A DENTI STRETTI: FATECI VOTARE SULL’EUTANASIA. NON SULLA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE

Se un referendum sulla Giustizia divide i costituzionalisti, siamo sicuri che chi andrà a votare avrà gli strumenti per capire di che cosa si sta parlando? O voterà quello che raccomanda il partito di riferimento? Non per scarsa fiducia nei connazionali ma per esperienza, penso che molti si presenteranno alle urne senza essersi adeguatamente informati sul tema del contendere e voteranno Sì o No dopo aver sentito alla tivù i “consigli per gli acquisti” dei segretari di partito.
Mi piacerebbe se i politici italiani, sempre a pecora davanti al primo cardinale che passa, ci facessero votare su qualcosa che tutti possono capire e che i partiti non hanno il coraggio di proporre per non irritare il Vaticano. Per esempio una legge sull’eutanasia, che aspettiamo da anni.
Questo è un quesito popolare al quale tutti i cittadini saprebbero rispondere senza l'”aiuto” della politica. Come è stato per il divorzio o per l’aborto. A questo tutti i cittadini saprebbero rispondere. Evitando alle urne code di pecoroni che voteranno per sentito dire.
Spesso il parlamento si sente esautorato dai governi che portano in aula decisioni blindate dalla fiducia. Non sarebbe stato più serio se deputati e senatori avessero trovato una soluzione per cambiare loro e non noi la Costituzione? Come fecero ottant’anni fa i Padri della Patria.
Certo, la qualità era ben diversa, c’erano in tutti i partiti i migliori costituzionalisti italiani. Ora…
Nicola Forcignanò