposte certe. Purtroppo!
Basta così! Basta con questo moralismo elitario di inizio anno. Il nuovo corso della Messina civile sembra avere le idee chiarissime. Una su tutti: i messinesi son brava gente. Per il 90 per cento della Società Civile, son gente onesta che nulla ha a spartire con l’affarismo e la corruzione di politici, associazioni, enti locali. Questa sintesi spazza via tutto questo chiacchiericcio sul delitto Bottari. E’ un’iniezione di fiducia formidabile. Va bene così, faccio il tifo per voi. 10.242 giorni dopo le indagini, insomma, sono sempre aperte. Nessuno ha pagato.
P.S. Non è detto che a Messina siano tutti santi, anzi il rischio è sempre quello di accordare il violino per un eroe prima di aspettare analisi e controanalisi.