DECALOGO FERREO PER IL SINDACO DI MESSINA

di Roberto Gugliotta

Le emergenze? Tutte cose vecchie e stravecchie, per chi è abituato a leggere IMG Press. Chi è complice, per grettezza bottegaia, continuerà a chiamarsi fuori. Chi ha cavalcato la rivoluzione di Accorinti e adesso non sa più come scendere. E chi ha deciso che adesso s’interviene e prima si controllava (per modo di dire) la situazione? E’ ancora colpa di quellicheceranoprima? Basta, anche se in questa città si può dire di tutto, perfino quelli che non vedevono e dunque non scrivevano, dicono di aver fatto le inchieste che hanno fatto scoppiare il Caso Messina, basta. A loro i premi a me l’olio di ricino. E’ un segno dei tempi l’esigenza di una politica trasparente, onesta, rigorosa, lo dice spesso persino papa Francesco (a lui niente olio di ricino, però) quando ammonisce i responsabili della cosa pubblica indicando loro l’esigenza sempre più sentita di pulizia e di cambiamento e l’urgenza di un forte impegno etico per un reale rinnovamento attraverso trasparenza, onestà e rigore. Una campagna degna della pubblicità progresso. A dire il vero anche il nostro amato sindaco durante la fase numero uno (o era la tre, non ricordo più, tanta è ricca la sua storia) stava in mezzo alla folla a contestare chi governava. E ricordo bene quanto fosse duro con sindaci e assessori. Non faceva sconti neppure al giornale locale. Tutti cattivi, tutti servi sciocchi del Sistema. A se fossi sindaco io, diceva… La bussola dell’impegno politico deve essere per tutti il bene comune, perseguito nel pieno rispetto della legalità. Sante parole, le condivido. Competenze ed efficienza, da una parte, responsabilità e rigore, dall’altra, sono gli ingredienti di un servizio politico-amministrativo degno di questo nome. Al contestatore Accorinti è giusto dare una possibilità. L’occasione gli è stata offerta… Si arrogava il diritto delle Mani Pulite l’Amam però ha tolto l’acqua.